In questi giorni, due riforme stanno viaggiando in parallelo e stanno affrontando, in modi diversi, lo stesso problema: la riorganizzazione della pubblica amministrazione, per renderla più efficiente e, al contempo, meno dispendiosa per le casse erariali.

La riforma Madia della pubblica amministrazione in toto e la riforma Boeri dell’INPS in particolare.

Da una parte, la riforma Madia è alle fasi finali e, tra le molte questioni sul tavolo, si sta cercando di ovviare ad un aspetto che da sempre crea problemi: le nomine dei dirigenti pubblici.

Dall’altra, la riforma Boeri si ripropone, oltre alla rimodulazione di tutto l’assetto organizzativo dell’INPS e alla visione della nuova governance, di ridistribuire i poteri e gli equilibri tra i vari “attori” del colosso previdenziale (direttore generale, CIV, CdA….). Del resto, la riorganizzazione dell’Ente è uno dei compiti previsti dallo stesso premier Renzi fin dal momento in cui aveva proposto a Boeri di assumere l’incarico di presidente INPS, anche alla luce del progressivo aumento dell’età media degli attuali dipendenti dovuto all’ormai anacronistico e insostenibile blocco delle assunzioni.

Sia la riforma Madia che quella Boeri stanno affrontando gli ostacoli finali di una problematica complessa, che contribuisce a bloccare e a rendere farraginosa la macchina della pubblica amministrazione e stanno attraversando un momento cruciale per la loro stessa applicazione: il ministro Madia ha annunciato che vuole presentare la sua riforma entro la fine del mese e dovrebbe avere la stessa tempistica anche la riforma Boeri.

Analogo parallelismo ha anche la riforma della Medicina Fiscale che vede coinvolti, in un analogo tandem, ministero della funzione pubblica e INPS. La riforma della Medicina Fiscale è inserita all’interno della riforma Madia e ha un triplice intento: quello di rendere più efficace il servizio delle visite di controllo nel settore pubblico, di renderlo uniforme con il settore privato e stabilizzare i medici che prestano il loro servizio in questo ambito da più di venti anni. Se da una parte il legislatore deve trovare le formule giuste per centrare questi obiettivi, dall’altra sarà proprio l’INPS l’ente designato per applicare queste nuove, necessarie norme. Con la stessa tempistica annunciata dal Ministro Madia per la sua riforma, mattone fondamentale nella tabella di marcia del programma di riforme del governo Renzi.

Federica Ferraroni

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L’amministratore della rivista “La Medicina Fiscale”

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