FNOMCeO: proteggere gli operatori sanitari

Ill.mo Presidente del Consiglio dei Ministri Sen. Giuseppe Conte

Ill.mo Ministro della Salute On. Roberto Speranza

Ill.mo Ministro dell’Interno Dott.ssa Luciana Lamorgese

Ill.mo Ministro della Giustizia On. Alfonso Bonafede

Ill.mo Presidente della Conferenza delle Regioni Dr. Stefano Bonaccini

Ill.mi Assessori alla Salute delle Regioni

la drammatica scomparsa, avvenuta ieri mattina, del Presidente dell’Ordine provinciale dei medici chirurghi e degli odontoiatri di Varese, Dott. Roberto Stella, che ha lasciato un vuoto incolmabile sia sotto il profilo affettivo che professionale, ci ha portato a convocare in videoconferenza, proprio nella stessa giornata, il Comitato Centrale della FNOMCeO dal quale sono emerse una serie di gravi situazioni che vedono coinvolta tutta la professione medica in questo momento di emergenza sanitaria e che vorremmo porre alla Vostra attenzione.

Da tutte le parti d’Italia giungono segnalazioni sulla gestione dell’attività di assistenza resa difficile dalla carenza di dispositivi di protezione individuali da parte dei medici che operano sia nei reparti ospedalieri che sul territorio come medici convenzionati.

Vorremmo far rilevare che in molte zone il numero dei medici infettati sta diventando significativo. Da segnalazioni giornalistiche, in Lombardia vi sarebbero centinaia di professionisti della salute contagiati e nel bergamasco il numero dei medici infettati ha superato le 50 unità. Tale grave situazione non può che compromettere l’efficacia dell’assistenza sanitaria, resa ancora più drammatica dalla carenza di medici.

I medici contagiati devono essere considerati “super diffusori” di malattia nei confronti di una popolazione particolarmente fragile quali sono i cittadini che si rivolgono al servizio sanitario.

Tra le strategie che hanno portato a contenere la diffusione dell’infezione del virus in Cina è stata individuata quella di limitare i “super diffusori”. Per questo Vi invitiamo a una particolare attenzione alla sicurezza del personale sanitario, al fine di non rendere inefficaci tutte le misure fino ad ora adottate dal Governo e dalle Regioni.

La persistente mancanza di dispositivi individuali riguarda anche i liberi professionisti medici e odontoiatri che svolgono una parte fondamentale nel servizio di assistenza ai cittadini. Pertanto, questa Federazione, qualora il Ministero della salute lo ritenesse utile e necessario, dà la propria disponibilità a organizzare la distribuzione dei presidi sanitari di protezione individuale, attraverso gli Ordini provinciali.

Ulteriore disagio provoca l’incertezza delle modalità di distribuzione dei DPI nel timore che gli stessi possano essere distribuiti non a coloro che rispondono ai requisiti di necessità ma sull’onda emozionale di proteste ed atteggiamenti intollerabili, o ancor peggio, possano essere sottratti fraudolentemente dai posti di lavoro.

Appare, inoltre, opportuno sollecitare una regolamentazione nell’accesso agli ambulatori dei medici di medicina generale e della continuità assistenziale e pediatri di libera scelta secondo modelli già adottati da alcune Regioni, ad esempio la Puglia, che prevedono la sospensione dell’accesso libero dei pazienti negli ambulatori, la riorganizzazione dell’accesso esclusivamente per appuntamento, consentendo, tra l’altro, l’accesso soltanto per i casi non differibili, previo contatto telefonico.

Invitiamo gli Assessori regionali a dare immediata esecuzione alle disposizioni contenute nell’art. 8 “Unità speciali di continuità assistenziali” del decreto legge 9 marzo 2020, n. 14.

È noto l’impegno, fino alle estreme conseguenze, che i professionisti medici in tutti gli ambiti di assistenza stanno ponendo nella gestione di questa durissima fase di diffusione e contenimento del virus e come FNOMCeO, ente esponenziale sussidiario dello Stato, siamo da settimane impegnati a sostenerli per la migliore assistenza possibile da fornire ai cittadini.

La richiesta che ci appare, oggi, ineludibile, è consentire ai professionisti di cautelare innanzitutto se stessi per continuare a costituire una risorsa per il Paese oggi più che mai indispensabile. Lo sforzo che ci attendiamo come professione dal nostro Governo è contare su DPI da consegnare ai nostri medici per proteggere loro stessi e gli altri. Depauperare una forza professionale in questo momento al limite delle umane possibilità è un rischio che non ci possiamo permettere.

Auspicando di poter contare sulla Vostra autorevole attenzione, Vi porgo cordiali saluti.

Filippo Anelli