Amedeo Bianco al convegno sulla riforma della Medicina Fiscale

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Dopo gli interventi di Alfredo Petrone, del dirigente INPS Luca Sabatini e della On. Donata Lenzi, è toccato al Senatore Amedeo Bianco, Past President FNOMCeO, quindi trait d’union tra la Professione e la Politica, fare una disamina – a tratti vivace ed impietosa – sulle vicende che hanno portato al punto attuale.

Riportiamo la trascrizione dell’intervento, ritenendo superfluo ogni ulteriore commento.

bianco 2016

Sono qui a testimoniare, in qualche modo, la fatica...Sembra incredibile come delle soluzioni che in qualche modo sono state rispettate….la soluzione del polo unico è stata una sorta di idea corale, sembrò una via d’uscita a respiro più ampio, la visione strategica più ampia, sotto il profilo dell’organzzazione e certamente lo strumento col quale valorizzare la professionalità degli operatori.”

Il cammino è stato piuttosto complicato…i colleghi della Camera ci hanno dato una grossa mano…l’indagine conoscitiva ha consentito in un contesto meno contrattuale e conflittuale, diciamo così, di dipanare un po’ tutte le questioni…. prospettando delle soluzioni che riguardassero il rapporto di lavoro di coloro che svolgono questo tipo di attività.”

Passaggio difficile…in due successive leggi di stabilità, abbiamo presentato degli emendamenti, tra l’altro non molto dissimili dal testo della riforma Madìa,..probabilmente non era maturo il tempo, non era matura la consapevolezza, non era matura la disponibilità ad affrontare questa situazione delicata, tra l’altro caricandola di valutazioni anche di carattere economico che non stavano né in cielo né in terra, per cui sarebbe costato centinaia di milioni..- questo mi è stato detto di notte!! -”

Il processo è stato lungo, ma siamo arrivati ad un punto di non ritorno; stamattina abbiamo sentito il Ministro Madìa, gli impegni che ha assunto sul decreto,…ha ben focalizzato le criticità del provvedimento: la benzina per camminare, le risorse, e le gambe su cui cammina, il profilo dei professionisti che operano in questo settore”.

Se tutto va come deve andare è una buona soluzione ad un problema drammatico…, noi non abbiamo mai perso di vista il profilo drammatico per centinaia e centinaia di professionisti, è stato il faro, la luce con cui cercavamo di dare delle risposte, che però partissero anche da loro stessi, da quella che era la loro identità professionale, senza stravolgerla, anzi valorizzandola”

Permettetemi di dire un’ ultima cosa…è proprio il contenuto professionale, nel senso che, tutto ciò che abbiamo fatti in questo anni, nel bene e nel male, con successo e meno successo, aveva sempre al centro una riflessione, una considerazione… non potevamo consentire che venisse ridotta una funzione così delicata, così sensibile, perchè – insomma, parliamoci chiaro – la Medicina Fiscale è molto delicata e sensibile… sia perchè è Second Opinion, su prognosi di altri colleghi, sia perchè può comportare una rivalutazione di prognosi…”

“Non mi sono mai rassegnato ad un’idea dozzinale della Medicina Fiscale (!), anche nelle strategie dell’INPS, che in fondo la visita fiscale è un qualcosa da fare, che andava fatto, ma che però non aveva nessun rilievo sull’efficienza del sistema, sull’efficienza dell’Istituto… io non mi sono mai rassegnato a questo…credo di averlo testimoniato all’INPS, in quegli incontri che si facevano col Direttore Generale,…”voi non potete maneggiare questa materia con questa visione molto ma molto riduttiva. Il controllo fiscale è una funzione strategica…”.

L’impressione è che vada ricostruito un ambiente culturale, un ambiente gestionale, un ambiente manageriale…non ci sarebbe stata…qualche disinvoltura di troppo.

Spero davvero, con voi, di poter festeggiare la fine di un cammino… che, poi, alla fine di un cammino ne comincia una altro… e speriamo che il cammino che comincia sia un cammino di dignità, di orgoglio, di grande profilo professionale.”

Guglielmo Sergi

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