Contraddizioni al tavolo MMF

 

“Oggi abbiamo illustrato le ragioni del Sindacato Medici Italiani della rottura della trattativa sul contratto nazionale di MMG” ha dichiarato Pina Onotri, Segretario Generale del SMI che guidava una delegazione  sindacale al Ministero della Salute lo scorso 17 luglio. Nel comunicato stampa Onotri conclude così “Chiediamo con forza azioni per l’adozione delle pari opportunità e maggiori tutele per la categoria. Se le nostre richieste, almeno in parte, non saranno accolte, siamo disposti ad adottare, come punto di riferimento, il contratto di specialistica ambulatoriale tutele comprese (ferie, maternità, malattia)”. La medicina generale non è una specializzazione e non tutti i MMG ne hanno almeno una.

In un altro tavolo di trattativa, quello della medicina fiscale (MMF), certamente meno importante di quello dei MMG,  un’altra delegazione dello SMI, non capitanata dal suo Segretario nazionale, ha affermato più volte in passato e ribadito anche nell’ultimo incontro del 3 luglio, che “il contratto della specialistica ambulatoriale non può essere dato ai medici fiscali perché molti di loro non sono specialisti”. Eppure, anche se e’ vero che molti MF non hanno alcuna specializzazione, i 1200 medici fiscali di lista, di cui siamo in attesa che l’Inps pubblichi l’elenco ufficiale aggiornato al 31 dicembre 2018, sono stati dichiarati idonei per legge a questa funzione e sono stati inseriti, per legge, in una lista speciale ad esaurimento, con tutte le caratteristiche tipiche di una “categoria protetta”. A nulla, quindi, sono servite le parole del segretario SUMAI Antonio Magi che,  presente al primo incontro nell’ottobre 2017 di MMF, aveva definito il contratto della specialistica ambulatoriale (già peraltro applicato in altri ambiti a medici non specialisti e a medici non ambulatoriale, ndr) applicabile anche ai medici fiscali e “unica salvezza” per loro.

La posizione di un autorevole sindacato come lo SMI nel tavolo dei MMF, anche se parrebbe errata in maniera imbarazzante in questo frangente, e’ stata determinante perché ha contribuito a far prendere la strada impervia e pericolosa di una “convenzione tutta nuova INPS”: basti pensare che la bozza di convenzione in discussione in questo momento cancella tutta la legislazione precedente della medicina fiscale, visto il cambio di disciplina, come hanno interpretato in molti, compresa la delegazione trattante INPS dando lettura del D. Lgs. 75/2017, norma di rango primario, durante l’ultimo incontro dello scorso 3 luglio, anche se di questo non vi è traccia nel relativo verbale.

La medicinafiscale.it chiede, a questo punto, quale sia la posizione ufficiale dello SMI, vista la contraddittorietà apparsa nei due tavoli di trattativa sindacale che riguardano le due facce della stessa medaglia, quella dei medici di medicina generale (i medici certificatori di malattia per antonomasia) e quella dei medici di medicina fiscale (i medici “controllori” nel periodo di malattia).

Federica Ferraroni