Il precariato. Parte V

Dopo aver parlato di contratti a  tempo indeterminato e di tempo determinato, di rapporti di lavoro autonomi e subordinati, vediamo cosa si intende per lavoratore precario.

Chi sono i lavoratori precari?

I lavoratori precari sono, in generale, quei soggetti che vivono una generale condizione lavorativa di incertezza che si protrae, involontariamente, per molto tempo. Questa condizione può essere caratterizzata da mancanza di continuità del rapporto di lavoro e di certezza sul futuro o da mancanza di condizioni di lavoro adeguate su cui poter contare per la pianificazione della propria vita presente e futura. La risoluzione del Parlamento europeo contro la precarietà del 31 maggio 2018 afferma che “per lavoro precario si debba intendere un lavoro che deriva da un uso abusivo di contratti di lavoro temporanei” e, “per evitare il protrarsi per anni dell’utilizzo abusivo dei contratti a tempo determinato e delle violazioni dei diritti dei lavoratori “, segnala una serie di norme: tra queste con l’art. 13 si “invita la Commissione e gli Stati membri a garantire appieno la parità di retribuzione per lo stesso lavoro nello stesso luogo di lavoro”.

Cosa sono i contratti atipici?

Flessibilità lavorativa e precariato rappresentano l’espansione delle forme contrattuali atipiche.

Mobilità (o flessibilità lavorativa) e precariato non sono sinonimi.  La mobilità consente al lavoratore di investire su una professione o comunque costruire una propria carriera pur spostandosi da un settore all’altro anche all’interno di uno stesso ente e di accrescere il proprio valore professionale senza perdere i benefici maturati. Il precariato, invece, è caratterizzato da una serie di contratti a termine che non cumulano nel tempo vantaggi economici o professionali perché non consentono al lavoratore di progredire nel proprio cammino professionale: la loro funzione dunque non contribuisce alla facilità d’impiego ed alla professionalizzazione, ma sfocia in impieghi poco remunerati e poco professionalizzanti il percorso lavorativo.

Il precariato di Stato

Il precariato interessa uno spettro molto vario di fasce sociali e coinvolge una grande varietà di settori, come agricoltura, industria, artigianato, servizi, commercio,  pubblica amministrazione: in quest’ultimo caso si parla di precariato di Stato.

Il lavoratore subordinato a tempo determinato si può definire “precario”?

L’assunzione di un lavoratore subordinato a tempo determinato, con periodi assai lunghi (12-18 mesi) non rientra nel precariato in quanto si utilizza questa forma di inserimento in azienda conformemente ai suoi scopi (sostituzione maternità, introduzione di un ruolo a termine, commessa/progetto, startup, aumento o picco del carico lavorativo, necessità esecuzione attività a carattere straordinario-estemporaneo, figura particolarmente critica e quindi costosa, ecc.).

I lavoratori con contratti a tempo determinato non subordinato sono dei precari?

La reiterazione infinita di rinnovi a tempo determinato e/o brevissimi periodi (mesi, addirittura settimane o giorni)  è autentico precariato, oggetto di condanne europee quando attuato dalle pubbliche amministrazioni.

La stabilizzazione dei precari della Pubblica Amministrazione

Nell’ambito del pubblico impiego si sono succeduti diversi interventi legislativi finalizzati a favorire il superamento del precariato di Stato. L’ultimo in ordine di tempo è il Decreto Legislativo 25 Maggio 2017 n. 75, la Legge Madia, che al comma 1 dell’articolo 20 ha previsto la possibilità di stabilizzazione diretta per i soggetti che risultassero titolari di un rapporto a tempo determinato successivamente al 28 Agosto 2015, con una anzianità di servizio al 31 dicembre 2017 di almeno 3 anni negli ultimi 8 e che fossero stati reclutati a seguito di procedure concorsuali. La magistratura sta intervenendo con interpretazioni della legge per  ampliare ulteriormente il campo di attuazione della legge Madia: citiamo, a tal riguardo, la recente sentenza del TAR del Lazio del 18 febbraio 2019. Le amministrazioni pubbliche stanno applicando il comma 1 dell’art. 20 anche a personale dirigenziale e a personale arruolato con concorso pubblico solo per titoli (deliberazione del commissario Straordinario della regione Puglia DCS-335-2018 n. 966 del 7 settembre 2018). .

Successivamente il Ministero della Semplificazione e della Pubblica Amministrazione ha emanato le circolari n. 1 del 2018 e n. 3 del 2018 con le quali è stato chiarito, per esempio, che:

  • la stabilizzazione diretta prevista dal comma 1 non si applica al solo personale con contratto subordinato a tempo determinato ma che “resta confermato che il rinvio al servizio prestato alle dipendenze delle amministrazioni è da intendersi in senso ampio ovvero comprensivo delle diverse tipologie di contratto flessibile posto in essere dall’amministrazione e che non debba essere circoscritto alla sola tipologia del contratto subordinato a tempo determinato” (circolare 1/2018)
  • “per la scelta di procedura di reclutamento più idonea, non esiste una procedura o un modello di concorso standard valido per il reclutamento di qualunque professionalità. Nell’ambito degli strumenti previsti dalla legge e dai regolamenti, occorre di volta in volta modulare sia le procedure sia i modelli a cui ricorrere al fine di pervenire alle soluzioni più adatte in relazione alla figura professionale da scegliere.
    Tenuto conto delle metodologie di reclutamento previste dalla normativa vigente e in particolare dal D.P.R. n. 487 del 1994, il bando di concorso definisce innanzitutto, in relazione alla professionalità da reclutare, quale tipologia di concorso pubblico risulta più adatta tra: concorso pubblico per esami; concorso pubblico per titoli; concorso pubblico per titoli ed esami; corso-concorso; selezione mediante lo svolgimento di prove volte all’accertamento della professionalità richiesta” (circolare 3/2018).

Bibliografia:

  • D.lgs 75/2017, legge Madia
  • circolari del Ministero della Pubblica Amministrazione 3/2018 e 1/2018
  • Indagine conoscitiva sulle cause e le dimensioni del precariato nel mondo del lavoro della XI Commissione permanente della Camera dei Deputati, XV legislatura
  • Luca Salmieri, Coppie flessibili,  Società editrice il Mulino, Spa, 2009
  • Paola Potestio, Il vero nodo della precarietà, Lavoce.info, 18 febbraio 2008
  • Pietro Ichino, Contro il precariato un nuovo diritto del lavoro, pietroichino.it
  • Precariato, Biblioteca nazionale centrale di Firenze

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