I l 6 ottobre 2015 abbiamo incontrato il prof. Massimo Piccioni, coordinatore generale medico-legale INPS, che si è dimostrato, ancora una volta disponibile al confronto, in un atteggiamento aperto al dialogo e in un clima sereno e trasparente.

Questo incontro si è reso necessario per avere un’informativa in un settore, quello della medicina legale INPS, prossimo a grandi cambiamenti, a partire fin da subito da quello della medicina fiscale; in agosto è stata approvata la legge istitutiva del Polo Unico , inserita nel corposo pacchetto delle riforma sull’intera pubblica amministrazione e il ministero della pubblica amministrazione ha già iniziato i lavori preliminari inerenti alla stesura dei decreti attuativi.

 

Iniziamo partendo dalla medicina fiscale, prof. Piccioni?

Certamente. Partiamo facendo la fotografia dello stato attuale. Il ministero della funzione pubblica ha già avviato i tavoli interministeriali, ai quali ovviamente partecipa anche l’INPS. All’INPS è stato chiesto un contributo al fine di definire il fabbisogno per questa nuova attività anche per quantificare le risorse necessarie per far partire la riforma del controllo di malattia sui dipendenti pubblici. L’INPS ha quindi adempiuto. Le visite fiscali su questo settore, finora, sono state affidate alle ASL ed evidentemente i risultati non sono edificanti se si è resa necessaria una riforma. Del resto, i dati indicano un alto livello di assenze nel pubblico e un numero di eventi di malattia percentualmente superiori nel pubblico rispetto a quanto accade nel settore privato e non si capisce francamente perché questo debba accadere. L’INPS ha evidentemente lavorato bene in questa ormai trentennale attività di medicina fiscale e si può cercare di esportare nel settore pubblico l’esperienza e la competenza dei nostri medici e gli strumenti informatici del nostro ente. L’INPS con i suoi medici è pronta a raccogliere questa sfida e ha chiesto, quindi, di avere a disposizione risorse superiori a quelle finora utilizzate per le visite fiscali visto che con questa cifra il lavoro svolto non è stato soddisfacente. Avere la stessa cifra porterebbe, verosimilmente, allo stesso scarso risultato e noi non vogliamo questo: decidere su questi aspetti è competenza, però, del Ministero della Funzione Pubblica. Quello che è certo è che l’INPS continuerà ad avvalersi dei propri medici fiscali, presenti nella lista speciale ad esaurimento, che hanno la priorità, per legge, a svolgere le visite fiscali.

 

Che cosa verrà definito nei decreti attuativi?

 

Verrà definita tutta la nuova normativa in materia di medicina fiscale.

L’INPS ha chiesto, innanzitutto, un’armonizzazione tra i due settori, a partire dall’attuale diversità delle fasce orarie di reperibilità dei malati: 4 ore per il settore privato, 7 ore nel settore pubblico. Spetterà al Ministero della Funzione Pubblica stabilire le nuove fasce di reperibilità, che, comunque, dovranno essere uguali nei due settori.

Nei decreti attuativi potrebbero essere specificate e anche ampliate le competenze del medico fiscale, fino all’istituzione della nuova figura del medico polivalente ma anche questa decisione spetta al ministero della funzione pubblica.

Altro aspetto importante da definire sarà il nuovo contratto dei medici fiscali che attualmente sono retribuiti a prestazione. In previsione del notevole carico di visite che l’INPS andrà ad effettuare sul settore pubblico (si dovrà avere un aumento anche delle visite nel settore privato: attualmente il numero di visite ai dipendenti privati è diminuito troppo e questo non potrà essere continuato) potrà essere ipotizzata una tipologia contrattuale di collaborazione. Un contratto ad ore sarebbe più vantaggioso anche per l’Ente che potrebbe impiegare i medici fiscali, nei giorni senza visite fiscali, per svolgere attività in sede. Comunque, le decisioni sul tipo e sulla natura del nuovo contratto sono di competenza del Ministero della Funzione Pubblica, ovviamente, e saranno la risultanza dei tavoli tecnici a cui parteciperanno anche le organizzazioni sindacali. Visto che i lavori interministeriali sono avviati, visto che è previsto a breve una nuova seduta, vista l’importanza dei temi trattati, l’INPS si rende disponibile ad incontri periodici con i rappresentati di tutte le sigle dei medici fiscali, a prescindere dal numero di iscritti, proprio per dare la possibilità a tutti di esprimersi e di parlare, in un clima di completa e assoluta collaborazione.

