Certificati di inabilità lavorativa e di malattia in tempo di Covid

Il Consiglio dei Ministri dello scorso 16 marzo ha approvato il decreto legge Cura Italia che contiene misure aggiuntive di sostegno all’economia e alle famiglie dovute all’emergenza da COVID- 19.

La seguente circolare esplicativa del Ministero del Lavoro si è soffermata su alcune disposizioni di interesse generale applicabili al settore pubblico per chiarirne la portata e assicurare una corretta e omogenea applicazione in tutti le amministrazioni

Permessi  lavorativi-­‐  legge  104/1992  L’art. 24 del citato   decreto   legge   recita   testualmente:   “Il   numero   di   giorni   di   permesso   retribuito  coperto  da  contribuzione  figurativa  di  cui  all’articolo  33,  comma  3,  della  legge  5  febbraio   1992,  n.  104,  è  incrementato  di  ulteriori  complessive  12  giornate  usufruibili  nei  mesi  di  marzo  e  aprile   2020.”  

I   giorni   di   permessi   ex   lege   104/92   spettano   in   numero   di   3   al   mese.   La   disposizione   sopra   richiamata  amplia  eccezionalmente  per  i  mesi  di  marzo  e  di  aprile  2020  i  permessi  lavorativi  previsti   d␣␣␣␣␣␣␣␣␣␣␣␣␣ ␣␣␣␣ ␣␣␣␣␣␣ ␣,   della   citata   legge.   Pertanto,   i   lavoratori   che   assistono   una   persona   con   handicap   in   situazione   di   gravità,   non   ricoverata   a   tempo   pieno,   e   quelli   a   cui   è   riconosciuta   una   disabilità  grave  possono  fruire,  per  i  mesi  di  marzo  e  aprile  2020,  di  complessivi  18  giorni  di  permesso   retribuito  coperto  da  contribuzione  figurativa  (3  giorni  a  marzo  +  3  giorni  ad  aprile,  ex  articolo  33,   comma  3,  legge  104/92,  +  12  giorni  tra  marzo  e  aprile,  ex  articolo  24,  comma  1,  DL  n.18/2020).  Tali   giorni,  anche  frazionabili  in  ore,  possono  essere  fruiti  consecutivamente  nello  stesso  mese.

Restano  ferme  le  modalità  precedenti  di  fruizione  e  di  cumulo  di  tali  permessi.  Pertanto,  se  si   ha   diritto   a   6   giorni   di   permesso   al   mese   per   due   familiari,   ora   si   avrà   diritto,   in   virtù   del   citato   decreto,  a  36  giorni  di  permesso  retribuito  coperto  da  contribuzione  figurativa  (  6  giorni  a  marzo  +   6  giorni  ad  aprile  +  24  giorni  da  poter  utilizzare  fra  marzo  e  aprile).        

  In  sintesi,  possono  usufruire  di  tali  ulteriori  permessi:   1. Genitori  di  figli  con  disabilità  grave  non  ricoverati  a  tempo  pieno;   2. Coniuge,  parenti  e  affini  entro  il  2°  grado  di  persone  con  disabilità  grave  (ovvero  entro  il

terzo  grado  qualora  i  genitori  o  il  coniuge  della  persona  con  handicap  in  situazione  di  gravità   abbiano  compiuto  i  sessantacinque  anni  di  età  oppure  siano  anche  essi  affetti  da  patologie   invalidanti  o  siano  deceduti  o  mancanti),  non  ricoverati  a  tempo  pieno;  

3. Lavoratori  con  disabilità  grave.  

Altre norme a favore dei lavoratori con disabilità grave, immunodepressi o a favore di

lavoratori con patologie oncologiche o sottoposti a terapie salvavita

L’art. 26 comma   2,   del   decreto   stabilisce   che “Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici   e   privati   in   possesso   del   riconoscimento   di   disabilità   con   connotazione   di   gravità   ai   sensi  dell’articolo 3, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, nonchè ai lavoratori in possesso della certificazione   rilasciata   dai   competenti   organi   medico   legali,   attestante   una   condizione   di   rischio   derivante  da  immunodepressione  o  da  esiti  da  patologie  oncologiche  o  dallo  svolgimento  di  relative  terapie salvavita ai sensi dell’art.3 , comma 1, della medesima legge 104/1992, il periodo di   assenza   dal   servizio   prescritto   dalle   competenti   autorità   sanitarie,   è   equiparato   al   ricovero di cui all’articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo 2020, n. 9″.  

Tale  articolo  prevede  la  possibilità,  per  i  dipendenti  privati  e  pubblici,  di  assentarsi  dal  lavoro   fino  al  30  aprile  2020  alle  seguenti  categorie  di  lavoratori:

1. Disabili  gravi,  ai  sensi  del  citato  articolo  3,  comma  3,  della  legge  n.104/1992;

2. Immunodepressi,   lavoratori   con   patologie   oncologiche   o   sottoposti   a   terapie   salvavita,   in  possesso  di  idonea  certificazione.

