comm 25 feb 2016

Giovedì 25 febbraio 2016 h. 14, Commissione Enti Gestori, Presidente Lello Di Gioia: audizione del Presidente INPS Tito Boeri.

La Commissione parlamentare di controllo sull’attivita’ degli Enti gestori di forme obbligatorie di previdenza e assistenza sociale, presso Palazzo San Macuto, ha svolto l’audizione del Presidente dell’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, Tito Boeri, nell’ambito dell’indagine conoscitiva sulla gestione del risparmio previdenziale da parte dei Fondi pensione e Casse professionali, con riferimento agli investimenti mobiliari e immobiliari e tipologia delle prestazioni fornite, anche nel settore assistenziale. L’intera audizione è in rete, trasmessa dalla Web TV del sito Internet della Camera dei Deputati. La prossima audizione avverrà una volta che si avrà la nota di variazione che incorpora la legge di stabilità in modo da rendere più significativa  la discussione.

Il Presidente Boeri, accompagnato dal dott. De Luca, ha presentato un ricco documento per arrivare a trattare – ha detto  – “con un certo dettaglio dei cambiamenti organizzativi che intendiamo apportare alla macchina INPS, perchè questo è davvero un problema centrale per il nostro Paese. Un Paese che ha un debito pubblico molto elevato tende abbastanza sistematicamente a lasciare deperire la macchina dello Stato perchè il modo più semplice e più facile per contenere il disavanzo è quello di congelare le assunzioni nella pubblica amministrazione. In questo modo la si priva di quella linfa vitale che è dato dall’ingresso di nuove competenze. E’ un flusso di capitale umano che spesso e inevitabilmente è legato al ricambio generazionale soprattutto in aree in cui il cosiddetto “digital divide” ha un peso. Anche perchè la creatività spesso, la disponibilità ad acquisire nuove conoscenze e a formare c’è soprattutto all’inizio di una carriera lavorativa. Il blocco del turnover nella PA in Italia continua ormai da 15 anni e inevitabilmente riduce la qualità delle Istituzioni, le impoverisce. Al contempo le tasse rimangono alte e così nell’opinione pubblica si rafforza la percezione di un’amministrazione inefficiente e molto costosa con tasse svedesi e servizi pubblici italiani. Un carrozzone che pesa come un fardello sulle spalle dei contribuenti, un corpo estraneo che estorce pagamenti come una sanguisuga. Si mette così in moto un circolo vizioso che vede la classe politica puntare più sulla riduzione dei costi con tagli lineari che sulla valorizzazione dell’impiego pubblico.  I tagli sono concepiti come tagli lineari perchè siano più visibili agli occhi dell’opinione pubblica e perchè l’esecutivo possa appropriarsene direttamente. Questo circolo vizioso è evidente in Italia e l’INPS è forse l’amministrazione che ne ha fatto maggiormente le spese: il personale si è ridotto del 10% negli ultimi tre anni scendendo ormai al di sotto dei livelli del solo INPS (prima quindi della fusione con l’INPDAP ed ENPALS) del 2009. Le nostre sedi territoriali fanno fatica a rispondere ad una domanda sempre crescente dato anche il continuo incremento delle prestazioni che eroghiamo”.

“Noi abbiamo bisogno – ha continuato il Presidente – di professionalità specifiche, non genericamente di personale che spesso è restio anche per ragioni anagrafiche ad imparare un mestiere completamente diverso da quello che svolgevano in precedenza. L’età media del dipendente INPS è di 58 anni. Chiediamo che ci siano misure urgenti perchè stiamo perdendo competenze per noi davvero molto importanti. E’ proprio per questo che avevano chiesto nell’ambito della legge di stabilità quella flessibilità gestionale per poter procedere a nuove assunzioni. Purtroppo questa flessibilità non ci è stata concessa nonostante il fatto che noi ci fossimo impegnati a conseguire degli obiettivi superiori a quelli che ci erano richiesti nella legge di stabilità. Noi vogliamo e siamo in grado di attuare risparmi con questa flessibilità più significativi di quelli che ci vengono chiesti. Mi sento di reiterare qui questa richiesta: c’è bisogno di avere maggiore flessibilità, di investire in questa macchina e, quindi, di invertire questa tendenza molto grave all’impoverimento della pubblica amministrazione”.

