MOBILITA’ DI MEDICI NON SPECIALISTI IN MEDICINA LEGALE IN INPS

Il Dipartimento della Funzione Pubblica, in accordo con la nostra Amministrazione, ha stabilito una mobilità in entrata presso INPS di 34 medici della CRI, dei quali 22 di I fascia e 12 di II fascia, stilando una graduatoria definitiva e individuando le assegnazioni nelle varie sedi del territorio nazionale, che attuerà con bandi successivi.
Su tale procedimento, subito dopo averne avuto conoscenza, avevamo espresso le nostre perplessità sia all’Amministrazione che al Ministro Madia in quanto, pur comprendendo le necessità dei colleghi ex CRI (che peraltro abbiamo difeso in antecedenza nelle sedi opportune) ci è subito apparso difficile un loro percorso di riqualificazione professionale all’interno dell’INPS, considerato che nel nostro Istituto l’attività professionale di carattere medico-legale ha oramai raggiunto livelli

di competenza e affidabilità con garanzia di rigorose valutazioni e rispetto dei tempi di lavorazione previsti dalle norme, indispensabili per sopperire all’obsoleta legislazione sulle diverse materie e alle varie incongruenze organizzative e procedurali.
Pertanto, abbiamo suggerito, inascoltati, che per i medici della CRI, considerata l’indubbia professionalità acquisita negli anni da questi colleghi, si dovesse individuare una giusta e adeguata valorizzazione in sedi più idonee prevedendo la loro naturale confluenza presso il Servizio Sanitario Nazionale e/o l’INAIL che, in questi ultimi anni, ha molto spinto sulla formazione in materia di sicurezza sul lavoro e di gestione dell’emergenza sanitaria nei luoghi di lavoro e che, in virtù della deroga alla riduzione della dotazione organica (riconosciuta dall’art. 1, comma 111, della legge n. 228/2012, detta “legge di stabilità 2013”) è ancora nella possibilità di assumere personale medico.
Il trasferimento in mobilità presso l’Istituto dei medici della CRI risulta, invece, avviato dal prossimo 1 settembre con successiva attivazione di ulteriori bandi di immissione in INPS.
In relazione a detta situazione, l’Amministrazione, contrariamente a quanto aveva dichiarato nelle occasioni di incontri con la nostra Associazione, ed anche in quelli avuti congiuntamente con le altre OO.SS., ha ritenuto di confermare la mobilità in entrata dei medici della Croce Rossa in INPS, compresa la mobilità di Dirigenti Medici di II Livello che transiteranno come Responsabili di CML.
Ancora una volta l’Istituto dimostra di non comprendere, o non voler comprendere, qual è il ruolo che i medici-legali dipendenti INPS svolgono, affiancati dai colleghi convenzionati, nell’ambito della Medicina-Legale pubblica.
La gestione del personale medico, in questi termini, non può che essere censurata e riteniamo che, soprattutto per l’espletamento di funzioni di II livello, lo stesso Coordinamento Generale Medico Legale dovrebbe trovare inaccettabile un simile travaso di non specialisti medico-legali nei CML.
Infatti, non si comprende come un professionista che proviene da altra specialità medica e che si è occupato prevalentemente di Primo Soccorso (Servizio di ambulanza e trasporti infermi) e di Educazione Continua in Medicina (organizzazione di corsi sul primo soccorso e su argomenti tecnici collegati all’emergenza sanitaria), possa essere catapultato a
coordinare un’attività medico-legale altamente qualificata di cui non ha la minima cognizione né teorica né pratica, ma soprattutto ci chiediamo

QUALI SARANNI I RISULTATI?

Cercando una risposta a questa domanda, ci sorge un dubbio più che legittimo riguardo all’interesse che l’Amministrazione ha per la nostra attività che, con una tale gestione, verrà indiscutibilmente danneggiata a scapito non solo della nostra professionalità ma, soprattutto, dei cittadini disabili dei quali, evidentemente, l’Istituto non ha quella considerazione che, invece, sbandiera sui media (così come, forse, di riflesso per le casse dello Stato).
Riguardo, infine, alle ripercussioni che la gestione di questa mobilità comporta per i nostri iscritti, Dirigenti Medici di I livello, dobbiamo purtroppo costatare che, per loro, viene meno ogni giusta aspirazione di progressione di carriera, nonostante in questi anni si siano sacrificati con dedizione e abnegazione assolute per portare avanti l’attività medico-legale con i migliori risultati.
A tale proposito, però, vogliamo ricordare che la graduatoria dell’ultimo concorso per Dirigenti Medici di II livello risulta ancora valida e che i colleghi, che vi sono inseriti, sono tutti specialisti in medicina-legale con un’esperienza lavorativa pluridecennale.
Riteniamo, quindi, che l’unica modalità corretta per assegnare le sedi vacanti di II livello sia quella di attingere alla graduatoria di merito già stilata in esito a un concorso espletato dall’Amministrazione; ciò non solo per consentire un giusto percorso di carriera ai colleghi, ma anche per assicurare la professionalità indispensabile per figure di coordinamento nella gestione delle attività e degli operatori dei CML.

SOLLECITIAMO, PERTANTO, L’AMMINISTRAZIONE

– a sospendere la procedura di trasferimento in mobilità dei medici della CRI
– a procedere alla copertura dei posti vacanti mediante lo scorrimento della graduatoria del concorso pubblico per Dirigente Medico di II livello ancora in corso di validità, ovvero promuovere una selezione interna per Dirigente medico-legale di II livello
– a stabilizzare, al più presto, i medici convenzionati tramite l’indizione di procedure concorsuali che garantiscano criteri di selezione del personale medico più adeguati alle esigenze dell’Istituto.

IL CONSIGLIO DIRETTIVO

ROMA 29 AGOSTO 2016

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