In collaborazione con l’avv. Silvia Stefanelli dello Studio Stefanelli e Stefanelli di Bologna, pubblichiamo una breve ricerca di giurisprudenza in materia di rapporti di lavoro.

Per esigenze cui non possono far fronte con personale in servizio, le amministrazioni pubbliche possono conferire incarichi individuali, con contratti di lavoro autonomo, di natura occasionale o coordinata e continuativa, ad esperti di particolare e comprovata specializzazione anche universitaria, in presenza dei seguenti presupposti di legittimita’ :

a) l’oggetto della prestazione deve corrispondere alle competenze attribuite dall’ordinamento all’amministrazione conferente, ad obiettivi e progetti specifici e determinati e deve risultare coerente con le esigenze di funzionalita’ dell’amministrazione conferente;

b) l’amministrazione deve avere preliminarmente accertato l’impossibilita’ oggettiva di utilizzare le risorse umane disponibili al suo interno;

c) la prestazione deve essere di natura temporanea e altamente qualificata; non e’ ammesso il rinnovo; l’eventuale proroga dell’incarico originario e’ consentita, in via eccezionale, al solo fine di completare il progetto e per ritardi non imputabili al collaboratore, ferma restando la misura del compenso pattuito in sede di affidamento dell’incarico (2);

d) devono essere preventivamente determinati durata, luogo, oggetto e compenso della collaborazione.

(art. 7 del dlgs 165/’2001)

privacyAutorità: Corte appello L’Aquila sez. lav.

Data: 05/02/2015

Fonti: Ilgiuslavorista.it 2015, 31 marzo

Classificazioni: LAVORO SUBORDINATO (Rapporto di) – Autonomia o subordinazione (differenza tra – ) – – elementi costitutivi del rapporto

Ai fini della qualificazione di un rapporto di lavoro come autonomo o sussidiario occorre verificare che siano presenti i cd. indici rilevatori dell’esistenza di un rapporto, nella specie di impiego pubblico e in particolare di attività di natura intellettuale, quali la collaborazione sistematica e non occasionale, l’osservanza di un orario eterodeterminato, la corresponsione di una retribuzione prestabilita, l’assenza in capo al lavoratore di una sia pure minima struttura imprenditoriale e di rischio economico.

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Autorità: Tribunale Teramo sez. lav.

Data: 13/10/2015  1. 871

Parti: F. L. C. Casa di Riposo “Rosina Rozzi”

Fonti: Redazione Giuffrè 2016

Classificazioni: LAVORO AUTONOMO – Contratti speciali (in particolare per quelli previsti nella riforma BIAGI) – – lavoro a progetto

Con particolare riguardo all’ipotesi di simulazione relativa di un contratto di co.co.co. che nasconde un rapporto di lavoro di fatto per il perseguimento dei fini istituzionali della pubblica amministrazione, giova evidenziare che qualora la pubblica amministrazione ponga in essere, sotto altro nomen iuris, un rapporto di lavoro subordinato, il contratto è affetto da nullità per violazione di norma imperativa, essendo stato instaurato un rapporto con un datore di lavoro pubblico senza il superamento di alcun concorso. In tal caso, anche per il settore pubblico, opera – per il tempo in cui il rapporto ha avuto esecuzione – il principio generale in materia di lavoro subordinato racchiuso nell’art. 2126 c.c., per cui il lavoratore ha diritto allo stesso trattamento, compreso quello di fine rapporto, che, secondo la disciplina (ancorché speciale) applicabile al rapporto stesso, gli sarebbe spettato in caso di contratto valido.

Per provare la subordinazione, a nulla rileva che la ricorrente dovesse garantire un certo orario di lavoro, in quanto è stato anche riferito che la stessa doveva esclusivamente garantire il servizio mensa, rimanendo libera e non sottoposta alla disponibilità dell’ente, una vola terminato il medesimo. E la suddetta circostanza non può che collocarsi nella necessità di coordinamento della prestazione lavorativa con i servizi resi dall’ente (ed oggetto dell’accordo negoziale), che pure caratterizza il contratto di collaborazione stipulato tra le parti.

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Autorità: Corte Conti reg. sez. giurisd.

Data: 17/02/2015  1. 117

Fonti: Redazione Giuffrè 2015

Classificazioni: IMPIEGATI DELLO STATO – Responsabilità amministrativa – – danno erariale

In applicazione del principio di buon andamento della p.a. di cui all’art. 97 Cost. (che esige che l’Ente pubblico, per l’assolvimento dei propri compiti istituzionali, deve avvalersi, in via prioritaria, del proprio personale e delle proprie strutture), l’art. 7 d.lg. n. 29 del 1993 (come modificato dal d.lg. n. 546 del 1993) consente incarichi (o consulenze) solo in presenza di specifiche condizioni, quali straordinarietà ed eccezionalità delle esigenza da soddisfare, carenze di struttura, carattere limitato nel tempo e oggetto circoscritto dell’incarico; su tale base, deve ritenersi che costituisce danno erariale l’esborso sostenuto dall’Ente pubblico per effetto del conferimento di incarichi senza alcuna precisazione in merito alla esistenza o meno, all’interno dell’Ente, di personale in grado di svolgerli, alla individuazione dei criteri di scelta e al carattere eccezionale degli incarichi medesimi.

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Autorità: Corte appello L’Aquila sez. lav.

Data: 17/09/2015   1. 896

Fonti: Ilgiuslavorista.it 2016, 19 aprile

Classificazioni: SANITÀ PUBBLICA – Unità o Aziende Sanitarie Locali – Personale – – personale non sanitario

La P.A., per lo svolgimento di determinati servizi qualificati e temporanei, può fare ricorso alle tipologie di lavoro cosiddette “flessibili” e alle collaborazioni esterne ex art. 2222 c.c., come previste dall’art. 7, comma 6, del d.lg. 165/2001, senza per questo dover aumentare il numero del personale stabilmente in servizio, per prestazioni di elevata professionalità, contraddistinte da una elevata autonomia nel loro svolgimento, tale da caratterizzarle quali prestazioni di lavoro autonomo, e nell’ipotesi in cui la stessa amministrazione non sia in grado di far fronte con le risorse professionali presenti in quel momento al suo interno. (Nella specie, in difetto di prova della natura subordinata del rapporto, secondo la Corte gli autisti di autoambulanza del 118 avevano svolto una attività di collaborazione continuativa e a carattere prevalentemente personale, in rapporto di coordinamento rispetto alla complessiva attività del committente, non riconducibile alla tipologia del lavoro subordinato).

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