 

Parliamo ora dei medici esterni.

 

Fotografia dello stato attuale anche qui. Come era stato anticipato in luglio, si è provveduto ad un rinnovo del contratto, alle stesse condizioni, fino al 31 dicembre 2015 per poter definire bene il nuovo bando, al quale stiamo già lavorando e che uscirà a novembre per essere operativo a gennaio.

Sarà un bando per titoli e riguarderà l’espletamento delle varie attività in materia assistenziale e previdenziale come avviene ora: i due gruppi di medici (esterni e fiscali) viaggeranno, quindi, su binari paralleli, a normativa vigente.

Un possibile elemento innovativo potrà essere costituito dall’aumento delle ore settimanali (da 25 a 30) da distribuire omogeneamente all’interno dei 5 giorni lavorativi in base alle esigenze delle varie sedi.

Il contratto potrà avere anche una durata superiore ad un anno. Saranno esplicitati i criteri di assegnazione del punteggio sulla base dei titoli di studio, dell’attività svolta e del curriculum. La composizione della commissione esaminatrice per la prima volta potrà prevedere rappresentanti esterni del mondo accademico; il tutto per garantire la massima trasparenza.

Anche qui, prima dell’uscita del bando, i rappresentanti dei medici esterni verranno chiamati ad un incontro con la dirigenza, in un atteggiamento di apertura al dialogo ed al confronto.

 

Quali sono le prospettive future nell’ambito di invalidità civile?

 

Qui entriamo nel campo delle ipotesi. In base ai risultati del lavoro svolto finora nell’ambito di invalidità civile, l’INPS è disponibile a farsi carico dell’unicità dell’accertamento con le modalità che saranno da definire (passaggio in tutte le sedi a norma di legge o estensione delle sedi secondo facoltà delle Regioni) che permetterebbe un risparmio alle casse erariali e vantaggi anche per tutti i cittadini in termine di riduzione dei tempi di attesa e snellimento della burocrazia. Anche come attuare questa eventuale riforma è tutta un’ipotesi, a partire dalla composizione della nuova commissione medica che potrebbe diventare quella attualmente in atto nell’invalidità previdenziale. Ovviamente una riforma di questo tipo dovrebbe necessariamente portare nuove risorse in Istituto con la possibilità reale di valorizzare anche i medici di questo comparto.

Anche in altri settori si rende indispensabile una rivisitazione normativa: quello dell’accertamento unico presso l’INPS degli stati invalidanti degli assicurati del settore pubblico, per esempio, che sono affidati a soggetti istituzionali diversi, nonostante l’attuale realtà previdenziale determinatasi con la soppressione dell’INPDAP.

 

Il prof. Piccioni, chiaro e disponibile come sempre, ha risposto a tutte le nostre domande anche se, ovviamente, avremmo voluto fargliene di più. Poco male perché i rappresentati dei medici avranno modo di potergliele fare a breve, in due incontri; uno, per la medicina fiscale, che si terrà già fra 7-10 giorni, e l’altro, per i medici esterni, prima dell’uscita del bando.

Dal canto nostro non possiamo non ringraziarLo, insieme prima di tutti al Presidente INPS Tito Boeri e al Direttore generale Massimo Cioffi che si stanno occupando, come mai prima, della medicina INPS e che tengono a coinvolgere e a sentire, come mai prima, i diretti interessati (i medici) in tutte le fasi decisionali che riguardano la loro professione.

Federica Ferraroni

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