titoE’ questo il messaggio di base che ha lanciato il presidente INPS Tito Boeri nel rapporto annuale 2014 dell’Ente presentato l’ 8 luglio alla Camera.

Un messaggio fortemente positivo, pieno di speranza visto che dimostra, dati alla mano che, a fronte di una situazione critica causata dalla attuale crisi di portata mondiale alla quale l’Italia finora ha reagito male (si poteva far meglio), si possono e si devono mettere in atto strategie che applichino, in tempi anche rapidi, una inversione di tendenza.

L’INPS è un Istituto che ha un ruolo fondamentale per l’economia, per il welfare, per il lavoro, per la salute, per la pubblica amministrazione, per l’istruzione italiana visto che gestisce il 50% delle risorse statali e che muove risorse pari a circa un quinto del PIL italiano.

L’INPS ha, quindi, il dovere di portare proposte al legislatore per dare soluzioni pratiche su come agire nella lotta contro la povertà e contro la disoccupazione, i due fattori principali che alimentano a catena la crisi stessa, in una sorta di serpente che si morde la coda.

Ridurre la povertà e la disoccupazione, dice Boeri, non solo si può ma si deve: e l’INPS ha presentato una sua ricetta nella Sala della Regina di Montecitorio, alla presenza del Presidente della Repubblica.

La proposta è articolata e complessa con delle misure da prendere nell’immediato, nel breve e nel medio termine, alcune delle quali sono già presenti nel jobs act, come la lotta al precariato: basti pensare, come ha detto il ministro Poletti nel suo intervento successivo a quello del Presidente Boeri, che adesso, in Italia, “solo il 15% dei lavoratori ha un contratto a tempo indeterminato mentre il restante 85% ha un contratto da “precario”. Bisogna mirare ad invertire questa percentuale e la strada indicata dei contratti a tutele crescenti va esattamente in questa direzione”.

In Italia, l’attuale crisi economica ha inciso soprattutto sulle classi più povere (il 10% degli Italiani vive sotto la soglia di povertà) e meno sulle classi più ricche, in maniera intermedia sul ceto medio: solo 7 euro su 100  delle risorse statali vengono adesso investiti a supporto di quel 10%.

“E’ in atto un vero e proprio stress test e finora abbiamo reagito peggio che nella grande recessione del ’29 – dice il prof. Boeri- servono misure per ristabilire maggiore equità sociale, assistendo meglio chi è in serie difficoltà economiche”.

Come dice il presidente Boeri, servono, adesso, cambiamenti importanti, per riformare il nostro welfare a partire proprio dalla gestione dell’INPS. E questo processo è già iniziato: basti pensare alle prime iniziative come “La mia pensione” (strumento di una trasparenza esemplare, per garantire a tutti i lavoratori di sapere per tempo il proprio futuro pensionistico per potersi organizzare di conseguenza) o il recente Osservatorio INPS o l’uniformare i vari Enti passati sotto la gestione INPS (si è iniziato con il pagamento di tutte le pensioni il primo del mese).

Torneremo sull’argomento, vista la complessità e la profondità degli argomenti toccati dal Presidente nella relazione presentata, e continueremo a guardare con estremo interesse la visione che muove il Presidente Boeri.

Tutto il materiale audio e video relativo a questa giornata è reperibile sul sito dell’INPS, a conferma dei caratteri di assoluta trasparenza che sta contraddistinguendo questa dirigenza.

 

Federica Ferraroni

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