Corte dei Conti: Relazione INPS, esercizio 2017, la Medicina Fiscale

Determinazione e relazione sul risultato del controllo eseguito sulla gestione finanziaria dell’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale, esercizio 2017.

n. 132/2018

Relatore: Consigliere Arturo Iadecola.

20 dicembre 2018.

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Riguardo alla Medicina Fiscale (da pag. 124):

Il 2017 è stato caratterizzato dalla riforma della Medicina Fiscale e, in modo particolare, dall’entrata in vigore, a partire dal 1° settembre 2017, dal c.d. “Polo Unico per le visite fiscali” in attuazione degli artt. 18 e 22 del d. lgs. 75/2017.

L’Istituto, pertanto, a partire da tale data, ha la competenza esclusiva nella gestione delle visite mediche di controllo anche per i lavoratori pubblici (con l’esclusione di alcune tipologie tra le quali le forze armate, la Polizia e i Vigili del Fuoco).

La tabella 45 espone i dati relativi alle visite mediche effettuate, tanto per il settore pubblico che per quello privato nel corso del 2017, ponendoli a confronto con quelli dell’anno precedente al netto di quelle riferibili al settore pubblico).

Rispetto al 2016, si assiste ad un incremento nel numero complessivo di visite effettuate, che risulta particolarmente marcato per quelle disposte su richiesta del datore di lavoro, da riferire alla crescita delle richieste formulate dalle pubbliche amministrazioni, a seguito del completamento delle operazioni di accreditamento ed abilitazione al portale per le richieste on line.

In confronto le dinamiche tra il settore pubblico e quello privato deve far riferimento all’ultimo quadrimestre del 2017, periodo in cui si rileva un decremento del numero dei certificati medici pervenuti all’Istituto rispetto al 2016. In particolare la diminuzione attiene al settore pubblico dove, nei primi 4 mesi di operatività del polo Unico, sono pervenuti il 13,1% dei certificati in meno, contro il 2,1% del settore privato.

Con riguardo ai tassi di idoneità al lavoro, nel settore pubblico la percentuale supera il 40% per le visite disposte dal datore di lavoro contro il 17,2% per quelle disposte d’ufficio. Nel settore privato i tassi di idoneità sono più o meno allineati (34,6% per quelle d’ufficio e 32,4% per quelle datoriali) a testimonianza di una maggiore esperienza maturata dall’istituto nella selezione delle visite di controllo grazie all’ausilio del sistema di data mining (denominato savio) che consente di individuare i soggetti a maggior rischio prognostico da sottoporre a verifica. Obiettivo che, attraverso il Polo Unico, l’Istituto si è prefissato di raggiungere anche per il settore pubblico. Per implementare tali procedure, dal punto di vista statistico-metodologico, è auspicabile avere uno storico di risultati acquisiti su cui basare un modello probabilistico di previsione. E’ evidente che all’inizio di una qualsiasi attività ispettiva tale fonte di dati è assente.

E’ da sottolineare come sulla legittimità di utilizzo da parte di Inps del cennato sistema di data mining sia intervenuto, nel gennaio 2018, il Garante per la protezione dei dati personali formulando una serie di rilievi e disponendo l’avvio di una procedura sanzionatoria nei confronti dell’Ente.

L’utilizzo del data mining è stato, pertanto, sospeso dal marzo 2018 e l’amministrazione ha proceduto  da tale data ad un’estrazione casuale dei malati da sottoporre a visita d’ufficio. Procedura, quest’ultima, di cui l’Istituto ha sottolineato la minore efficacia, con la sensibile diminuzione della possibilità di intercettare i certificati di malattia afferenti a prognosi non corrispondenti ad un effettivo stato morboso.

L’onere sostenuto dall’Inps per l’esecuzione dei controlli relativi al settore privato ammonta a oltre 33 milioni per il 2017, con un lieve incremento rispetto all’anno precedente (32 milioni).

Per quanto attiene le spese per l’espletamento delle visite mediche di controllo nell’ambito del Polo Unico per le visite fiscali, le amministrazioni interessate hanno trasferito all’Istituto  – a copertura degli oneri – 10,8 milioni dei 15 previsti dalle disposizioni normative. Le somme impegnate ammontano complessivamente a 6,3 milioni.

Allo stato attuale l’Istituto, per lo svolgimento dell’attività in parola, continua ad utilizzare le prestazioni di medici inseriti nelle liste speciali, di cui peraltro il decreto prevede una revisione della disciplina del rapporto con Inps. Revisione che dovrà avvenire mediante l’adozione di apposite convenzioni da stipularsi, in forma di accordo collettivo su base nazionale tra l’Inps e le organizzazioni sindacali di categoria maggiormente rappresentative, secondo le modalità e i contenuti indicati nell’Atto di indirizzo approvato con d.m. del 2 agosto 2017. Atto che detta, altresì, la disciplina transitoria da applicarsi agli accertamenti medico legali sui dipendenti pubblici, a decorrere dal 1° settembre 2017, in caso di mancata stipula della predetta convenzione.