Al Presidente della Fnomceo

Caro Presidente,
siamo ancora qui per un nuovo e grave grido d’allarme. Oltre alla Medicina Fiscale il secondo dei comparti della Medicina INPS –  il terzo è quello dei medici interni dipendenti –  è entrato in una fase di grandissima difficoltà: questo settore è stato istituito nel 2008 quando l’INPS ha assunto l’onere d’essere presente attivamente nelle Commissioni Invalidi su tutto il territorio nazionale.
Il contratto dei medici esterni INPS – libero professionale e di durata annuale- è atipico e comporta una subordinazione gerarchica, oltre a incompatibilità stringenti, l’utilizzo di strumentazione dell’ente, l’obbligo di sottostare ad orari di entrata e uscita, oggettivabili tramite badge, un contratto annuale, con tutti doveri (svolgono in tutto e per tutto la stessa attività dei medici dipendenti interni) e nessuna tutela.
Il contratto del 2013, scaduto il 30 maggio scorso e rinnovato tacitamente fino al 30 settembre dopo una pausa di 23 gg, dal 1 al 23 giugno, dove si è visto che senza l’apporto dei Medici Esterni l’attività dei vari centri medico legali INPS veniva compromessa, ha lasciato il posto a quello nuovo, caratterizzato da ulteriori nuove norme ancora più lesive della dignità professionale medico – come è stato ben sottolineato nella lettera indirizzata al direttore generale INPS dott. Mauro Nori – prevede un aumento del monte ore di lavoro, da 20 a 25 ore settimanali, con obbligo a rispettarle tutte, previa il decadere del contratto stesso, a fronte però di una riduzione dei compensi a 38 a 25 euro all’ora, accresciute incompatibilità, una non chiara modalità di “arruolamento” dei medici esterni, senza che ad esempio siano espressi i criteri per formulare la graduatoria: per cui dei 1191 medici arruolati, solo circa 800 vengono impiegati subito.
E i rimanenti 391 devono restare in stand by, nell’attesa di una eventuale futura convocazione, in base alle necessità dell’ente. La motivazione risiede nel fatto che un contratto di questo tipo è a solo vantaggio dell’ente che dal 2007 non ha più assunto ed ha colmato le lacune derivanti dai pensionamenti dei medici dipendenti con questo sistema, mortificante per la classe medica.
La soluzione per i medici esterni passa attraverso la definizione di un contratto tipo (per esempio, è da togliere la limitazione d’età) SUMAI, o meglio quello vigente per la specialistica ambulatoriale, che è ciò che chiede la giovane associazione AIMPAF (Associazione Italiana Medicina Previdenziale, Assistenziale e Fiscale), la prima e unica di questo settore. La AIMPAF è nata anche per questo motivo: chiedere tutti insieme – i tre comparti della Medicina INPS – il riconoscimento ufficiale di queste due categorie di Medici (i Medici Fiscali e i Medici Esterni) che da ormai da troppi lavorano in condizione di precarietà con un contratto libero professionale altamente atipico.
Nel frattempo, quest’anno è nata la prima rivista di Medicina Fiscale (lamedicinafiscale.it) volta a fare formazione e a far crescere la dignità professionale di questi 1250 medici che hanno bisogno di essere riconosciuti in un vero e proprio albo. La situazione dei Medici Fiscali, dal 29 aprile 2013, è sempre più drammatica visto che da  ormai 18 mesi viviamo con uno stipendio ridotto al lumicino: aspettiamo da troppo tempo la creazione di un Polo Unico della Medicina Fiscale, a capo dell’INPS, con nuove risorse vincolate alla Medicina Fiscale, da tutti considerata la soluzione più semplice per approdare ad un nuovo contratto che renda il lavoro dei Medici Fiscali più stabile, tutelante e dignitoso.
Facciamo notare ancora una volta quanto il servizio della Medicina Fiscale INPS sia indispensabile e conveniente per la comunità per la lotta all’assenteismo: basti dire che nel settore privato l’assenteismo è crollato dal 22% del 1986 al 2% del 2013, a differenza di quanto accade nel settore pubblico, soggetto precipuamente a visite fiscali da parte dell’ASL, dove, invece, la percentuale si mantiene a livelli più alti.
E’ evidente quanto si sia resa necessaria, arrivati a questo punto, la nascita di un’associazione, l’AIMPAF, con attuale iscrizione gratuita, dato anche il periodo di grande difficoltà economiche per i nostri Colleghi, che faccia sentire la voce dei 1250 medici fiscali e dei 1191 medici esterni (il 75% dei medici INPS) e che, insieme ai circa 500 medici dipendenti, porti avanti collegialmente le istanze di questa categoria medica finalmente unita. Il Presidente di questa giovane associazione è la dottoressa Marcella Magnino. La sede è quella dell’Ordine di Pavia, che ringraziamo per il patrocinio e per la testimonianza di vicinanza che, del resto, abbiamo sempre ricevuto da tutti i Presidenti degli Ordini in questi ultimi 18 mesi: così come non possiamo dimenticare lo stesso patrocinio che l’Ordine di Parma aveva concesso alla neonata ANMEFI da maggio a dicembre 2013.
Ti chiediamo un tuo autorevole intervento anche per cercare di realizzare un albo per i due gruppi di Medici INPS (Fiscali ed Esterni)  che permetta l’inizio del percorso del loro conoscimento ufficiale da parte della nostra Federazione.
Con stima rinnovata
Marcella Magnino                                                                                                      Federica Ferraroni
Presidente  AIMPAF                                                                                              Vicepresidente AIMPAF

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