D ai dati INPS e ISTAT, nel 2015 l’INPS (l’ente erogatore) ha distribuito 2.472.101 pensioni di invalidità civile con una media nazionale di 4,1 ogni 100 residenti.

La percentuale maggiore di prestazioni economiche è in Calabria con il 6,3%, quella minore in Emilia Romagna con il 3,1%.

In generale, al Sud la percentuale è maggiore che al Nord (l’INPS non è l’ente gestore in Val d’Aosta e in Trentino Alto Adige).

In questo momento, come si fa a fare una domanda di invalidità civile?

Ci si reca da un medico certificatore (di solito il proprio medico di medicina generale) che referta un certificato e lo invia on line all’INPS, ci si reca presso un patronato (che ha sovvenzioni statali) che gestisce la pratica e informa. Possono fare la domanda tutti i cittadini italiani, di qualsiasi età e con qualsiasi reddito, ed extracomunitari in regola con il permesso di soggiorno: non serve che siano cittadini italiani o che siano in Italia da un tempo minimo o che abbiano la residenza in Italia: è sufficiente il domicilio e anche pochi giorni di permanenza in Italia e, se se ne andranno dall’Italia per tornare, per esempio, nel proprio Paese d’origine, continueranno a percepire l’eventuale beneficio che è stato loro concesso.

A questo punto si aspettala convocazione della commissione medica ASL, la cosiddetta commissione medica integrata gestita dalle ASL a mezzo del proprio personale (medici legali, medici specialisti, medici esperti, medici di categoria, operatore sociale) che viene pagato con un gettone extra.

Dal 2009, in base al DM 78 del primo luglio “contrasto alle frodi in materia di invalidità civile” e del D. Lgs n. 102 del 3/8/2009 art. 88 comma 22, in tali commissioni è obbligatoria la presenza di un medico INPS (non a bonus). La visita medico-legale si conclude con la refertazione di un verbale che viene inviato, per controllo, ai medici legali della sede locale INPS che, a loro volta, lo inviano on line al coordinamento medico legale generale INPS per la vidimazione finale. Alla conclusione di questo iter, il verbale viene spedito a casa del richiedente per raccomandata entro 60 giorni dalla data della visita. A conti fatti, quindi, un singolo caso, oggi, può arrivare a coinvolgere anche più di 15 persone e questo numero aumenta in caso di contenzioso.

Dal marzo 2015 le revisioni di invalidità civile ed handicap sono passate in capo all’INPS.

In base alla legge 111 del 15/7/2011, è partito un progetto pilota che ha individuato sedi “pilota” in cui la gestione di tutto l’iter, dalla prima istanza alle revisioni, è a capo dell’INPS anche se continuano ad essere le Regioni (tranne la Calabria) a percepire le relative risorse, anche se non gestiscono più il servizio: in Calabria (proprio la regione che, come abbiamo visto prima, ha la maggiore percentuale di invalidità concesse), infatti, è stato siglato un accordo tra il commissario ad acta della sanità e l’INPS in base al quale tutto l’accertamento dell’invalidità civile è gestito direttamente dall’INPS con risorse dedicate.

Come si valutano le patologie e come si arriva ad una percentualizzazione?

La valutazione medico-legale si basa su una visita con raccolta dell’anamnesi e studio delle certificazioni mediche esibite, un esame obiettivo e, dopo aver compilato il relativo verbale, formula una diagnosi medico-legale con l’emissione di una percentuale finale, per i maggiorenni, in base al deficit. Per valutare l’invalidità della fascia tra i 18 e i 65 anni, i medici legali (INPS e ASL) si servono di tabelle ministeriali di cui al DM 1992, nazionali, uguali su tutto il territorio nazionale, in cui sono state  percentualizzate la gran parte delle patologie, anche se ogni regione (e con essa le proprie ASL) ha regole e direttive proprie, mentre l’INPS dispone linee guida nazionali per uniformare meglio i giudizi medico-legale su tutto il territorio italiano.

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