Aggiornamento sui medici esterni INPS

Se il versante della Medicina Fiscale INPS è in grande fermento (siamo prossimi alla pubblicazione dei decreti attuativi della riforma del polo unico, varata nell’agosto scorso), non è da meno quello dei medici esterni INPS, quel migliaio circa di medici che da 5 anni a questa parte affiancano in tutto e per tutto i circa 500 medici dipendenti e senza i quali ogni Centro Medico Legale INPS dovrebbe chiudere all’istante.

Senza di loro non potrebbero essere svolte le revisioni di Invalidità Civile, in capo all’INPS dal marzo 2015, e non potrebbe essere garantita nessuna delle altre complesse e delicate funzioni di medicina previdenziale e assistenziale dei Centri Medico Legali.

Orbene, nonostante la delicatezza e l’importanza delle funzioni svolte, questo migliaio di medici “esterni” sono legati all’Ente con contratti annuali, in regime di precariato spinto, con un trattamento smaccatamente dispari rispetto ai colleghi “interni” dipendenti, senza aggiornamenti professionali autorizzati e previsti, senza corsi mirati su come poter evitare i contenziosi (nota dolente di questa voce nel bilancio), senza tutele (nemmeno quella legale) e incentivi per il lavoro svolto.

Vista l’approssimarsi della scadenza dell’attuale contratto (31 dicembre 2015), è uscito il 16 novembre scorso il nuovo bando per un contratto sempre libero-professionale “puro” (di durata triennale, questa volta) per 900 medici che richiede la pubblicazione di una graduatoria da stilare, da parte di una commissione esaminatrice, in base ai requisiti e ai relativi punteggi espressi nel bando: 40 punti per i titoli di studio (con punteggi attribuiti alle varie specializzazioni che meriterebbero una discussione a parte), 20 per i titoli di servizio e 40 per titoli di scientifici e professionali.

Non è stato posto, come altre volte in passato, il limite di età di 67 anni, penalizzando le nuove generazioni di medici e avvantaggiando quei medici più anziani che, già godendo di un trattamento pensionistico, hanno la possibilità di rientrare nel mondo del lavoro della PA, contando su titoli di studio, come un numero maggiore di specializzazioni facili da ottenere fino a qualche anno fa (e non entriamo in questo discorso che merita un approfondimento dedicato), che i medici più giovani non hanno.

E’ stata posta, invece, (novità assoluta) obbligo di scelta tra attività di medico esterno e quello di medico fiscale INPS (non ASL, per esempio), al momento della firma del contratto, e questo passaggio non è affatto chiaro nel testo del bando fin qui pubblicato: non si capisce se la scelta sia da intendersi su base territoriale (come già previsto peraltro per altre attività come quella del medico di medicina generale o quello di guardia medica) o, se si debba intendere come assoluta, e neppure se i medici fiscali che optino  per la scelta di medico esterno, decadano dall’appartenere a quella lista speciale ad esaurimento per i medici fiscali (e questo verrebbe ad essere in netto contrasto con la normativa vigente). Per questo punto, si attendono delle specifiche disposizioni più particolareggiate da parte dell’Ente stesso.

In attesa che la commissione esaminatrice stili le graduatorie (non è ancora comparsa sul sito INPS la composizione della commissione stessa), si è resa pertanto necessaria una proroga del contratto in essere che viene portato avanti alle stesse attuali condizioni, mortificanti e inique, fino alla fine di aprile 2016, secondo la circolare emessa il 17 dicembre scorso.

 

Federica Ferraroni