Il ruolo dei medici esterni INPS

La figura del Medico Esterno Convenzionato INPS nasce nel 2009 a seguito della necessità dell’Istituto di supportare la massiccia mole di lavoro creatasi dopo l’assegnazione delle competenze di Invalidità Civile, fino a quel momento gestite dal Ministero del Tesoro.

A tale scopo fu emanato un apposito Bando Pubblico, con relativa compilazione di graduatoria per soli titoli, e vennero stipulati i singoli contratti con i Medici aventi diritto.

Nel 2010 è stato emanato un secondo bando (con effetto 2011) e nel 2012 vi è stata la conferma dei Medici già convenzionati, con contratto di durata sino al 31 dicembre 2012. Alla scadenza di questo contratto, lo stesso fu prorogato (anche se con alcune singolarità che verranno illustrate oltre) fino al 31 Maggio 2013.

Il 2 maggio 2013 veniva pubblicato sul sito INPS un nuovo bando di selezione pubblica mediante richiesta di disponibilità per il reclutamento di un contingente di 998 medici, per l’affidamento di incarichi assegnati dal 1° giugno 2013 al 31 maggio 2014. In questo bando veniva anche introdotta una nuova clausola, poi successivamente inserita nel relativo contratto del Luglio 2013, che prevedeva: “Al fine di assicurare piena trasparenza nell’attribuzione degli incarichi nonché l’opportuna rotazione nel conferimento degli stessi, i medici che risulteranno idonei alla selezione e che hanno già svolto un incarico presso una UOC/UOS territoriale dell’Istituto nel corso del 2012 o del corrente anno, non potranno essere destinati nella stessa UOC/UOS ove hanno già svolto la loro prestazione professionale.”.

Attualmente è in essere un nuovo contratto, ancora di durata annuale, in vigore dall’1 ottobre 2014, che scadrà il 30 settembre 2015: le norme di questo contratto ledono la dignità professionale dei medici incaricati e sono tali che, alla luce anche di richieste extracontrattuali,  il Presidente FNOMCeO ha scritto una formale protesta all’allora Direttore Generale dott. Mauro Nori, visto che violano palesemente persino le condizioni ordinistiche previste dal tariffario minimo.

 

ATTUALI COMPITI DEI MEDICI CONVENZIONATI ESTERNI INPS

In pratica, i compiti svolti attualmente dai Medici Esterni riguardano tutta l’attività Medico-Legale dell’INPS e sono perfettamente e completamente sovrapponibili alle mansioni dei Medici Strutturati assunti a tempo indeterminato.

Infatti, i Medici Esterni, operano in ambito assistenziale (invalidità civile), previdenziale (invalidità pensionabile, malattia tubercolare) e fiscale (accertamenti ambulatoriali per gli assenti a visita fiscale domiciliare, vidimazione certificati di malattia); partecipano, quali C.T.P., al contenzioso giudiziario; effettuano visite domiciliari sia in ambito di previdenza che di assistenza; partecipano alle Commissioni Invalidi Civili ASL (Commissioni Mediche Integrate) oltre che alle Commissioni Invalidi Civili nelle cosiddette “Sedi Pilota” (Avellino, Benevento, Caserta, Salerno, Venezia, Verona, San Donà di Piave e Trapani), cioè le sedi in cui non vengono più effettuate le visita di Prima Istanza da parte delle ASL, ma la totalità degli accertamenti è di competenza INPS. Dall’1 marzo 2015, è iniziata un’attività di tipo ordinario (non più straordinario, come l’attività INPS presso le Commissioni Invalidi Civili ASL): le revisioni (con  e senza beneficio) di Invalidità Civile e per la valutazione dell’handicap sono passate in capo ai centri medico legali INPS (fino ad ora espletate dai centri medico legali ASL)

Quanto sopra è stato ben delineato, ufficialmente, in un una risposta scritta ad interrogazioni parlamentaridi cui riportiamo schematicamente i passaggi salienti:

– adempimenti di cui all’articolo 20 del decreto-legge n. 78 del 2009 (accertamenti sanitari di invalidità civile, cecità civile, sordità civile, handicap e disabilità),

– di cui all’articolo 10, comma 4, del decreto-legge n. 78 del 2010 (verifiche straordinarie per il triennio 2010-2012 della permanenza dei requisiti sanitari nei confronti dei titolari di benefici economici di invalidità civile),

– all’articolo 38 del decreto-legge n. 98 del 2011 (accertamenti medico-legali in sede di contenzioso)

– all’articolo 1, comma 109, della legge n. 228 del 2012 (legge di stabilità per il 2013), piano straordinario di verifiche per il triennio 2013-2015,

degli accertamenti sanitari in materia previdenziale,

 – dall’1 marzo 2015, tutte le revisioni dell’Invalidità Civili e della legge 104 passano di competenza dall’ASL all’INPS: l’attività dei medici esterni diventa, perde definitivamente le caratteristiche della straordinarietà e diventa, a tutti gli effetti, di tipo ordinario.