A seguire hanno avuto spazio  domande e considerazioni dei membri della Commissione.

L’on. Titti Di Salvo ha puntualizzato come l’INPS abbia in mano, oggi, tutto il welfare italiano e come sia cruciale, per l’INPS ma anche per le altre amministrazioni pubbliche, il turnover. Il sen. Giorgio Santini, nella veste di legislatore, ha chiesto se la copertura normativa soprattutto con la riforma della PA è sufficiente per coprire questo progetto di trasformazione o no. L’on. Marco Baldassarre ha ricordato quanto sia necessaria la riforma della governance dell’Istituto, come dice anche la relazione della Corte dei Conti, sia per aspetti gestionali interni sia per evitare l’accorpamento di troppi poteri in una persona sola. Il Presidente Lello Di Gioia ha richiesto la presentazione del progetto industriale per l’INPS e di una scheda inerente tutte le attività svolte all’interno dell’Ente, in particolare alle attività di appalto: ha ribadito, poi, la necessità non solo di nuove assunzioni di personale giovane e qualificato ma anche di stabilizzare quelli che già ci sono, in alcuni casi anche da 20 anni.

“In effetti ci rivolgiamo ormai alla totalità degli italiani, di tutte le età, con contributi diretti e indiretti al benessere degli Italiani – ha convenuto il Presidente Boeri – e vogliamo aumentare la nostra interazione con le famiglie e le imprese, come diceva l’on. D’Adda. L’INPS raccoglie ormai l’85% dei lavoratori italiani, grazie alle fusioni fatte: è un sistema previdenziale che molti, all’estero, ci invidiano. La fusione è stata fatta a freddo, solo sulla carta, non armonizzando le procedure: i ritardi nella gestione INPDAP ed ENPALS dipendono da questo ma la fusione la stiamo facendo proprio adesso”.

“Stiamo procedendo nella direzione trasparenza che vi abbiamo indicato nella precedente audizione dello scorso dicembre. La gestione immobiliare: alcune gestioni sono imposte per legge (vedi Equitalia) ma di questo ne parleremo meglio la prossima volta. Corte dei conti e riorganizzazione, con una struttura di riporto più snella e con l’obiettivo di arrivare a 10 riporti invece degli attuali 48. Sono il primo a dire che abbiamo bisogno di un Consiglio di Amministrazione. Sono state cambiate le regole d’appalto. Vogliamo potenziare la nostra presenza sul territorio, collaborando già con le amministrazioni comunali, visto che siamo consapevoli dell’importanza del servizio che eroghiamo. Siamo un salvadanaio di vetro, che si nutre anche del rapporto fiduciario su base personale. I cittadini italiani possono stare tranquilli: continueranno a vedere la propria pensione.”

“Il direttore generale, il dott. Cioffi, c’è ancora – ha puntualizzato il presidente Boeri – ha solo chiesto un periodo di sospensione di due mesi per poter chiarire le questioni sollevate da alcuni quotidiani (il vicario è il dott. Damato, ndr).”

“La riforma della PA di fatto ancora non c’è. Vedremo i decreti attuativi. Ho l’impressione che non si possa affrontare tutto lì. Una riforma così importante della macchina dello Stato non si può affrontare solo così, anche se la riforma attuale può fare molte cose.

“Procederemo alla stabilizzazione, questo sì – rispondendo all’on. Di Gioia –  ma queste persone sono già da noi. Solo così, non risolveremmo gli altri problemi.”

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