I pensionati e la pubblica amministrazione

“Il nostro Paese, – ha detto il Presidente INPS Tito Boeri nell’audizione del 25 febbraio alla Commissione Enti Gestori – che ha un debito pubblico molto elevato, tende abbastanza sistematicamente a lasciare deperire la macchina dello Stato perchè il modo più semplice e più facile per contenere il disavanzo è quello di congelare le assunzioni nella pubblica amministrazione. In questo modo la si priva di quella linfa vitale che è dato dall’ingresso di nuove competenze. E’ un flusso di capitale umano che spesso e inevitabilmente è legato al ricambio generazionale soprattutto in aree in cui il cosiddetto “digital divide” ha un peso. Anche perchè la creatività spesso, la disponibilità ad acquisire nuove conoscenze e a formare c’è soprattutto all’inizio di una carriera lavorativa. Il blocco del turnover nella PA in Italia continua ormai da 15 anni e inevitabilmente riduce la qualità delle Istituzioni, le impoverisce.”

“L’INPS ha bisogno – ha continuato il Presidente – di professionalità specifiche, non genericamente di personale che spesso è restio anche per ragioni anagrafiche ad imparare un mestiere completamente diverso da quello che svolgevano in precedenza. L’età media del dipendente INPS è di 58 anni. Chiediamo che ci siano misure urgenti perchè stiamo perdendo competenze per noi davvero molto importanti. E’ proprio per questo che avevamo chiesto nell’ambito della legge di stabilità quella flessibilità gestionale per poter procedere a nuove assunzioni. Purtroppo questa flessibilità non ci è stata concessa nonostante il fatto che noi ci fossimo impegnati a conseguire degli obiettivi superiori a quelli che ci erano richiesti nella legge di stabilità. Noi vogliamo e siamo in grado di attuare risparmi con questa flessibilità più significativi di quelli che ci vengono chiesti.” ( http://lamedicinafiscale.it/boeri/ )

Come ribadito anche recentemente dal MEF, i pensionati non possono più lavorare per la PA se non a titolo gratuito. La circolare n. 12 del MEF-RGS del 23 marzo 2016 dice, nel discorso introduttivo, dice: “si ribadisce, da ultimo, che la fattiva collaborazione di tutte le Amministrazioni è elemento essenziale affinché gli Enti di rispettiva competenza osservino gli indirizzi impartiti, finalizzati al consolidamento del processo di razionalizzazione della spesa pubblica.” Nella scheda tematica G7 “Spesa per studi e incarichi di consulenza” si dice “giova evidenziare che l’articolo 5, comma 9, primo periodo, del decreto legge 6 luglio 2012, n. 95 (come novellato, da ultimo, dall’articolo 17, comma 3, della legge 7 agosto 2015, n. 124), dispone il divieto per le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo n. 165/2001 e per quelle inserite nel conto economico consolidato della pubblica amministrazione, come individuate dall’Istituto nazionale di statistica (ISTAT) ai sensi dell’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196 nonché per le autorità indipendenti, ivi inclusa la Commissione nazionale per le società e la borsa (Consob), di attribuire incarichi di studio e di consulenza a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza. In merito, si ritiene utile far rinvio alle indicazioni fornite dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri – Dipartimento della Funzione Pubblica con la circolare n. 6/2014 del 4 dicembre 2014 ed alle integrazioni di cui alla successiva circolare n. 4/2015 del Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione prot. n. DFP 0062680 del 10 novembre 2015.” Il medico in pensione può svolgere attività libero professionale retribuita ma non per l’INPS, che fa parte della PA.  ( www.lamedicinafiscale.it/circolare-n-32-del-mef-ragioneria-generale-dello-stato/).

