Diamo un po’ i numeri….

Quali sono i dati sull’assenteismo dal lavoro per malattia (non maternità, non legge 104, non permessi per donazione di sangue o quant’altro) in Italia? Ed in quest’ambito, come si differenzia, se si differenzia, il comparto pubblico da quello privato?

In questi giorni, dopo gli ultimi episodi di malcostume balzati agli onori della cronaca, si fa un gran parlare di dipendenti pubblici e riforma della Pubblica Amministrazione con il ddl Madia, la cui discussione è entrata nel vivo in Senato in Commissione Affari Costituzionali proprio in questi giorni.


Di certo, conosciamo i dati dell’INPS che può contare su uno storico consolidato e sempre dichiarato, in un regime di trasparenza.

L’assenteismo dal lavoro per malattia nel settore privato (in cui interviene d’ufficio la medicina fiscale INPS) si attesta all’1,83% .

Molto più complesso il discorso che attiene ai dipendenti pubblici, il cui servizio di medicina fiscale è di pertinenza alle Regioni (almeno finora): non esiste uno storico dichiarato e non esistono dati ufficiali che fotografino la situazione attuale.


Il dott. Paolo Zabeo della CGIA di Mestre ha dichiarato al centro studi AIMPAF (Associazione Italiana Medicina Previdenziale, Assistenziale, Fiscale) che “nemmeno noi siamo in possesso di questi dati e non sappiamo nemmeno chi ne sia in possesso”.

bracco che punta


Possiamo partire dai dati INPS sulla malattia in Italia: mentre il numero pervenuto di certificati di malattia per i dipendenti privati nel triennio 2011-2013 è dell’ordine dell’1,1% in presenza di una contrazione di circa 300.000 unità, quello dei dipendenti pubblici è aumentato del 27%.

Per capire bene le dimensioni del fenomeno, bisogna sempre tenere presente il numero totale dei lavoratori, visto che i dipendenti privati sono circa il quadruplo di quelli pubblici (11,5 milioni nel settore privato vs 3,3 milioni nel pubblico.


Dal centro studi FIMMG, emerge che ogni anno sono circa 6 milioni i certificati di malattia con una prognosi inferiore ai tre giorni: di questi, 1 milione e 56 mila sono del settore privato, mentre nella pubblica amministrazione sono 1 milione e 252 mila: quelli da 2 o 3 giorni sono 2 milioni e 766 mila nel privato e 1 milione e 747 mila nella PA Considerando sempre il rapporto 1 a 4 del numero di dipendenti privati vs quelli pubblici, anche da questi dati balza agli occhi quanto la spesa per malattia nel pubblico sia assolutamente fuori controllo.


Da mesi, ormai, il centro studi di questa rivista sta cercando di elaborare i dati che provengono dall’ISTAT, dalla Ragioneria Generale di Stato e dall’Osservatorio INPS sulla certificazione di malattia che ha pubblicato il 21 novembre 2013 l’aggiornamento dei dati per il triennio 2011-2013.

Il nostro lavoro di ricerca è iniziato con uno studio sui medici fiscali INPS, ma ora, visto l’interesse suscitato nell’attenzione pubblica in questi ultimi giorni, abbiamo deciso di dare la precedenza ad altri aspetti: inizieremo con un ciclo sulla certificazione di malattia il cui primo articolo si concentrerà sui dati nel pubblico impiego nel biennio 2012-2013 per poi continuare con una pari analisi nel settore privato e vedere se riusciremo a spingerci, coraggiosamente, in un’analisi economica della spesa per malattia in Italia, nel settore pubblico e privato.

I dati sono stati tradotti graficamente in un innovativo corredo di immagini interattive che vi lascerà (speriamo) felicemente sorpresi.

Buona lettura.


Federica Ferraroni
Silvio Trabalza