Riflessioni sull’audizione del collega Lusenti….

La redazione della rivista scientifica La Medicina Fiscale.it ha ricevuto, in questi ultimi giorni, segnalazioni da parte di molti Colleghi lettori della rivista in merito a criticità contenute nello sconcertante intervento del Collega dott. Carlo Lusenti, portavoce della Conferenza delle Regioni, nell’ambito dell’indagine conoscitiva effettuata in materia di riorganizzazione della Medicina Fiscale Italiana della XII Commissione Affari Sociali.

In particolare riteniamo utile richiamare l’attenzione su due aspetti che necessitano di una puntualizzazione alla luce dell’intervento del dott. Lusenti:

1- Il quadro normativo di riferimento:

–       DL 6 luglio 2011, art. 17, comma 5. “….Conseguentemente il livello del finanziamento del Servizio Sanitario Nazionale a cui concorre lo Stato, come fissato al comma 1, e’ rideterminato, a decorrere dal medesimo esercizio 2013, in riduzione di 70 milioni di euro “

–       comma 216 del maxiemendamento alla legge di stabilità 2014: “A decorrere dall’anno 2014, la quota  delle risorse di cui all’articolo 17, comma 5,  del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, convertito, con modificazioni, dalla legge 15 luglio 2011, n. 111, da attribuire alle regioni,  a fronte degli oneri da sostenere per gli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia effettuati dalle  aziende sanitarie locali, è ripartita annualmente tra le regioni con decreto del Ministero dell’economia e delle finanze…..Le risorse di cui al presente comma, attribuite alle regioni e agli enti da esse vigilati, non possono essere destinate a finalità diverse dagli accertamenti medico-legali sui dipendenti assenti dal servizio per malattia effettuati dalle aziende sanitarie locali, i cui oneri dovranno essere comunque contenuti nei limiti delle predette risorse.

2- La funzione pubblica della Medicina Fiscale.

La figura del Medico Fiscale, inserita per la prima volta ai fini di tutela del lavoratore nello statuto dei lavoratori del 1970, è stata via via potenziata e codificata da numerosi DM in virtù dell’utilità dimostrata nel campo della lotta all’assenteismo.

Vogliamo, ancora una volta, sottolineare la grande professionalità dei 1400 medici fiscali INPS che, grazie all’esperienza ultra decennale maturata sul campo, ha portato a risultati che la XII Commissione sintetizza così: “l’assenteismo per malattia in Italia è stimato intorno al 2 per cento (prima del 1997 era attestato intorno al 20 per cento)”.

Le conoscenze del Medico Fiscale devono comprendere nozioni di Medicina Legale, Medicina del Lavoro e Medicina Generale e tale professionalità, lo segnaliamo, non ha ancora ricevuto un riconoscimento ufficiale, doveroso per un’intera categoria che versa ancora in un forte regime di precariato (a fronte di un’attività ultra decennale).

La visita fiscale INPS, annotata telematicamente dal 2012 grazie ad un notevole impegno economico profuso dall’INPS (prova diretta di quanto la dirigenza INPS creda in questo suo servizio), consta di anamnesi con disamina della documentazione presentata, esame obiettivo, diagnosi medico-legale con specifica valutazione prognostica relativa all’idoneità al lavoro (la diagnosi e la prognosi clinica sono cosa diversa e sono di pertinenza, invece, del Medico Certificatore, anello basilare del settore previdenziale di cui il Medico Fiscale fa parte a pieno titolo).

Infine vogliamo sottolineare che la riduzione del numero dei controlli effettuata nel 2013 dall’INPS in risposta all’imposta spending review ha determinato un aumento della spesa per indennità di malattia di circa 12,5 milioni di euro rispetto all’anno precedente: a questo bisogna aggiungere altri 15 milioni di euro di mancate entrate relativamente al provvedimento citato, per un deficit di 27,5 milioni di euro, nonostante la riduzione degli occupati. Il saldo negativo aumenta vieppiù se si considera l’aumento dei costi del lavoro sostenuto dalle aziende, il venir meno della deterrenza effettuata dalla medicina Fiscale nei confronti dell’assenteismo, il mancato introito per lo stato di circa 10 milioni di euro per l’IRPEF.

 

In sintesi, l’utilità sociale, i vantaggi per l’erario, le risorse strutturali già stanziate (ci riferiamo alla totalità degli stanziamenti INPS e AUSL) e l’alto livello organizzativo raggiunto dal servizio di Medicina Fiscale INPS anche grazie alla recente informatizzazione del sistema ed alla professionalità dei 1400 medici fiscali attualmente in servizio, confermano l’opportunità della riorganizzazione in tempi rapidi del sistema di controllo attraverso la formazione di un polo unico della Medicina Fiscale a carico dell’INPS stesso con l’obiettivo di garantire una semplificazione e razionalizzazione del servizio, sanando finalmente una ultradecennale situazione di precariato professionale dei medici fiscali stessi.

Su tutti questi punti la redazione della rivista La Medicina Fiscale.it resta in attesa dell’auspicata replica (che, siamo sicuri, non tarderà ad arrivare e che troverà adeguato risalto all’interno della rivista) del dott Carlo Lusenti in merito alle frasi che suonano lesive della dignità professionale dei medici fiscali INPS “…….Non si tratta di medicina legale poiché sono controlli fiscali effettuati da medici, ahinoi e ahi loro, privi di competenza. Li conosco e li conoscete anche voi. Si sono costruiti una carriera senza sbocchi, per svolgere un’attività banalissima di controllo fiscale, in cui non si esercita neanche il ruolo di diagnosi e terapia perché non si può cambiare la diagnosi né la prognosi, se non in senso riduttivo…..”

Mission della rivista LaMedicinaFiscale.it è, tra le altre, quella di diffondere fra i Colleghi e fra tutti gli addetti ai lavori la conoscenza delle funzioni e delle peculiarità della preziosa funzione di controllo fin qui svolta da tutti i Medici Fiscali: siamo certi che il confronto fattivo di opinioni diverse sia strumento indispensabile per la crescita professionale della Medicina Fiscale.

 

Federica Ferraroni