Leggevo recentemente – prima delle tragiche giornate di metà Novembre- un testo di Francesco Morante, che faccio mio e vi ripropongo in sintesi.

Le funzioni che l’arte può svolgere sono molteplici. Tuttavia è inconfutabile che l’arte sia nata con la funzione di rappresentare la realtà. Poi l’arte è divenuta un linguaggio per comunicare con gli altri, ma inizialmente essa servì a conoscere la realtà attraverso la rappresentazione.

In pratica l’Artista compie due processi fondamentali:
1) percepisce la realtà;
2) la interpreta facendosene un’idea.
A questo punto nasce la rappresentazione.
Essa può essere anche solo una immagine mentale.

A prescindere dal campo artistico, qualsiasi rappresentazione è sempre una conoscenza della realtà. E la conoscenza è sempre una rappresentazione.

Vale la pena capire come si suddividono le rappresentazioni. Esse sono di due tipi fondamentali: le rappresentazioni analogiche e le rappresentazioni logiche. Le prime nascono da un rapporto di analogia con la realtà (imitano le forme che percepiamo guardando), le seconde si affidano al logos (alla parola quale simbolo che descrive la nostra idea della realtà).

Facciamo un semplice esempio: la fotografia di una sedia è una rappresentazione analogica, la parola «sedia» è anch’essa una rappresentazione, ma di tipo logico. In pratica se la rappresentazione è principalmente rappresentazione degli elementi percettivi (ciò che si vede) diciamo che essa è analogica. Se invece la rappresentazione tiene più conto della nostra idea o concettualizzazione della realtà (ciò che pensiamo) essa diviene di tipo logico. Le rappresentazioni logiche ricorrono in genere a simboli o segni di tipo linguistico (parole) o matematico (numeri e formule). Le rappresentazioni analogiche usano quasi esclusivamente le immagini.

L’arte ha un ruolo di primo piano nella cura della salute, anche se spesso viene considerata realtà troppo nobile per entrare a plasmare la vita delle persone comuni.

Il filosofo Maritain affermava che l’arte “è il potere di guarigione e l’agente di spiritualizzazione più naturale di cui abbia bisogno la comunità umana”.

Le implicazioni dell’arte e della bellezza delle forme della vita spirituale e degli altri valori umani appaiono più evidenti quando sono del tutto assenti, o presenti in modo marginale, dalla vita quotidiana : quando l’essere umano è asservito all’utile, incapace di provare piaceri, di contemplare, di combattere la disumanizzazione.

L’arte aiuta l’uomo a soffermarsi a osservare e riflettere, contemplare, arrestare il fluire delle azioni, condizione in cui è possibile giungere alla consapevolezza di se, cogliere il significato della realtà. “L’arte è una via alla libertà, è parte di quel processo di liberazione dello spirito umano che è il fine autentico ed ultimo di ogni educazione” ( Cassier)

Ed è arte anche la musica, naturalmente. Non esprime significati precisi, è una cosa misteriosa: crea delle forze immaginative, delle direzioni semantiche; ascoltandola ci suggestiona, ci turba , ci anima, ci culla…ci sottolinea il mondo in cui viviamo ed in cui risuona, sia esso il quello di tutti i giorni, sia quello fantastico di un film..La musica porta al principio della vita, l’amore. La musica ha un forte potere evocativo, ed indipendentemente dalla nostra volontà fa riemergere ricordi, sussurra idee, grida, rabbia, dolore;

Le arti, la musica, sono specchio della cultura dei popoli ed hanno un enorme potere: riescono ad accomunare chi le pratica, chi la ascolta nella condivisione e nell’elabrazione di identità individuale e di gruppo.

Facciamo un’ultima considerazione, conclusiva: tra le attività umane, ve ne sono alcune che hanno finalità utilitaristiche, altre invece con finalità spiccatamente espressive, come la danza, il teatro, la musica , la pittura…

Queste ultime possono avere finalità diversissime (poetiche, ludiche, propagandistiche, conoscitive, ecc.) ma hanno tutte in comune un tratto saliente: operano sui mezzi di comunicazione, ovvero sui linguaggi che permettono la comunicazione tra gli esseri umani.

I recentissimi accadimenti in Francia, l’omicidio crudele e vigliacco di tante persone al Bataclan non sono un caso, non è stato scelto un obiettivo “comodo”: di luoghi “comodi” ed affollati ce ne sono ovunque a bizzeffe..pensiamo ai mercati – rionali o supermercati, centri commerciali-, alle scuole, agli ospedali…la cosiddetta strategia della tensione, il terrore disseminato da questi assassini è un “lavoro” mediatico di grande impatto culturale.

