Bisogna potenziare la medicina fiscale, non sopprimerla

Arriva proprio da Parma, la mia città, l’ultimo scandalo sull’assenteismo per malattia: la Guardia di Finanza ha eseguito un sequestro di 57 mila euro, disposto dal GIP su richiesta della Procura, nei confronti di un dipendente del Comune di Parma. L’uomo assente dal lavoro per malattia, viaggiava all’estero, a Sharm El Sheik, sul Mar Rosso oppure girava per la città, in bici, a piedi, in auto o sui mezzi pubblici, presentando falsi certificati medici. Dal 2009 ad oggi l’uomo avrebbe sfoderato un paio di stampelle e, simulando un problema fisico, ha usufruito di lunghe assenze per malattia. Nei primi anni restava a casa dal lunedì al giovedì, poi ha man mano aumentato le proprie assenze fino a mancare dal posto di lavoro dal 2015, ‘diluendo’ le assenze per non perdere parte dello stipendio. Come riportato dall’Ansa, l’indagine  ha preso il via dalla denuncia del dirigente del settore Sviluppo organizzativo e controllo strategico del Comune.

“Se quel dipendente comunale era davvero “in malattia sul Mar Rosso” (si sta indagando), ecco una conferma che non si deve sottovalutare l’assenteismo. Assenteismo cronico significa uno stipendio pagato a vuoto. Lavorerò anche su questo!” – ha commentato così su Twitter il ministro della Funzione pubblica Giulia Bongiorno.

E’ evidente, quindi, che resta ancora qualcosa da fare per rendere veramente efficiente la riforma del polo unico della medicina fiscale e che serve potenziare ulteriormente questo servizio: la bozza del nuovo contratto dei medici fiscali sta andando esattamente nella direzione opposta visto che si stanno cancellando, con un colpo di spugna, 36 anni di leggi in materia.

Federica Ferraroni