L ‘attuale situazione dei medici esterni è tanto esplosiva quanto precaria ed è altrettanto incerto lo stato dell’intero centro medico legale di ogni sede INPS.

Senza i medici esterni, infatti, ogni centro medico legale, in questo momento, non sopravvive e può chiudere il giorno dopo.

In redazione sono arrivate diverse segnalazioni di questo stato di forte malessere e ne pubblichiamo una particolarmente significativa qui di seguito.

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Egregio Direttore,

con l’avvicinarsi della scadenza per la formulazione del nuovo bando cui farà seguito l’arruolamento 2015-2016 dei Medici Esterni INPS, si è ritenuto opportuno stilare una valutazione delle attuali criticità verificatesi a seguito delle restrizioni inserite nel bando precedente.

In particolare, l’abbassamento dell’onorario a 25,84 Euro lorde l’ora (contro i precedenti 38,76 Euro) associate ad un monte orario aumentato ed obbligatoriamente fisso nel suo impianto settimanale, ha comportato una grande deflessione nel numero di partecipanti al bando stesso che, dal oltre 5.000 unità nel 2013 è drasticamente sceso a circa 3.000 unità nel 2014.

Le successive integrazioni extracontrattuali dell’orario, di cui alla circolare del 3.10.14[1], ancora più restrittive rigorosamente applicate in molte sedi, hanno poi portato all’abbandono di ulteriori unità, soprattutto fra gli specialisti in Medicina Legale, per cui in diverse regioni si è esaurita la lista dei partecipanti al bando e si sono verificate ulteriori carenze di un organico già ridotto all’osso; solo in qualche caso e solo in parte successivamente si è sopperite con il rientro di soggetti già posti in quiescenza.

Tutto ciò perché, a liberi professionisti con partita IVA, si è letteralmente imposto un contratto (di fatto) pressoché monomandatario ed a regime economico sottominimale rispetto, non già ad un minimo ordinistico (confronto impossibile in quanto non esistente) [2], ma semplicemente irrisorio se paragonato alle normali, vigenti ed attuali, prestazioni di mercato.

L’analisi più idonea e più semplice, in questo senso, può essere effettuata confrontando gli altri parametri di collocamento di liberi professionisti nella PA, e cioè i contratti INAIL ed ASL per gli specialisti ambulatoriali (il cosiddetto SUMAI), i cui termini sono: 38,76 euro orari netti, con ferie, mutua, infortunio, contributi, rimborso spese di missione e maternità.

Divario, a dir poco abissale, se si tiene ulteriormente conto che i 25,84 euro erogati dall’INPS ai propri medici convenzionati, sono lorde ed il contratto non prevede nessuno dei restanti benefici appena indicati.

E’ chiaro che, in queste condizioni, i sanitari che erano in grado di svolgere un minimo di seconda attività hanno preferito incrementare quest’ultima, piuttosto che sottostare ad un siffatto regime contrattuale e molti di loro (come detto prima, circa 2000) a priori non hanno neppure partecipato al bando. A maggior ragione ciò è avvenuto per gli specialisti in Medicina Legale, per i quali vigono anche numerose, pesanti, incompatibilità contrattuali specifiche: contenzioso, collaborazione con patronati sino a tre anni precedenti, prestazioni a privati in ambito IC e INPS ecc., il tutto in assoluto, cioè su territorio nazionale e non già solo a livello provinciale, o quantomeno regionale, come – di contro – avrebbe potuto anche essere legittimamente concesso. Per inciso: non vi è nessuna Legge vigente che impedisca allo stesso professionista di prestare la propria opera in qualità di Consulente di Ufficio e di Consulente di Parte presso lo stesso Tribunale, basta che non si tratti dello stesso procedimento ovvero della stessa persona.

Ma torniamo alla situazione attuale.

In questo momento, dunque, in molte sedi gli specialisti in Medicina Legale sono veramente scarsi, ma non solo loro. Ci risulta, infatti, che – con lo scorrere delle graduatorie – siano stati convenzionati moltissimi medici di primo incarico (quand’anche alcuni di loro afferenti dalla medicina fiscale), i quali non sono a conoscenza né delle dinamiche né delle normative che debbono applicare nella quotidianità. Né – tantomeno – hanno la minima idea di che cosa significhi inquadrare il danno biologico in ambito giuridico. Ma sono stati ugualmente messi subito all’opera, senza la possibilità di una briciola d’indottrinamento se non i piccoli frammenti che potevano cogliere, di volta in volta, davanti al singolo caso, mentre erano già componenti effettivi di Commissione, con relativi oneri ed onori.

Ci si permetta, a questo punto, ancora una piccolissima digressione: le Unità che oggi vengono definite UOC od UOS, cioè Unità Operative, cioè – nella stragrande maggioranza – le singole Sedi INPS, fino a pochi anni fa erano denominate Centri Medico Legali. E vi è stato un periodo in cui (neanche troppi anni or sono) ai medici dei CML regolarmente assunti per concorso (l’ultimo dei quali risale al 1989) era stata offerta la possibilità di conseguire, senza ulteriore selezione grazie ad una convenzione Università/PA, l’iscrizione alla specializzazione in Medicina Legale. E allora ci chiediamo: quale tipo di prodotto può essere fornito da operatori sbattuti sul campo di battaglia senza un minimo di preparazione? Quale sarà il loro atteggiamento nella valutazione: saranno troppo accondiscendenti perché influenzati solo dal loro esclusivo bagaglio culturale di guaritori o saranno eccessivamente rigidi perché intimoriti dallo sconosciuto, nuovo ruolo, di guardiani? Quale potrà essere la loro indispensabile serenità d’animo nell’espletare un compito così delicato? Saranno in grado di redigere un verbale appropriato che contenga informazioni congrue tra loro oppure saranno pressati dal volume di lavoro e scriveranno quello che possono perché “c’è la sala che è piena di gente che aspetta”?

