A proposito dell’art. 12 lettera f

Gentile Direttrice

la prossima settimana, già forse martedì 28, verrà messo a votazione al Senato l’emendamento alla Legge delega sulla Pubblica Amministrazione che ci sta tanto a cuore (art. 12, lettera f ).

Pare che esso, nella sua versione definitiva, preveda la ripartizione dei fondi, destinati ai controlli dei lavoratori in malattia del pubblico impiego, cioè i famosi 70 milioni, ad opera della Conferenza Stato-Regioni, nonchè un intervento della stessa Conferenza sul destino dei medici Asp attualmente impegnati in tale servizio.

Pare che a tali conclusioni si sia giunti anche a seguito dell’intervento del Senatore Morando, Viceministro dell’Economia e rappresentante del Governo in Commissione Bilancio, il quale ravvisava, in assenza di tale scelta, il pericolo della “duplicazione” del servizio di medicina fiscale.

L’anomalia è, però, evidente, poiché non compete alla Conferenza Stato-Regioni mettere in atto variazioni alle voci del bilancio dello Stato.

E’ altrettanto evidente che la Conferenza Stato-Regioni provvederà ad una ripartizione dei fondi tra le Regioni e l’Inps.

Ciò potrà avvenire, paradossalmente, con la creazione di un servizio “residuale” di medicina fiscale, magari connesso all’attività di medicina dei servizi, spesso assicurata in varie Regioni dagli stessi colleghi incaricati dei controlli fiscali, e quindi ciò che doveva servire ad evitare il pericolo di “duplicazione” in realtà lo determinerà.

Sarà, così, l’emendamento stesso ad offrire lo spunto per tale risoluzione, lì dove impegna la Conferenza a trovare una soluzione per i medici che attualmente svolgono tale servizio per le Asp. Peraltro, creando, forse volutamente, confusione tra medici convenzionati a questo fine, che sarebbero circa 200, e medici dipendenti o convenzionati per altre ragioni, come appunto la medicina dei servizi, che nulla hanno a che vedere con la nostra problematica.

Se la politica non poteva proprio fare a meno di suddividere i fondi tra le Regioni e l’Inps, avrebbe fatto meglio ad operare una variazione a tale voce di bilancio in maniera autonoma, o magari rinviandola ai decreti attuativi, ovviamente nel limite massimo dei fondi già previsti, così da “rassicurare” preventivamente la Ragioneria dello Stato.

Allo stesso modo, la regolamentazione dell’inserimento dei medici convenzionati Asp andava prevista già nel testo e rinviata ai decreti attuativi. Così come anche la previsione dell’inserimento dei medici Inps convenzionati in data successiva al 31 dicembre 2007, mentre, in atto, questi colleghi rimangano in una sorta di “limbo”.

Sarei molto lieta di poter conoscere il suo parere in merito.

Cordialmente

Lettera firmata

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L'amministratore della rivista "La Medicina Fiscale"

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