18 Dicembre 2013: intervista al Presidente della Fnomceo, on. Bianco

Ecco il resoconto dell’intervista che le nostre colleghe dottoresse Federica Ferraroni e Margherita Soncini hanno avuto con il Presidente Bianco.

 

 

 

 

 

18 dicembre: arriviamo in Federazione al mattino senza sapere con certezza se avremo la possibilità di incontrare il presidente Bianco.

La situazione è così grave che abbiamo assolutamente bisogno di aggiornarlo sui nuovi sviluppi della situazione dei medici fiscali INPS, ancora molto incerta anche per il 2014. Tutto è iniziato quando, con una decisione unilaterale dell’attuale dirigenza INPS, dal 2 maggio le visite d’ufficio INPS, a causa della spending review, sono state ridotte ad un numero sempre più esiguo che è diventato pari a zero dal primo settembre.

Questo è accaduto a breve distanza temporale da uno stanziamento imponente dell’ente per completare il progetto di informatizzazione dell’intero servizio, partendo dalla medicina di base per arrivare proprio ai medici fiscali, dotati da ottobre 2012 di notebook, stampante e programma di connessione e di selezione delle visite (data mining)

Una spesa considerata obbligatoria come le visite fiscali INPS (dell’ammontare di 50 milioni di euro all’anno per il controllo del settore privato) è diventata facoltativa improvvisamente  e soggetta alla spending review, cosa che non si è verificata per le visite fiscali ASL.

Un paragrafo a parte merita proprio la questione delle visite fiscali ASL che  invece si è vista confermare anche per il 2014 la cifra di 70 milioni di euro e che da quest’anno dovrà tassativamente impegnare per il servizio di controllo, differentemente da quanto accaduto negli anni scorsi. Finora, infatti, la gestione ASL, differente da zona a zona e non nazionalizzata come il servizio INPS, è stata “discrezionale”  e ogni sede poteva decidere in autonomia se far e come fare le visite fiscali, shiftando la cifra stanziata per le visite fiscali su altre voci di spesa.

Ricordiamo che l’ASL ha in capo il controllo dei dipendenti pubblici, che il referto medico ASL ha caratteristiche diverse da quello INPS (nel referto ASL non sono riportate nemmeno le generalità del paziente, al quale non viene chiesto nemmeno un documento di riconoscimento) con validità ben diversa, anche se il costo è diverso. Rispetto alla visita fiscale INPS, la visita fiscale ASL costa meno ma non è impugnabile.

Dall’altra parte, i medici fiscali hanno fatto presente fin da subito le gravi e probabili ripercussioni nefaste che questa decisione porterà sulla spesa pubblica: i primi dati ufficiosi dicono che vi è stato un aumento (ad ottobre) di 500.000 certificati medici (sappiamo che la spesa per la medicina fiscale INPS, voce un aumento dell’1% dei certificati medici comporta un aumento di spesa di 100 milioni di euro per l’erario).

Al presidente Bianco abbiamo chiesto subito un aggiornamento sul progetto di revisione completa di tutto il settore che prevede l’istituzione del polo unico della medicina fiscale:  all’INPS verrebbe passata la gestione del le visite fiscali sia per il settore pubblico che privato con un risparmio di spesa di 18 milioni e un miglioramento complessivo del servizio. Proprio lui è stato uno tra i referenti del progetto visto che ha elaborato un emendamento da presentare all’interno della legge di stabilità.

“Purtroppo –dice il presidente Bianco- l’emendamento sul polo unico ha visto un brusco stop, visto che è stato accantonato insieme ad altri 3500 emendamenti che per ragioni di tempo non sono stati ammessi alla discussione in questi ultimi giorni dell’anno. Contiamo, però, di presentarlo alla prima occasione utile, visto che rappresenta una buona soluzione alle problematiche tuttora presenti”.

La situazione dei medici fiscali resta però altamente precaria: secondo i decreti ministeriali tuttora vigenti, i medici fiscali INPS devono garantire la propria disponibilità 7 giorni su 7, accendere il notebook due volte al giorno, continuare ad osservare tutta una serie di incompatibilità e tutto questo a fronte di un’interruzione del servizio da parte dell’INPS (resta attivo solo il numero delle visite fiscali richieste dal datore di lavoro).

“Nell’attesa che passi l’emendamento sul polo unico, la FNOMCeO intende muoversi a tutela dei medici fiscali e del SSN?” “La FNOMCeO è già intervenuta in diversi modi: per ultimo è stata contattata la dirigenza INPS nella persona del direttore generale dott. Nori, che aveva assicurato la ripresa dell’attività a partire da gennaio 2014 con una previsione di spesa di 22 milioni di euro”. “Comunque- garantisce il presidente Bianco- sentirò quanto prima il dott Nori per rimarcare quanto era stato detto e garantire uno stipendio dignitoso ai 1380 medici impegnati in questo settore”.

“Fino a qualche anno fa, al servizio di medicina fiscale era riservato un punteggio di 0,1 al mese valido per la graduatoria della medicina generale e dei servizi: poi questo punteggio non è più stato attribuito, in maniera inspiegabile. Questo servirebbe per dare un’altra opportunità di lavoro a medici che hanno in media più di 50 anni e che hanno notevoli difficoltà ad inserirsi in altre mansioni lavorative: il rapporto libero professionale atipico contempla le varie incompatibilità già citate che hanno limitato fortemente le scelte fatte da ogni professionista (compresa l’impossibilità ad accedere e a conseguire diplomi di specializzazione). E’ possibile ottenere, almeno, il ripristino di questo punteggio, a partire da quando è stato sospeso?” “Mi sembra una richiesta più che legittima e vedremo come poter sanare anche questa situazione”- risponde il presidente FNOMCeO.

Resta tutta da verificare la situazione della medicina fiscale INPS che si presenterà fra dieci giorni, con l’arrivo del nuovo anno.

“La terremo aggiornata, Presidente!” è stato il saluto finale, ringraziandolo per l’impegno e l’interesse che ha nutrito fin dall’inizio di questa vicenda deleteria non solo per 1380 medici e le loro famiglie ma anche (e soprattutto) per la sanità pubblica e l’erario.

 

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