Il Polo Unico della Medicina Fiscale: il trend della certificazione di malattia e delle relative visite fiscali nel pubblico e nel privato

Il Centro Studi de lamedicinafiscale.it si sta avviando a concludere la serie di studi iniziati nel gennaio 2015 sulla certificazione di malattia nel settore pubblico e privato e sull’analisi dell’assenteismo per malattia che ha portato al decreto del 28 febbraio scorso in materia di Polo Unico della Medicina Fiscale.

Questo lavoro preliminare prelude al prossimo studio, conclusivo,  che sarà focalizzato sulle risorse.

Anche per questo report, come per i precedenti, la fonte principale è costituita dai dati INPS: ricordiamo anche che per “evento di malattia” si intende l’evento morboso che ha determinato lo stato di malattia e viene considerato come singolo  in presenza di più certificati di continuazione che non devono comunque essere emessi a più di 2 giorni dalla data di fine del certificato precedente.

L’andamento della certificazione di malattia nel settore pubblico e privato è riportato nelle prossime due tabelle.

E’ evidente, negli ultimi anni, l’aumento del numero dei certificati nel settore pubblico con una riduzione del fenomeno in quello privato fino al 2014 (3,9% 2014 vs 2013) per poi aumentare nel 2015 anche in questo settore.

Nel 2015 sono stati trasmessi 12,1 milioni di certificati di malattia per il settore privato e 6,3 milioni per quello pubblico (per un totale di circa 18,4 milioni di certificati), con un aumento, rispetto al 2014, del 4,9% per il primo gruppo e del 4,3% per il secondo gruppo.

 

Certificati di malattia nella PA dal 2011 al 2015

 

                Anno                                                 Valore
Nel 2011                4.701.573
Nel 2012                4.984.662
Nel 2013                5.476.865
Nel 2014                6.031.362
Nel 2015                6.293.245

 

Certificati di malattia nel settore privato dal 2011 al 2015

 

                    Anno                                            Valore
  Nel 2011              11.745.233
  Nel 2012              11.738.081
  Nel 2013              11.869.521
  Nel 2014              11.494.805
  Nel 2015              12.056.888

 

 

grafico Tabella 3-4 

 

Nel 2015 i certificati di malattia sono stati presentati dal 57% dei dipendenti pubblici, mentre nel comparto privato ci si attesta intorno al 38%.

La durata media annua dell’assenza dal lavoro per malattia è di 18,4 giorni nel privato e di 17,6 nel pubblico. Gli eventi di malattia della durata di un giorno sono il 25,7% del totale nel settore pubblico, mentre sono del 12,1% in quello privato. Se per le assenze di 2-3 giorni le percentuali nei due comparti si sovrappongono, per gli eventi di malattia di 4-5 giorni avviene il sorpasso: 23,4% nel privato vs 18,2% nel pubblico. Su un totale di eventi di malattia nel pubblico impiego, il 62% interessa il centro-sud. Nel settore privato è l’opposto: il 57% degli eventi di malattia è avvenuto al nord. Il venerdì e il lunedì sono i giorni con il massimo picco di inizio eventi nel settore pubblico.

Nella grafica successiva vengono riportati gli eventi di malattia per classe di durata del settore pubblico confrontati con quelli del settore privato.

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Mentre per il settore pubblico si conferma la continua crescita, per il settore privato questa è la prima volta da più di 25 anni, da quando, cioè, è nata la moderna medicina fiscale INPS.

Evidentemente il nuovo sistema, introdotto nel 2013 (data mining, SAViO, riduzione massiccia del numero di visite fiscali domiciliari nel settore privato) non sta pagando.

  • Monte certificati e numerosità delle visite nel settore privato

I risultati virtuosi nel settore privato sono stati raggiunti dall’INPS in più di 20 anni di visite effettuate a tappeto, con un obiettivo iniziale di verificare almeno il 15/20% dei certificati di malattia. Con la stretta del 2013 sull’onda della spending review, tali percentuali sono crollate ma le visite fiscali nel settore privato sono dovute, giocoforza, risalire, pena la perdita dell’effetto deterrenza e l’aumento dell’assenteismo; infatti, come riportato nella relazione sulla riorganizzazione dell’area medico-legale, le visite fiscali INPS (datoriali e d’ufficio) sono state 618.042 nel 2014, 612.710 nel 2015 e 880.000 nel 2016

  • Monte certificati e numerosità delle visite nella PA

Il monte certificati nella PA è stato pari negli ultimi tre anni a circa 6.000.000/anno: circa il 50 % vengono emessi nei giorni a cavallo dei festivi. E di questi circa il 60 % sono di un solo giorno (soprattutto venerdì e lunedì). Noi riteniamo che proprio in questa fascia di certificazione si annidino gli abusi, ma consideriamo necessario anche un attento controllo nella fascia di certificazione oltre i 10 giorni. Controllando quindi nella fase iniziale almeno il 25% del totale certificati si arriva ad un totale di 1,5 mln di visite per la sola PA, numero considerato minimo per la significatività statistica del campione ai fini un ottimale autoapprendimento del data mining, oltre che per la valenza sociale dei controlli. A queste si aggiungono un minimo di circa 1000000 di visite per il settore privato (valori pre-2013) per un totale di 2,5 milioni di visite.

NB: Questo calcolo di minima deriva dall’applicazione al settore pubblico dello stesso schema a percentuale in base ai certificati pervenuti applicato dall’INPS sul settore privato.

grafico Tabella 5

In realtà andrebbero considerati due aspetti:

a – Il settore privato ha regole diverse e caratteristiche diverse rispetto al pubblico: nel privato, i primi tre gg di malattia sono pagati dal datore di lavoro e gli eventi di malattia hanno una durata in media ben superiore a quelli del pubblico che si distingue per l’altissima percentuale di eventi di malattia breve. Si capisce, quindi, l’applicazione nel privato di un sistema di screening come il data mining, che non sarebbe invece applicabile nei certificati brevi del pubblico.

b – Nel settore pubblico le visite vengono richieste direttamente dagli uffici pubblici: secondo la legge Brunetta, giustamente applicata, le varie amministrazioni pubbliche devono richiedere la visita fiscale per i dipendenti che si assentano per malattia in prossimità del week end, la percentuale più rilevante delle assenze. Alle visite così richieste, ci risulta che le Regioni abbiano risposto in questi anni svolgendone solo una minima parte, circa 300.000 visite all’anno, generando quei difetti e limiti nel sistema che hanno portato ad una spesa per malattia nel settore pubblico del tutto fuori controllo. Visto che è auspicabile che questo meccanismo di richiesta di visite sia mantenuto invariato nel pubblico (il data mining in questo caso serve in una misura molto marginale mentre sarà fondamentale il sistema S.A.V.iO. che permette l’assegnazione delle visite, e in tempo reale, anche ad uffici chiusi come nei week end e nei festivi), il numero di eventi da andare a verificare aumenta giocoforza rispetto al numero stimato in precedenza di almeno 500.000 unità.

In sintesi, occorre una rapida correzione di marcia per quanto riguarda il settore privato e nuove linee guida per il settore pubblico: è arrivata l’ora della riforma della medicina fiscale.

Federica Ferraroni

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