E’, infatti, una certezza che la stragrande maggioranza delle sedi, da un lato con l’avvento delle prime istanze, dall’altro con il passaggio a competenza INPS anche delle revisioni e della L.104, siano letteralmente sommerse dai carichi di lavoro: le Commissioni si susseguono senza sosta e non vi è più il tempo materiale per molte delle restanti attività. Cosicché, visto che ormai non ci risulta ci siano più molti controlli centralizzati (CMS) specie nelle sedi dove sono in carico le prime istanze: chi vaglierà tutti quei verbali prima della loro spedizione all’utenza, qualche sporadico superstite tra i medici stipendiati (rimasti ormai 400 o poco più in tutta Italia), già oberato di lavoro per l’organizzazione della sede e per l’attività previdenziale?

Purtroppo, e non abbiamo esagerato, questo è il reale quadro generale della situazione attuale, quantomeno diffuso a macchia di leopardo in tutto il nostro territorio, dipinto da chi – quotidianamente – l’ha vissuto sulla propria pelle, così come molti Colleghi ci hanno raccontato.

Per tirare brevemente le somme allo stato dei fatti, in definitiva, è forte la sensazione che a questa situazione finiranno per corrispondere risultati negativi,  sia in termini di qualità del servizio reso che meramente economici:

  • Da una parte è molto verosimile l’aumento delle concessioni di benefici con maggiore spesa, soprattutto laddove siano carenti medici esperti della materia
  • Dall’altra un aumento esponenziale dei ricorsi, su verbali incongrui o troppo rigidi

Purtroppo, ad oggi, essendo (come già detto all’inizio) alquanto vicini alla scadenza per la formulazione del nuovo contratto, è già iniziato il tam-tam tipico di ogni rinnovo con il relativo “toto-bando”, ma questa volta i rumors che si rincorrono nei corridoi sono particolarmente negativi e sostanzialmente piuttosto inquietanti.

  • Si parla intensamente dell’istituzione di una nuova figura, quella del medico INPS “polivalente” che effettui, indifferentemente e da subito, sia il lavoro previdenziale/assistenziale che attualmente svolgono i medici esterni, sia l’attività di controllo di malattia, che attualmente svolgono i medici fiscali, in assenza di preparazione specifica in entrambi gli ambiti .
  • Non si conosce il numero di medici che dovrebbero essere impegnati in questa nuova attività: qualcuno ipotizza circa 2000 unità a fronte deli attuali 1400 medici fiscali e 1100 medici esterni (il che lascerebbe “a casa” circa 500 medici)
  • Non si sa se sia vero o meno che vi potrebbero essere “agevolazioni di punteggio” nella graduatoria per coloro che attualmente svolgono compito solo fiscale (le voci sono, chiaramente, discordanti)
  • Non si sa il tipo né l’entità della remunerazione (c’è chi parla di contratto SUMAI, chi di persistenza dei parametri attuali)
  • Assolutamente ignoto l’eventuale rimborso chilometrico (sia per sussistenza che per entità) per le visite fiscali
  • Ci sono voci discordi su eventuali proroghe del contratto attuale “ad libitum”, in attesa dei fondi necessari
  • Qualcuno parla di un orario a 36 ore settimanali (attualmente sono 25).

Insomma, come ogni volta (da alcuni anni a questa parte), i medici INPS, sempre più stanchi, demoralizzai e demotivati, si ritrovano nel buio più assoluto, soffocati dalla disinformazione … ma con davanti agli occhi lo spettro di una, assolutamente inconcepibile ma non impossibile, ulteriore situazione peggiorativa. Così come è stato per i fiscali nel 2013 (lasciati senza lavoro dall’oggi al domani, senza il minimo preavviso) e per gli esterni, sempre nel 2013 (costretti a ruotare da una provincia all’altra, anche a 100-200 km di distanza dalla sede precedente) e nel 2014 con abbassamento della remunerazione oraria da 38.76 a 25.84 Euro.

Chiediamo, a questo punto, alla dirigenza INPS, se e in quale misura sia stata analizzata la situazione del comparto medico INPS, se esista una progettualità a medio lungo termine e se qualcuno si renda realmente conto di quello che sta effettivamente succedendo ai Centri Medico Legali INPS e delle condizioni in cui sono costretti a lavorare, attualmente, i propri medici.

[1] Circolare del Direttore Coordinamento Generale Medico Legale, n. 7080.03/10/2014.0031887

[2] Non esistono, attualmente, tariffari minimi fissati dagli Ordini perché aboliti dal Decreto Bersani del 2006. Strano, però, che la cifra di 25.84 Euro si avvicini così tanto al tariffario minimo dell’Ordine dei Medici del 1992 (corrispondente a 25,82 €) previsto per ciascuna visita fiscale feriale! In pratica: una Commissione di Verifiche, in cui vengono visitati 20 invalidi (con compilazione di relativo verbale) e della durata di circa 5 ore (inviti direttamente disposti da Roma) viene retribuita – a lordo – come 5 visite fiscali venivano retribuite 23 anni fa, centesimo in più, centesimo in meno.

Lettera firmata

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