Emendamento 25.3 nel Milleproroghe

Prosegue il dibattito parlamentare sul DDL C2325, di conversione in legge del decreto legge 162/2019 recante “Disposizioni urgenti in materia di proroga di termini legislativi, di organizzazione delle pubbliche amministrazioni, nonché di innovazione tecnologica”, e nelle prossime ore le Commissioni Affari Costituzionali e Bilancio della Camera voteranno, tra gli altri, anche l’emendamento 25.3, dichiarato ammissibile nella seduta congiunta dello scorso 23 gennaio.

25.3 Moretto, Marco Di Maio, Vitiello, Carnevali. 

all’articolo 25, dopo il comma 1, aggiungere il seguente:

  1-bis. All’articolo 22, decreto legislativo 25 maggio 2017, n. 75, al comma 2, è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Sono prorogati, senza soluzione di continuità ad esaurimento, gli incarichi dei medici inseriti nelle liste di cui all’articolo 4, comma 10-bis, decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125 e successive modificazioni e integrazioni, in attività alla data di entrata in vigore della presente legge, utilizzati dall’INPS ad esaurimento per lo svolgimento in via prioritaria di tutte le attività previste all’articolo 55-septies, comma 2-bis, quarto periodo, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, mediante l’utilizzo delle risorse esclusivamente all’uopo destinate, come stabilito dal successivo comma 3, lettera a), ai quali si continuano ad applicare le disposizioni emanate con il decreto ministeriale 12 ottobre 2000, come modificate dall’articolo 3 del decreto ministeriale 8 maggio 2008».

Come emerge dalle segnalazioni giunte nella redazione de lamedicinafiscale.it, tanti medici fiscali, in questi giorni, hanno inviato spontaneamente mail ai parlamentari, a sostegno dell’emendamento 25.3, per salvaguardare la riforma della medicina fiscale della legge Madia e cercare di porre rimedio a quel passaggio presente nella legge di bilancio 2020 che sposta le risorse del Polo Unico (50 mln), stanziate dalle amministrazioni pubbliche per le visite fiscali nel settore pubblico e sancite dalla 75/2017, al Ministero del Lavoro per svolgere tutt’altro (invalidità civile e invalidità/inabilità previdenziale ora finanziate con 49 milioni all’anno dal ministero del Lavoro):  a prescindere dal tipo di contratto, se dal 2021 verranno meno le risorse del Polo Unico, come stabilisce la legge di bilancio 2020, i medici fiscali come potranno continuare a lavorare?

Lo SMI, invece, oggi, ha espresso il timore che questo emendamento “possa impedire la stipula della convenzione” dei medici fiscali e “dichiara la sua disponibilità a firmare la bozza di convenzione proposta dall’INPS” al tavolo di trattativa iniziato nel 2017.

Su questo terreno prettamente sindacale, il sindacato SINMEVICO si esprime a favore dell’emendamento 25.3 e afferma che “le proposte trascorse ed ultime, relative al rinnovo della convenzione MF di lista – INPS ricevute da INPS, come le contro proposte a partenza SMI ed altre OOSS MF, siano peggiorative in tutti gli aspetti rispetto all’attuale”.

“Del resto” – prosegue Cesidio Di Luzio, presidente Sinmevico – “i tempi lunghi nella trattativa non sarebbero presenti se si fosse di fronte a proposte di reale stabilizzazione, attenzione, responsabilità sociale e convenienza per la categoria MF di lista, che evidentemente, per noi, non c’è. Che senso avrebbe contrapporsi ad offerte migliorative ?”

Tornando all’emendamento 25.3, l’associazione di categoria SIMPAF riassume così la situazione nel comunicato stampa odierno: “è importante precisare che l’emendamento 25.3 al decreto legge “Milleproroghe”, a prima firma On.le Sara Moretto, aggiungendo un ulteriore periodo al comma 2 dell’articolo 22 del Dlgs 75/2017, non modifica in alcun modo quanto previsto all’articolo 55 septies, comma 2bis, del Dlgs 165/2001 in materia di accertamenti medico legali, lasciando invariata la normativa che prevede la sottoscrizione di una convenzione tra le OOSS e l’INPS. Esso, piuttosto, contribuisce a fare chiarezza riguardo alla stato della normativa vigente, dopo l’entrata in vigore della Legge di Bilancio 2020 che, all’articolo 1, commi 458, 459 e 460, rimette in parte in discussione quanto previsto dal decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75, cd “Legge Madia”, anche per quello che concerne le risorse destinate al regolare funzionamento del servizio della medicina di controllo (Polo Unico).”

“La proposta emendativa, pertanto – conclude il comunicato SIMPAF – confermando l’iter previsto dalla normativa vigente, ribadisce il ricorso prioritario ai medici fiscali inseriti nelle liste ad esaurimento per l’effettuazione dei controlli sui lavoratori in malattia, prevedendo che il loro rapporto prosegua senza soluzione di continuità ad esaurimento. Inoltre, per quanto riguarda l’aspetto economico, nello stabilire che continuano a trovare applicazione le disposizioni emanate con il DM 8 maggio 2008, fissa una soglia di “garanzia” a favore dei sanitari interessati.”