 

 

ANOMALIE, DISCRASIE E INCONGRUENZE CONTRATTUALI

Veniamo ora a rappresentare le principali, ma non uniche, criticità connesse

all’inquadramento contrattuale dei Medici Esterni:

1- Nonostante il contratto stipulato tra l’INPS ed i Medici Esterni sia puramente un contratto libero-professionale a partita IVA, gli obblighi istituzionali richiesti dall’INPS integrano perfettamente tutti gli estremi del lavoro dipendente, poiché:

2- Vi sono numerosissime incompatibilità che, per loro natura ed entità -già da anni– de facto comportano per i Medici Convenzionati Esterni quasi una vera e propria “prestazione unica” (assurda l’inidoneità per coloro che hanno prestato opera presso Patronati fino a 3 anni prima della stipula del contratto).

3- Vi è obbligo di timbratura oraria con relativo badge per l’attività svolta presso le sedi INPS e sistema “paperless” per quella esterna.

4- La programmazione dei compiti e degli impegni per ciascun medico è effettuata dai Responsabili UOC/UOS; a tali attività il Medico stesso si deve attenere, indipendentemente dalla propria disponibilità materiale. Nel contratto attualmente in vigore, è richiesta l’effettuazione di 1200 ore annui (da notare il calo del compenso orario al di sotto del minimo ordinistico, da 39 a 25 euro all’ora, e l’aumento del monte ore settimanale, da 20 a 25) con la liceità di potersi assentarsi per un massimo di 4 settimane (per malattia e/o ferie)

CARATTERISTICHE CONTRATTUALI DEI MEDICI ESTERNI INPS

Come già accennato in precedenza, tutti i contratti stipulati tra Medici Convenzionati Esterni ed INPS sono di pura natura libero-professionale, per cui il contraente deve prestare la propria opera:

– senza nessuna indennità malattia/maternità;

– senza nessuna copertura infortunio;

– senza nessun riconoscimento di ferie e/o festività;

– senza nessun rimborso spese per missioni;

– senza nessun contributo previdenziale.

 

 

CONCLUSIONI

Come sopra illustrato, dunque, si ribadisce che i 1191 Medici Esterni svolgono in pieno tutte le attività di qualsiasi altro Medico Strutturato INPS, anche se con trattamento economico, infortunistico, sociale e previdenziale del tutto iniquo e troppo diverso dalle condizioni dei circa 500 medici interni.

L’INPS considera i contratti con i Medici Esterni una sorta di emergenza che ormai dura da ben 6 anni: a fronte di un numero di Medici Strutturati che si aggira intorno alle 500 unità (l’ultimo bando di assunzione risale al 1989), i Medici Convenzionati Esterni attualmente in servizio sono 1191. Dunque, è proprio la categoria dei Medici Esterni, che permette all’INPS un regolare svolgimento di tutta l’attività Medico-Legale che le compete. Ad avvalorare quanto appena affermato, basti osservare che, in data 2 giugno 2014 (scaduto il contratto 2013/2014) ai Direttori Regionali è pervenuta una missiva in cui veniva richiesta la segnalazione di “eventuali criticità” delle varie Sedi in modo da programmare (per le Sedi segnalate) un rientro dei Medici Esterni. La Direzione Inps ha ben presto realizzato che le “criticità” riguardassero tutto il Territorio Nazionale per cui, con la già citata Delibera n. 103 del 20.6.2014, è stato disposto il rientro, per tutti Medici di tutte le Sedi, indifferentemente dalle previste segnalazioni.

A questo punto, crediamo che sia chiaro e ben comprensibile che, in una siffatta condizione di totale diversità operativa, precarietà, assenza di tutela, svilimento professionale e morale, nessun individuo potrebbe essere in grado di portare avanti – con la dovuta serenità ed al massimo delle proprie capacità – una attività così delicata, in quanto rivolta a tutelare i diritti dei cittadini più deboli e bisognosi, come quella di cui sono incaricati Medici Esterni INPS.

