Contagio sismico

30 ottobre 2016 ore 7,41: nuova, lunga (due minuti) scossa di magnitudo 6.5 (la più forte dopo quella dell’Irpinia del 1980) della Scala Richter che sconvolge tutta l’Italia a partire dal suo cuore, l’Umbria.

Per i sismologi, si tratta di un vero e proprio contagio sismico di cui non siamo in grado di prevedere l’andamento.

40.000 sfollati, più di 100 i Comuni colpiti, molti feriti ma nessuna vittima: oggi scuole chiuse a Roma.

Oltre alle iniziative legate all’emergenza da prendere nell’immediato, dato il perdurare delle scosse insieme alla vulnerabilità del territorio italiano e all’invecchiamento del nostro patrimonio edilizio (la gran parte delle nostre abitazioni è stata costruita dopo il secondo dopoguerra e necessita, inevitabilmente, di adeguamenti strutturali), occorre pensare ad un grande progetto di ricostruzione nazionale, nel rispetto delle norme antisismiche e dei moderni criteri di edilizia sostenibile ed eco-compatibile: un progetto almeno su base ventennale, che consenta di rinnovare le nostre case, rilanciando edilizia ed economia con facilitazioni fiscali semplici, chiare e incisive (per esempio, mutui con tassi agevolati garantiti dallo Stato, azzeramento dell’IVA sulle spese e totale deducibilità fiscale delle stesse in un arco di tempo ragionevolmente breve).