La scelta del teatro, -un luogo frequentato da persone di culture differenti, in una città multiculturale e multiraziale per eccellenza-, durante un evento che accomuna, che fa superare ogni barriera e confine culturale, spirituale umano, come la musica, per irrompere nella vita non solo dei presenti, ma di tutti noi, che successivamente abbiamo vissuto lo sgomento di tanta efferatezza, colpisce per lo stesso procedimento di comunicazione e accomunazione della musica e delle arti, ma usata “nel verso opposto”, manipolando inoltre sia il messaggio logico della paura, della fuga, della morte, della strage, con quello analogico delle immagini televisive.

Uccidere e distruggere le opere d’arte, con lo stesso processo comunicativo logico-analogico, è stata la caratteristica di tutte le recenti azioni dei gruppi fondamentalisti organizzati operanti negli ultimi anni. Dunque il messaggio è: colpire la vita e l’espressione spirituale dei popoli e delle culture, annientare la libertà e la capacità di autodeterminazione dell’individuo.

Basteranno aerei e bombe per rispondere a questa minaccia di incombente barbarie? Saranno le dichiarazioni di guerra a riunire ed accomunare contro un nemico diffuso ed invisibile a tutti noi?

O sarà una maggiore e rinnovata coscienza della nostra umanità, della nostre culture, della nostra storia a darci i mezzi per resistere alla prepotenza dell’ignoranza, per insinuare gli anticorpi della bellezza, della conoscenza, del pensiero libero e creativo all’interno della stessa massa informe della malattia che ci invade?

Rispondiamo con le nostre armi migliori: Educazione, Conoscenza, Pensiero.

News.

Dal mondo della medicina:

ancora una soddisfazione per i colleghi medici fotografi dell’AMFI al concorso fotografico “Un respiro lungo…”, inserito nel contesto del congresso per i 30 dell’Associazione Italiana Pneumologi Ospedalieri.

le foto vincitrici del concorso:

  1. Donato Lacedonia, AIPO

  2. Marco Damin, AIPO

  3. Cristina Martino, AMFI

  4. Antonella Serafini, AIPO

  5. Marco Prete AMFI

  6. Roberto Assale


Rinnovo l’invito a segnalarci le iniziative e gli eventi culturali di cui siete protagonisti, o anche semplicemente di cui siete a conoscenza.

Di seguito le segnalazione di alcuni eventi artistici del momento, alcuni veri e propri “must”, altri meno pubblicizzati, ma non meno interessanti.

 

FIRENZE:

L’Istituto Lorenzo de’ Medici e Fratelli Alinari, Fondazione per la Storia della Fotografia, presentano Destruction, Reconstruction (Distruzione, Ricostruzione): Minacce al patrimonio culturale del Mediterraneo Una mostra virtuale nella Chiesa di San Jacopo in Campo Corbolini.

La mostra prende in considerazione quattro paesi del Mediterraneo che hanno visto il proprio suolo interessato da devastazioni, sia naturali, che provocate dall’uomo: Siria, Italia, Libia ed Egitto. In seguito alla minaccia della devastazione, questi paesi continuano a proteggere la propria eredità culturale promuovendo la ricostruzione e coinvolgendo la comunità internazionale in restauri di siti storici di grande rilevanza. “Destruction, Reconstruction” esplora l’impegno di ogni singolo paese nella ricostruzione della propria identità, così come l’importanza della riorganizzazione di comunità pesantemente offese dalla devastazione.

TREVISO:

El Greco in Italia. Metamorfosi di un Genio

La più importante retrospettiva mai realizzata prima nel nostro Paese dedicata a El Greco che cercherà di fare chiarezza sul periodo italiano del genio del ‘500, artista maledetto che ha ispirato

artisti del calibro di Picasso e Manet.

Treviso – CASA DEI CARRARESI – dal 23/10/2015 – al 10/04/2016

GENOVA:

Dagli Impressionisti a Picasso

In mostra una eccezionale sequenza di capolavori di Van Gogh, Cézanne, Gauguin, Monet, Matisse,

Picasso, provenienti dal Detroit Institute of Arts.

Genova – PALAZZO DUCALE – dal 24/09/2015 – al 10/04/2016

CODROIPO (Passariano)

Joan Miró a Villa Manin. Soli di notte

Una mostra evocativa ricostruisce l’universo di Miró negli ultimi trent’anni di vita: l’atmosfera dei

suoi studi maiorchini, la ricerca della solitudine e la radicale trasformazione della sua arte.

Codroipo – VILLA MANIN DI PASSARIANO – dal 16/10/2015 – al 03/04/2016

ROMA:

Where is Dawn now?

Where is Dawn now?, un’idea dell’artista Leonardo Petrucci realizzata in collaborazione con INAF

IAPS, ASI e NASA

Roma – FONDAZIONE PASTIFICIO CERERE – dal 28/03/2015 – al 28/03/2016

 

Guglielmo Sergi

L’amministratore della rivista “La Medicina Fiscale”

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