Date queste premesse, passiamo ad analizzare il bando, pubblicato sul sito INPS il 16 novembre 2015, “di selezione pubblica per il reperimento di un contingente di 900 medici, prioritariamente specialisti in medicina legale e/o in altre branche di interesse istituzionale, cui conferire incarichi professionali a tempo determinato finalizzati ad assicurare l’espletamento degli adempimenti medico legali delle UOC/UOS centrali e territoriali”.

Ricordiamo che questo contingente di medici viene arruolato dal 2009, per legge, perchè un medico INPS fosse presente nelle commissioni ASL di invalidità civile di prima istanza: adesso, questi medici sono deputati a svolgere tutta la complessa e delicata attività di sede della medicina INPS, che comprende l’assegnazione di decine di miliardi di euro in pensioni assistenziali e previdenziali, pur restando ancora liberi professionisti non fidelizzati all’Ente. La medicina INPS di sede va distinta dall’attività delle visite fiscali domiciliari svolta dai medici fiscali INPS, inseriti in una lista speciale ad esaurimento che hanno, per legge, la priorità a svolgere questa funzione altrettanto delicata e importante: sono di prossima uscita i decreti attuativi della riforma della medicina fiscale, attesa, a sua volta, da anni. La medicina INPS di sede, in questo momento, viene affidata ad un personale medico che solo per circa il 30% è dipendente (medici interni) e per il restante 70% è precario libero-professionale (medici esterni): i medici esterni, finora, hanno avuto un contratto di durata solo annuale, salvo le proroghe di qualche mese resesi necessarie, di volta in volta, per motivi tecnici di natura straordinaria.

In questo bando non viene posta l’incompatibilità all’incarico per i medici pensionati, così come era accaduto, per esempio, nel precedente bando di selezione per un contingente di 1191 medici, quando, però, sono stati messi ugualmente in graduatoria: per un vizio di forma, quindi, i medici pensionati sono stati inseriti, in un secondo tempo dopo il 1 ottobre 2014 (la precedente proroga era scaduta il 30 settembre) ed extranumero, a lavorare nell’attività di sede, retribuiti tanto quanto i medici non pensionati.

La presidente FNOMCeO Roberta Chersevani ha dimostrato di prestare molta attenzione, tenendosi costantemente aggiornata sui vari passaggi che riguardano la complessa situazione della medicina INPS fin dai primi giorni del suo incarico, insieme a tutto il comitato centrale e ai Presidenti di tutti gli Ordini dei Medici d’Italia: ha dedicato un congresso FNOMCeO il 6 novembre 2015 alla medicina fiscale (il primo congresso sulla medicina fiscale nei 30 anni della sua storia: mai ne era stato fatto uno prima) ed è intervenuta ormai diverse volte sulle varie problematiche che attanagliano, in questo momento e in modo diverso, questo variegato corpo medici. Per non infrangere il patto sociale tra le generazioni che sta alla base del nostro welfare, per garantire un doveroso turnover anche nella classe medica, per tutelare, in particolare, i giovani medici e, in generale, la professionalità di tutta la classe medica, la presidente FNOMCeO ha scritto il 20 aprile scorso, una lettera al Presidente Boeri un documento che, nella frase finale, ha il tono di un forte richiamo (http://lamedicinafiscale.it/la-fnomceo-interviene-a-tutela-della-professionalita-dei-suoi-medici/).

“Al tempo stesso la FNOMCeO chiede – dice la Presidente Chersevani – il rispetto dell’attuale normativa vigente che vieta di conferire incarichi retribuiti a soggetti già lavoratori privati o pubblici collocati in quiescenza (circolare n. 12 del MEF-RGS del 23 marzo 2016)”.

Vediamo adesso che cosa deciderà il Presidente Boeri e cosa accadrà nelle graduatorie di prossima pubblicazione, visto che il 30 aprile p.v. terminerà anche la seconda proroga dell’ultimo contratto che, scaduto il 30 settembre 2015, è stato prorogato fino al 31 dicembre 2015 e poi riprorogato fino al 30 aprile 2016.

Federica Ferraroni

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