F acciamo chiarezza. A seguito della costituzione del polo unico per le visite fiscali, ed in conformità con l’emanazione dell’atto d’indirizzo dell’agosto 2017 per la stipula della convezione tra Inps e medici di medicina fiscale, nonostante l’importanza di un tema centrale nella riorganizzazione delle visite di controllo per malattia, sono in corso incontri tra sindacati ed Inps che hanno palesato diverse criticità ostative ad una positiva e proficua soluzione finale, benché ci sia stata la disponibilità della Fp Cgil ad individuare soluzioni chiare e condivise.

Segnaliamo da tempo  la necessità di risolvere in via preliminare il problema della rappresentatività sindacale che, in assenza di un regolamento concordato in tema di relazioni sindacali, non può che seguire un criterio transitorio paritario al di là di interpretazioni creative e fantasiose che Inps vorrebbe applicare, attribuendo valore ad aree di rappresentatività che non hanno nulla a che vedere con le organizzazioni sindacali ‘maggiormente rappresentative della medicina fiscale’ come indicato nel testo dell’atto d’indirizzo. Segnaliamo un’operazione confusa che invece di individuare percorsi legittimi e di buon senso, segue logiche incomprensibili che rispondono esclusivamente ad interessi corporativi che rischiano di rendere illegittimo qualsiasi accordo; la trattativa infatti è soggetta, ancora prima di nascere, a più di un ricorso che contesta i criteri imparziali scelti da Inps.

La trattativa è congelata, da mesi non riceviamo una convocazione unitaria, ma assistiamo ad incontri separati con singoli o gruppi di sindacati che inevitabilmente non hanno alcuna titolarità ad indicare il percorso più appropriato. Una strategia che divide invece di unire e che non potrà mai portare alla sintesi delle istanze rappresentate. Nel merito si sono succedute alcune versioni di una proposta della parte datoriale che, oltre a non rispettare i principio di equità nell’informazione (alcuni sindacati le hanno ricevute ed altri no), non chiarisce la cornice contrattuale all’interno della quale sarà possibile svolgere la trattativa. Siamo di fronte ad una proposta che nelle sembianze di un Accordo Collettivo Nazionale, con tutti vincoli tipici di tale rapporto (incompatibilità assolute, doppia richiesta giornaliera di visite domiciliari, 38 ore a disposizione settimanalmente, regolamento disciplinare, disponibilità 365 giorni all’anno festività comprese, corsi di aggiornamento patrocinati da Inps obbligatori) propone in realtà un contratto ‘Libero Professionale’ secco senza nessuna tutela (niente ferie, malattia, maternità, infortuni retribuiti).

Consapevoli che le proposte sono fatte per essere discusse, non è accettabile per la Fp Cgil medici che nel metodo e nel merito non si sia ancora individuato un percorso legittimo ed una cornice di riferimento chiara. Assurdo a nostro avviso proporre un contratto che reitera la disciplina vigente, ma impone vincoli, non dà nessuna tutela, riduce compensi del 40% e aumenta il carico lavorativo del 50%. Incomprensibili i comunicati di alcune organizzazioni sindacali che esprimono apprezzamento per una proposta che retrocede di 20 anni le condizioni di lavoro dei medici fiscali. È necessario ripartire dal tavolo unitario e paritario per reimpostare una struttura contrattuale chiara nel metodo e nel merito e che in coerenza con le indicazioni dell’atto d’indirizzo, restituisca dignità al lavoro dei professionisti medici che svolgono un ruolo centrale nella tutela della salute di tutti i lavoratori.

Andrea Filippi

Segretario Nazionale della Fp Cgil Medici

 

17 aprile 2018

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