L ’attività dei medici INPS è essenzialmente un’attività medico-legale, disciplina ben diversa rispetto alla stragrande maggioranza delle restanti discipline mediche tanto che lo stesso Istituto, negli anni 90, aveva approfittato della possibilità di una convenzione universitaria per permettere agevolmente ai propri medici di acquisire proprio la Specializzazione in Medicina-Legale. E tanto che nei vari bandi e richieste di disponibilità per i contratti dei Medici Esterni è specificato che vi è preferenza proprio per gli specialisti in medicina-legale e branche affini.

Dal 2009 ad oggi, peraltro, molti medici esterni (anche se non medici legali) hanno comunque avuto la possibilità di formarsi sul campo in ordine alle competenze specifiche dell’attività medico-legale dell’Istituto, tanto da essere in grado di svolgere la completa attività, sia in ambito assistenziale che previdenziale (con l’eccezione del contenzioso giudiziario, ma di ciò argomenteremo oltre).

 

Il problema di fondo, però, è che il tipo di contratto e la pochezza della remunerazione, decisamente iniqua e dequalificante, in uno con le restrizioni orarie successivamente e recentemente imposte (come già riportato) nonostante il periodo di crisi che il Paese sta attraversando, hanno fatto allontanare molti professionisti esperti dalla partecipazione stessa al bando (da un anno all’altro negli ultimi due bandi si è passati, da 5000 partecipanti a circa 3000) con il successivo ulteriore allontanamento (per l’ultimo bando) della maggioranza dei soggetti più competenti e di molti medici legali, che si sono riconvertiti in attività libero-professionale pura, più remunerative soprattutto più gratificante.

Non si può, infatti, tralasciare il dati di fatto che i Medici Esterni svolgono (come ampiamente già illustrato) tutti i compiti sia previdenziali che assistenziali e sono – negli obblighi – equiparati ai Medici Dipendenti: timbratura con badge per il servizio interno ed uso di sistema paperless per quello esterno, orario e turni di servizio blindati e decisi dai Responsabili sulla base delle esigenze istituzionali che prevalgono rispetto alle esigenze dei singoli professionisti convenzionati.

Di contro, hanno un contratto libero-professionale a partita IVA, cioè in assenza di indennità malattia, maternità, copertura infortunio, ferie, festività, rimborso spese per missioni, contributi previdenziali, con una retribuzione oraria di 25,84 Euro lorde!

A questo proposito, pur non esistendo più i tariffari minimi fissati dagli Ordini perché aboliti dal Decreto Bersani del 2006, non si può non rilevare che la cifra di 25.84 Euro di fatto coincide col tariffario minimo dell’Ordine dei Medici del 1992 (corrispondente a 25,82 €) previsto per ciascuna visita fiscale feriale! In pratica: una Commissione di Verifiche, in cui vengono visitati 20 invalidi (con compilazione di relativo verbale) e della durata di circa 5 ore (su inviti direttamente disposti da Roma) viene retribuita – a lordo – come 5 visite fiscali venivano retribuite 23 anni fa, centesimo in più, centesimo in meno.

 

In tale situazione, le prospettive sono tutt’altro che rosee, soprattutto alla luce della prospettata possibilità di una acquisizione completa di tutte le competenze dell’invalidità civile attraverso la gestione diretta di tutto il processo, ivi compresa la valutazione delle prime istanze originariamente delegata alle Commissioni ASL (il cui progetto pilota è in atto da almeno due anni).

Infatti non va dimenticato che le Commissioni ASL sono generalmente in numero superiore a quello delle Commissioni Inps, ed – anche se vi è stato un forte impegno delle singole sedi provinciali – non è stato possibile garantire, in tutte le sedi, la partecipazione a tutte le commissioni ASL anche solo da parte di un medico esterno non specialista in medicina legale.

Figuriamoci se – stando così le cose – potrebbe essere possibile la gestione diretta completa, garantita (come da vigente normativa) della presenza di un Presidente specialista in Medicina Legale.

Senza contare che l’attività assistenziale (per quanto imponente) non è la sola attività dei centri medico-legali: oltre all’attività previdenziale vi è anche il contenzioso.

Ed a proposito di contenzioso, ci preme specificar che, con l’evoluzione della procedura civile che ha introdotto gli ATP (Accertamenti Tecnici Preventivi), procedura ormai utilizzata per quasi tutte le cause contro l’INPS, è diventato pressochè impossibile non partecipare con il proprio Consulente di Parte almeno al primo accesso, perché l’esito della causa viene proprio deciso in questa sede. E, questo compito non può affidarsi ad altri che ad uno Specialista in Medicina Legale.

 

La forza dei vari centri medico-legali INPS sta, comunque, nel lavoro di equipe che migliora se al suo interno sono presenti anche specialisti non solo in medicina legale ma anche nelle altre discipline utili per l’attività che si svolge nelle varie sedi come la medicina del lavoro, igiene, otorinolaringoiatria, oculistica, neurologia e tutte quelle specializzazioni che l’Ente ha già indicato più volte come “di interesse”: il medico legale non può che trarre vantaggio dalla presenza del clinico, a completamento del lavoro di squadra indispensabile per il corretto funzionamento di ogni centro medico legale INPS.

Per l’attività di sede, in sostanza, servono medici specialisti (e con una selezione, anche, tra le varie specializzazioni: non tutte sono indicate) che devono, in più, ricevere un’adeguata e specifica formazione: la medicina INPS è una disciplina che meriterebbe uno spazio e una differenziazione maggiore, alla stregua della medicina generale, con tanto di corso triennale e un punteggio relativo e preferenziato (nei bandi di medicina generale, si dà la precedenza, per il 70% dei posti disponibili, a chi ha fatto il corso specifico di formazione).

 

Antonella Conticelli

Federica Ferraroni

Martina Masciotta

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