Autonomia e terzietà della Medicina Fiscale

La commistione delle mansioni, che tra l’altro determina la commistione delle risorse, e’ realizzabile solo se il decreto attuativo che ci riguarda trasferira’ all’INPS, per il futuro,  la gestione diretta del reclutamento  del personale medico addetto.

In tal caso il decreto attuativo dovra’ provvedere  a chiudere definitivamente il ciclo trentennale trasformando le liste bloccate in liste ad esaurimento con conferimento di incarichi a tempo  indeterminato verosimilmente ad ore per un numero imprecisato di ore (20 se si considerano le attuali fasce di reperibilità) e con trattamento economico verosimilmente simile a quello previsto in atto per i medici esterni.

Il decreto attuativo potra’ prevedere il  diritto dei medici di lista a partecipare a futuri bandi per il completamento orario con acquisizione di ulteriori ore a tempo determinato ma non potra’ imporre priorita’ per tale completamento orario.

In pratica, finisce un’era che era stata caratterizzata, in continuita’ con l’art. 5 dello Statuto dei Lavoratori, da una certa autonomia della figura del medico di controllo e da una autonomia contrattuale dello stesso medico di controllo.

Finirebbe la certezza, che dovrebbe essere irrinunciabile, della terzieta’ del medico fiscale.

L’indipendenza della figura del medico di controllo, e quindi del contratto che regolamenta la nostra attivita’, dovrebbe essere la nostra priorita’ in continuita’ con il passato, qualsiasi sia la forma contrattuale che verra’, e la politica avrebbe l’obbligo di  farsi garante di cio’.

Lettera firmata