Chi è Tito Michele Boeri

Figlio dell’architetto Maria Cristina Mariano Dameno e del neurologo Renato Boeri, fratello di Sandro e di Stefano, rispettivamente giornalista ed architetto, si è laureato in economia nel 1983 presso l’Università Bocconi dove attualmente insegna nei corsi Undergraduate. 

Nel 1990 ha ottenuto il PhD in Economia alla New York University.

Nell’Università milanese è stato il primo professore a introdurre un corso interamente in lingua inglese.

Professore ordinario di Economia del Lavoro, svolge le proprie attività di ricerca presso l’IGIER dell’Università Bocconi.

È direttore della Fondazione Rodolfo Debenedetti, istituzione volta a promuovere la ricerca nel campo della riforma dei sistemi di welfare e dei mercati del lavoro in Europa.

È stato consulente del Fondo monetario internazionale, della Banca Mondiale, della Commissione europea e del governo italiano, nonché senior economist all’OCSE dal 1987 al 1996.

È inoltre research fellow del CEPR, del William Davidson Institute dell’Università del Michigan, del Netspar dell’Università di Tilburg e dell’IZA – Institut zur Zukunft der Arbeit (Istituto per il Futuro del Lavoro) a Bonn.

È membro del Consiglio della European Economic Association.

Ha collaborato con il quotidiano La Stampa e dal 1º maggio 2008 collabora con il quotidiano la Repubblica.

Con il contributo di altri economisti, tra i quali Pietro Garibaldi, ha fondato i siti lavoce.info (rivista online su cui si confrontano le opinioni sull’economia italiana e internazionale) e Voxeu.org

E’ direttore scientifico del Festival dell’Economia di Trento.

Il Consiglio dei Ministri del 24 dicembre 2014  ha nominato il prof. Tito Boeri presidente dell’INPS e con un curriculum con tali caratteristiche ne ha ben donde.

Come riporta anche Wikipedia, il prof. Boeri ha sostenuto la necessità di riforma del sistema del mercato del lavoro italiano attraverso l’adozione di diverse misure.

Ha proposto l’introduzione del salario minimo orario e di un contratto unico a tempo indeterminato a tutele progressive per ridurre il precariato e risolvere il dualismo tipico del mercato del lavoro italiano.

Ha perorato inoltre l’opportunità di un diritto automatico e uniforme alle prestazioni sociali, in maniera analoga ai sistemi di tutele previsti degli ordinamenti degli altri Paesi europei occidentali.

Ha pubblicato diverse opere, tra le quali:

  • Il muro delle pensioni. Idee dall’Europa per riformare il welfare, con Agar Brugiavini, Il Sole 24 Ore Pirola, 2000. ISBN 978-88-8363-098-9
  • Uno Stato asociale. Perché è fallito il Welfare in ItaliaLaterza, 2000.
  • The Role of Unions in the Twenty-first CenturyOxford University Press, 2001.
  • Meno pensioni, più welfareIl Mulino, 2002.
  • Immigration Policy and the Welfare System, Oxford University Press, 2002.
  • Europa: più grande o più unita?, con Fabrizio Coricelli, Laterza, 2003. 
  • Shadow Sorting, NBER Macroeconomics Annual, MIT Press, 2005.
  • Are Labour Markets in the New Member States Sufficiently Flexible for EMU?, The Journal of Banking and Finance, 2005.
  • Why are Europeans so tough on Migrants?, Economic Policy, 2005.
  • Women at Work, an Economic Perspective, Oxford University Press, 2005.
  • Structural Reforms without Prejudices, Oxford University Press, 2006.
  • Working Hours and Job Sharing in the EU and USA, Oxford University Press, 2007.
  • Un nuovo contratto per tutti, con Pietro Garibaldi, Chiarelettere, 2008. 
  • The Economics of Imperfect Labor Markets, con Jan Van Ours, Princeton University Press, 2008. Trad. italiana: Economia del mercati del lavoro imperfetti, EGEA, 2009. ISBN 978-88-238-2114-9
  • Contro i giovani. Come l’Italia sta tradendo le nuove generazioniArnoldo Mondadori Editore, 2009. 
  • La crisi non è uguale per tuttiRizzoli, 2009. 
  • Le riforme a costo zero. Dieci proposte per tornare a crescere, con Pietro Garibaldi, Chiare Lettere, 2011. 
  • Parlerò solo di calcio, il Mulino, 2012. 

 

Pubblicheremo stralci dai suoi libri e dalle interviste che gli sono state fatte.

Cominciamo con il Festival dell’Economia di Trento del 2013

“In effetti, è andata proprio così. È stata vinta la battaglia contro l’inflazione e paesi come l’Italia hanno visto ridursi drasticamente la spese per interessi sul debito pubblico. Una delle lezioni della crisi è che non basta una politica monetaria comune, anche quando questa si spinge molto al di là del seminato, nell’ambito di una unione monetaria. E che anche il successo nella lotta contro l’inflazione non impedisce l’instabilità finanziaria e il formarsi di bolle speculative.


