Boeri: risorse adeguate per il polo unico

Anche il presidente Boeri interviene mediaticamente su un argomento che interviene quotidianamente nelle vite degli Italiani: la medicina INPS.

La riforma della Pubblica Amministrazione approda la prossima settimana in Consiglio dei Ministri e, al suo interno, sono previsti provvedimenti  in materia di legge 104 viste le evidenti disparità nell’utilizzo dei permessi retribuiti in caso di handicap grave (art.3 comma 3) tra pubblico e privato: 6 giornate all’anno per il dipendente pubblico vs 1,5 per il dipendente privato.

Come noto, la riforma Madia prevede anche il passaggio delle competenze all’INPS del controllo della malattia nel settore pubblico, oltre a quello privato.

Il Polo Unico della Medicina Fiscale viene a colmare quel ritardo italiano sull’assenteismo che è stato finora e che ha portato a livelli incredibilmente alti di assenza per malattia nel settore pubblico e ad un trend in rialzo anche nel settore privato, che, finora, grazie ai controlli serrati INPS effettuati prima del 2013, aveva dato i risultati migliori in ambito europeo.

Con la nascita del Polo Unico si possono andare a correggere altre “anomalie” come la tanto attesa stabilizzazione per i 1200 medici fiscali INPS della lista speciale ad esaurimento con un contratto, per loro, a tempo indeterminato  e l’armonizzazione delle fasce di reperibilità: adesso infatti, sono 4 ore nel settore privato (dalle 10 alle 12 e dalle 17 alle 19) e 7 per i dipendenti pubblici (dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18).

In passato, quando si era provato a ridurre a 6 ore giornaliere la reperibilità, si era avuto un subitaneo aumento del numero dei certificati di malattia, come il centro studi de lamedicinafiscale.it aveva puntualmente documentato (potrete trovare tutti gli articoli in merito nella sezione dedicata al centro studi).

Tito Boeri rilancia con considerazioni e proposte interessanti “almeno 7 ore al giorno per tutti”, auspica “controlli più serrati” puntualizzando, però, che “servono risorse aggiuntive”.

Boeri completa il discorso sulla medicina assistenziale chiedendo di rivedere i criteri per assegnazione dell’indennità di accompagnamento, che andrebbe graduata “in base al reddito”, e propone un “contributo obbligatorio” a carico dei pensionati, visto che le spese per la non autosufficienza sono destinate a salire.