Allarme della Consulta sul bilancio delle Regioni

A proposito della sentenza della Consulta sull’assetto di bilancio 2013 della Regione Piemonte, Federico Gelli, responsabile PD per la sanità, dice: “La sentenza della Corte Costituzionale, chiamata in causa dalla Corte dei Conti sull’illegittimità costituzionale dell’assetto di bilancio 2013 della Regione Piemonte, rischia di diventare un problema politico di livello nazionale. In sostanza, i giudici costituzionali hanno contestato alla Regione di aver utilizzato i fondi destinati al pagamento dei debiti arretrati della Pubblica Amministrazione (legge 35/2013) per finanziare la spesa corrente. Parliamo di circa 2,5 miliardi di euro solo per il Piemonte. Come denunciato ieri da Sergio Chiamparino, se dovesse passare questa chiave di lettura, la vicenda potrebbe allargarsi a diverse Regioni causando un possibile buco di circa 20 miliardi di euro. Bisogna analizzare con attenzione il dispositivo della Consulta e capire le possibili conseguenze. Se l’interpretazione della sentenza dovesse rimanere questa, la questione potrebbe allargarsi e si metterebbe a rischio la tenuta dei conti di diverse Regioni”.

Per il Presidente della Regione Veneto, Luca Zaia “è in corso l’ennesimo tentativo di screditare le Regioni facendo di ogni erba un fascio, ma con noi non funziona. I Veneti sappiano che la loro Regione ha usato tutti i fondi ricevuti per lo scopo a cui erano destinati: pagare i crediti dei fornitori della sanità. Non un euro è stato speso per altre finalità. Veneti devono anche sapere che quei soldi Roma non li ha né regalati, né trovati nel bilancio nazionale. Sono semplicemente i soldi del Veneto e dei Veneti bloccati in Tesoreria centrale, senza interessi, dal Patto di Stabilità, pari a oltre un miliardo e 300 milioni, che lo Stato-banca ci ha prestato chiedendoci un interesse di oltre 20 milioni di euro l’anno. Ci hanno prestato con gli interessi i nostri soldi, questa è la tragica verità. E’ una strategia ben precisa per mettere in cattiva luce le Regioni, che fa il paio con il continuo scarico di debiti dal bilancio statale a quelli delle Regioni e degli enti locali per costringerci a tassare i nostri cittadini e farci fare la figura degli esattori. Il Veneto non cadrà nella trappola  perché non introdurremo mai l’addizionale Irpef, che pur varrebbe circa 180 milioni; non introdurremo accise sulla benzina, che pur porterebbero 40 milioni; non imporremo ticket regionali sulla sanità dai quali potremmo raccogliere almeno 100 milioni. Continueremo come abbiamo sempre fatto in questi anni: usando al meglio quello che abbiamo e applicando quei criteri e costi standard che, se usati a livello nazionale, porterebbero risparmi complessivi per 30 miliardi di euro ai conti dello Stato”.

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