Sono necessarie una maggiore integrazione fra autorità di regolazione, una unione bancaria, con una supervisione sovranazionale delle banche e meccanismi di gestione delle crisi comuni. Bisogna inoltre perseguire un maggiore coordinamento nella politica fiscale se non aumentando il bilancio comune, almeno fornendo sufficienti incentivi a politiche fiscali nazionali convergenti e garantendo un loro adeguato monitoraggio. Potremo, come nel caso della BCE, affidarci anche per queste funzioni sovranazionali a una tecnocrazia? Oppure dobbiamo progettare organismi sovranazionali che abbiano una qualche investitura democratica? E fino a che punto dobbiamo tutelare l’indipendenza della stessa BCE?


I tecnici dovrebbero forse limitarsi a gestire le autorità di controllo, a partire dal Fiscal Council che vigilerà sul rispetto delle regole fiscali comuni (il Fiscal Compact), ma è sbagliato pensare che organismi comunitari, che la stessa Commissione, un esecutivo che gestisce un bilancio comune, non siano eminentemente organismi di tipo politico. Il problema è la scala, nazionale o sovranazionale, sulla quale l’operato di questi politici verrà valutato.


Al di là del caso delle unioni monetarie ci sono molti altri contesti in cui decisioni fondamentali nel determinare il grado di benessere dei cittadini possono essere prese solo se i diversi soggetti coinvolti rinunciano ciascuno a un po’ di sovranità. La globalizzazione ha portato con sé l’atomizzazione della catena produttiva con effetti perversi sulla distribuzione del reddito in molti paesi. A che scala è possibile governare questi fenomeni? Forse una giurisdizione nazionale non è più sufficiente. In nome della paura dello straniero si tollerano intrecci perversi tra potere politico ed economico e fra attori nazionali. Ma dobbiamo davvero temere l’ingresso di operatori stranieri nelle nostre banche? E di fondi sovrani nel capitale delle nostre imprese?


Esiste molta letteratura economica che si occupa di questi temi. La crisi dell’eurozona ha reso questa letteratura di grande attualità e ha avviato molti nuovi lavori a cavallo tra la finanza e la macroeconomia. Cominciano anche a esserci studi, ai confini fra economia, sociologia e scienze politiche, sulla formazione di una élite e classe dirigente in grado di governare processi globali. L’emergere di questa classe dirigente è fondamentale per evitare che le tensioni sulla sovranità degenerino in conflitto. La storia ci insegna quanto il rischio che si passi dalla cooperazione al conflitto sia tutt’altro che remoto, soprattutto dopo lunghe crisi economiche come quella che stiamo attraversando. Il contributo degli storici economici sarà molto importante anche in questo festival, nel ripercorrere la formazione di federazioni a partire da Stati-nazione, dall’esempio di Hamilton alla genesi della federazione australiana. Imparando dagli errori del passato possiamo evitare che le crisi di sovranità si traducano in conflitto.”

Comments are closed.

L'amministratore della rivista "La Medicina Fiscale"

Medici fiscali, Vargiu: “Polo Unico di controllo per garantire i diritti dei lavoratori in malattia”

  “Per garantire il diritto di malattia di tutti i lavoratori occorre evitare ogni abuso di assenze e certificazioni. Confondere […]

Un accordo alto

Giovedì scorso, 20 marzo, a Roma presso la sede INPS di Via Ciro il Grande, su invito della Dirigenza dell’Ente, […]

Lettera Aperta del Segretario Nazionale FIMMG Giacomo Milillo

Lettera aperta al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali e a tutti i Parlamentari.   Egregio Ministro Poletti, Onorevoli […]

INVITO UFFICIALE

A seguito dei nuovi recenti sviluppi, dell’invito da parte dell’INPS all’incontro del 20 marzo e al successivo incontro  che si […]

on. Teresa Bellanova, nuovo sottosegretario al Lavoro

teresa

  Teresa Bellanova   è nata a Ceglie Messapica, Brindisi, il 17 agosto 1958. E’ sposata con Abdellah El Motassime.   Comincia […]

La nostra lettera all’ on. Vargiu

Gentile Presidente Vargiu analizzando quanto rappresentato dall’INPS nell’audizione del 26 febbraio 2014, vorremmo sottoporre alla sua attenzione alcuni punti sui […]

Contratto rinnovato per gli Enti Locali

madia 2017

Contratto rinnovato, dopo 9 anni di attesa, per i 467 mila dipendenti di Regioni, Province e Comuni. E’ stato siglato, […]

Al via il cumulo pensionistico gratuito

317020_738777_791a989a5b_13186258_display

Con l’ok del Ministero del Lavoro e del MEF, è ufficiale: ad un anno dal varo della legge di bilancio […]

Dipendenza e libera professione nel SSN

visitefiscali

Nel sistema Italia vi sono due grandi categorie di medici che lavorano nell’ambito del SSN : i medici subordinati  dipendenti […]

L’ACN del polo unico della Medicina Fiscale

317020_738777_791a989a5b_13186258_display

Libera professione: è il regime in cui un professionista lavora per più committenti, decidendo in autonomia tempi e modalità di […]

Nuovo contratto Medici Fiscali: si va verso il tavolo separato

317020_738777_791a989a5b_13186258_display

14 febbraio 2018: terzo incontro tra OOSS e dirigenza INPS per l’accordo collettivo nazionale dei medici fiscali, previsto dall’atto di […]

La bozza di ACN delle OOSS per la Medicina Fiscale

Slider-Assemblea1

Il prossimo 14 febbraio si terrà in via Ciro il Grande l’incontro tra OOSS e dirigenza INPS per cercare di […]