In  tali  casi,  l’assenza  dal  servizio  sarà  equiparata  al  ricovero  ospedaliero  ai sensi dell’articolo 19,  comma  2,  del  decreto  legge  2  marzo  2020  n.  9.   

Ecco il testo integrale della circolare in questione.

decreto legge 17 marzo 2020, n. 18, circolare esplicativa min lav

 

Ricordiamo per intero l’articolo 24 del DL 18/2020 che recita infatti:

Art. 24 
 
(Estensione durata permessi retribuiti ex art. 33, legge  5  febbraio
                            1992, n. 104) 
 
  1.  Il  numero  di  giorni  di  permesso  retribuito   coperto   da
contribuzione figurativa di cui all'articolo 33, comma 3, della legge
5 febbraio 1992, n. 104, e'  incrementato  di  ulteriori  complessive
dodici giornate usufruibili nei mesi di marzo e aprile 2020. 
  2. Il beneficio di cui al comma  1  e'  riconosciuto  al  personale
sanitario compatibilmente con le esigenze organizzative delle aziende
ed enti del Servizio  sanitario  nazionale  impegnati  nell'emergenza
COVID-19 e del comparto sanita'. 
  3. Alla copertura degli oneri previsti  dal  presente  articolo  si
provvede ai sensi dell'articolo 126.

 

Risulta, quindi, importante che nel certificato telematico di malattia redatto dal medico di medicina generale o convenzionato con il SSN indiche nel campo “note di diagnosi” presente sul certificato, una chiara e dettagliata diagnosi che possa far comprendere bene l’appartenenza del paziente alla fattispecie prevista nel comma 2.  Le disposizioni indicate in precedenza da diversi Ordini in merito all’inserimento di codici nosologici appaiono, quindi, superate dalle nuove disposizioni indicate nel DL 18/2020.

In particolare, riportiamo l’art. 26 del decreto legge del 17 marzo 2020, n. 18.

(Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva  dei
                   lavoratori del settore privato) 
 
  1.Il periodo trascorso in quarantena con sorveglianza attiva  o  in
permanenza domiciliare fiduciaria  con  sorveglianza  attiva  di  cui
all'articolo 1, comma  2,  lettere  h)  e  i)  del  decreto-legge  23
febbraio  2020,  n.  6,  dai  lavoratori  del  settore  privato,   e'
equiparato a malattia ai  fini  del  trattamento  economico  previsto
dalla normativa di riferimento e  non  e'  computabile  ai  fini  del
periodo di comporto. 
  2. Fino al 30 aprile ai lavoratori dipendenti pubblici e privati in
possesso  del  riconoscimento  di  disabilita'  con  connotazione  di
gravita' ai sensi dell'articolo 3, comma 3, della  legge  5  febbraio
1992, n. 104, nonche' ai lavoratori  in  possesso  di  certificazione
rilasciata  dai  competenti  organi  medico  legali,  attestante  una
condizione di rischio derivante da immunodepressione o  da  esiti  da
patologie  oncologiche  o  dallo  svolgimento  di  relative   terapie
salvavita, ai sensi dell'articolo 3, comma 1, della medesima legge n.
104 del 1992, il periodo di assenza  dal  servizio  prescritto  dalle
competenti autorita' sanitarie, e' equiparato al ricovero ospedaliero
di cui all'articolo 19, comma 1, del decreto legge 2 marzo  2020,  n.
9. 
  3. Per i periodi di cui al comma 1, il  medico  curante  redige  il
certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato
origine alla quarantena con sorveglianza  attiva  o  alla  permanenza
domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva di cui all'articolo 1,
comma 2, lettere h) e i) del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6. 
  4. Sono considerati validi i  certificati  di  malattia  trasmessi,
prima dell'entrata in vigore della presente  disposizione,  anche  in
assenza del provvedimento di cui al comma 3 da  parte  dell'operatore
di sanita' pubblica. 
  5. In deroga alle disposizioni vigenti,  gli  oneri  a  carico  del
datore di lavoro, che presentano domanda  all'ente  previdenziale,  e
degli Istituti  previdenziali  connessi  con  le  tutele  di  cui  al
presente articolo sono posti a carico dello Stato nel limite  massimo
di  spesa  di  130  milioni  di  euro  per  l'anno  2020.  Gli   enti
previdenziali provvedono al monitoraggio del limite di spesa  di  cui
al  primo  periodo  del  presente   comma.   Qualora   dal   predetto
monitoraggio emerga che e' stato raggiunto anche in  via  prospettica
il limite di spesa, gli stessi enti  previdenziali  non  prendono  in
considerazione ulteriori domande 
  6.Qualora il lavoratore si trovi in malattia accertata da COVID-19,
il certificato e' redatto dal medico curante nelle consuete modalita'
telematiche,  senza  necessita'  di  alcun  provvedimento  da   parte
dell'operatore di sanita' pubblica. 
  7. Alla copertura degli oneri previsti  dal  presente  articolo  si
provvede ai sensi dell'articolo 126.