I MEDICI DELL’INPS: una riflessione

I medici INPS

Il personale medico dell’inps e’ attualmente costituito da meno di 3000 unita, di cui circa il 16% e’ dipendente e a rapido esaurimento stante l’eta’ media e la mancanza di concorsi .

Il restante 84% e’ composto da  medici convenzionati che soddisfano tutto l’arco delle mansioni istituzionali dell’ente.

Meta’ di questo capitale di risorse umane convenzionate svolge  le funzioni  di medico fiscale per il controllo dei lavoratori in malattia.

Collabora con l’ente da anche oltre 25 anni in virtu’ di una rapporto convenzionale libero professionale, discendente da decreto ministeriale, sostanzialmente inalterato nel corso di un quarto di secolo, eccezion fatta per una parentesi di 4 anni, dal 96 al 2000 in cui, a norma di Decreto Ministeriale, si  pretese l’osservanza di rigide regole di incompatibilita’ senza peraltro offrire alcuna modifica alla struttura libero professionale del rapporto.

Da due anni tale professsionisti hanno visto ridotto il proprio lavoro di oltre l’80% in virtu’ di una male interpretata e ancor peggio applicata spending review. Non si applicano tagli infatti ad una spesa che produce risorse che potrebbero essere addirittura superiori a quanto investito. Non si tagliano posti di lavoro che si autosostentano.

Nonostante una delibera  del CIP , che  sottolineava la possibilita’ di abusi  relativi al ricorso dell’istituto della malattia,  le numerose osservazioni di sindacati ed associazioni e una indagine condotta dalla XII commissione della camera, l’ente non ha modificato di un cm la propria posizione trincerandosi su una tutt’altro che dimostrata efficienza del sistema informatico, che comunque non puo’ funzionare se manca l’effetto deterrente di un numero minimo significativo di controlli.

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L’altra meta e’ costituita da medici selezionati direttamente dall’INPS attraverso bandi pubblici da cui scaturiscono graduatorie per titoli  che vengono annualmente rinnovate.

Il loro rapporto e’ ad ore, svolgono praticamente tutte le mansioni ad eccezione dei controlli domiciliari sui certificati di malattia. I loro compensi hanno subito addirittura un peggioramento nell’ultimo bando.

Non e’ assicurata loro nessuna continuita’ di lavoro ed infatti sono in tanti a non aver avuto rinnovato l’incarico precedentemente conferito.

Entrambi i gruppi lavorano in virtu’ di contratti che non contengono nessuna delle tutele previste da un rapporto di dipendenza, ed entrambi i gruppi vivono la realta’ della precarieta’.

Alcune centinaia di medici appartengono ad entrambi i gruppi.

Al primo gruppo, in realta’ attualmente piu’ sofferente, si sta offrendo l’opportunita’ di riprendere il proprio lavoro grazie all’istituendo polo unico di medicina fiscale che dara’ l’esclusivita’ del ruolo ispettivo all’inps, sia per i lavoratori privati che per i pubblici, con trasferimento dei relativi fondi che non potranno che essere vincolati a tale scopo.

Cio’ sara’ garanzia di carichi di lavoro sufficienti per il futuro anche se chiaramente  tutto puo’ accadere , anche una trasformazione radicale dell’istituto della malattia che neppure possiamo oggi immaginare.

L’obbligatorieta’ del servizio di medicina fiscale, previsto per legge, ha garantito al primo gruppo di poter continuare a lavorare negli ultimi due anni anche se in condizioni che definire umilianti e’ poco.

Due emendamenti, ribattezzati il bloccalista e il priorita’, danno la garanzia ai medici fiscali di essere utilizzati con precedenza nel rifondante servizio.

In sintesi i medici fiscali hanno il vantaggio di un rapporto di lunga durata regolamentato da DM e quindi non gestito direttamente dall’inps a cui si sono affiancati i due emendamenti chiave.

Il  secondo gruppo e’ agli albori della propria storia e solo adesso si comincia a parlare di collaborazione, da parte delle organizzazioni rappresentative , nella stesura del nuovo bando.

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Nella riunione intersindacale del 15 maggio scorso (erano presenti solo i sindacati, non le due associazioni di categoria, anmefi e aimpaf, entrambe accreditate a livello istituzionale) ha fatto capolino una antica idea: quella del medico INPS polivalente che in pratica sarebbe il vecchio medico dipendente nella nuova veste di convenzionato, piu’ consono alle nuove realtà lavorative.

L’idea sarebbe la nascita di un gruppo unico con unico rapporto lavorativo.

Non metto in discussione la valenza di tale figura certamente auspicabile anche a fini di soddisfazione professionale.

Cio’ che fa nascere le perplessita’ e’ l’opportunita’ di tale mossa in prossimita’ della fase contrattuale.

A mio avviso e’ evidente che verrebbe meno lo scudo del bloccalista e del priorita’ e finora nessuno ha saputo chiarirmi perche’ questo rischio, per me certezza , non esisterebbe.

Non e’ affatto chiaro come bloccalista e priorita’ siano applicabili a mansioni non previste.

Non si comprende neppure come i medici esterni possano entrare in questo calderone unico dove teoricamente pare ci sarebbero i posti e le risorse necessarie.

In pratica si dovrebbe chiedere che il decreto attuativo che deve realizzare quanto disposto dall’approvanda legge sulla P.A. contempli tali cambiamenti.

In realta’ cio’ non e’ possibile e risulterebbe illegale poiche’, pur non intendendomene, credo che il decreto attuativo debba realizzare solo quanto contemplato nella legge sulla Pubblica amministrazione.

La perplessita’ piu’ grossa e’ la seguente: se le risorse, che vengono sommate nelle ipotesi fatte dai promotori della commistione, ci sono e ci sono anche i posti in relazione ai carichi di lavoro, qual e’ la necessita’ di commistionare le mansioni e quindi i ruoli e i gruppi?

Perche’ abbandonare una strada di cui si incomincia a vedere il traguardo, qualsiasi sia la convenzione che verra’ , per imbarcarsi in un’avventura incerta senza le protezioni che le conquiste faticose di questi due anni ci hanno dato?

Perche’ tutto cio’ proprio adesso che nuovi vertici, peraltro esperti in gestione e valorizzazione di risorse umane , potrebbero far vedere la fine di questo lungo periodo in cui abbiamo subito una totale disattenzione dell’ente verso le nostre irreali condizioni lavorative?

A questo punto attendo che qualcuno mi dia la chiave del puzzle, l’elemento che mi manca per capire cosa sta accadendo, perche’ personalmente sono molto confuso e credo di essere in numerosa compagnia.

Giuseppe Battaglia

 

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