 

Ben consapevoli che non sarebbe possibile ottenere, sic et simpliciter, una “sanatoria” della posizione attuale dei Medici Esterni attraverso una vera e propria assunzione, per garantire una maggiore stabilità e – di conseguenza – una migliore prestazione lavorativa, nonché, in tutta coscienza, anche per un atto di equità, si propone:

– di garantire una corretta e congrua formazione dei medici che accedono a questi delicati compiti,

– di privilegiare i medici in età lavorativa rispetto ai medici già pensionati,

– di valutare adeguatamente l’esperienza dei medici che hanno già svolto questa attività,

– che nel futuro, diversamente da come è stato fino ad ora, si eviti stipule di contratti di durata annuale il cui unico reale effetto (oltre quello di essere professionalmente mortificanti e svilenti per i Medici che li sottoscrivono) è quello di frammentare e rallentare il servizio all’utenza.

– l’applicazione ai Medici Esterni INPS dei criteri di tipologie contrattuali già in vigore presso analoghe Amministrazioni Pubbliche (come, per esempio, quelli degli Specialisti Ambulatoriali INAIL) e che prevedano, (oltre ad un adeguato compenso orario) contributi previdenziali, indennità malattia/maternità, copertura infortunio, riconoscimento ferie e festività, rimborso spese per missioni, e collaborazione a tempo indeterminato.

 

 

 Tabella riassuntiva 

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Contratto dei Medici Esterni: contratto libero-professionale a partita IVA (assenza di: indennità malattia/maternità, copertura infortunio, ferie e/o festività, rimborso spese per missioni, contributi previdenziali).

Compiti svolti: i Medici Esterni si occupano di tutta l’attività Medico-Legale dell’INPS (da non confondere con l’attività dei Medici Fiscali, di tutt’altra pertinenza):

– ambito assistenziale (invalidità civile);

– previdenziale (invalidità pensionabile, malattia tubercolare);

– fiscale (accertamenti ambulatoriali per gli assenti a visita fiscale domiciliare, vidimazione  certificati di malattia);

– contenzioso giudiziario;

– visite domiciliari sia in ambito di previdenza che di assistenza;

– presenza alle Commissioni Invalidi Civili ASL (Commissioni Mediche Integrate);

– effettuazione delle Commissioni Invalidi Civili nelle “Sedi Pilota”(sedi in cui le visita di Prima Istanza sono competenza INPS).

 

Modalità di svolgimento dell’attività lavorativa:

– La programmazione dei compiti e degli impegni per ciascun medico è effettuata dai Responsabili UOC/UOS in assenza di autonomia del sanitario circa gli orari di lavoro e circa l’attività da svolgere;

– Obbligo di timbratura oraria con relativo badge per l’attività svolta presso le sedi INPS e sistema “paperless” per quella esterna.

Profilo costi/benefici: come si evince dalla risposta all’ interrogazione 5-02416 Lenzi alla XII COMMISSIONE PERMANENTE (Affari sociali) circa “Dati relativi agli accertamenti compiuti dall’INPS dal 2008 ad oggi sui titolari di benefici economici di invalidità civile e di disabilità”:

– spesa sostenuta dall’INPS dal 2010 al 2013 per l’impiego di risorse esterne (Medici Convenzionati, Medici Rappresentanti di Categoria e Operatori Sociali): € 101.289.627,73.

– risparmio di spesa per il periodo 2010-2013 (da revoche e da ricostituzioni di prestazioni, di precipua pertinenza di soli Medici Esterni e non dei Rappresentanti di Categoria e degli Operatori Sociali): € 352.727.000.

– risparmio al netto dei costi: 251.437.372,27.

 

 

Conclusioni:

– Valutazione dei titoli: reale priorità alle specializzazioni di interesse istituzionale INPS; prevalenza dell’anzianità maturata presso la medesima P.A.

– Applicazione ai Medici Esterni INPS di tipologie contrattuali già in vigore presso analoghe P.A., con specifiche da concordare, che prevedano: contributi previdenziali, indennità malattia/maternità, copertura infortunio, riconoscimento ferie e festività, rimborso spese per missioni e collaborazione a tempo indeterminato o comunque contratto di durata non inferiore a 3 anni.

– Retribuzione oraria pari a quella prevista dall’accordo collettivo nazionale ai sensi dell’art. 48 della legge n. 833/78 e dell’art.8 del DL n. 502 del 1992 e succ. mod. e integrazioni.

 

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Bibliografia:

1- http://www.inps.it/portale/default.aspx?sID=%3b0%3b7307%3b&lastMenu=7307&iMenu=1&itemDir=831

2- http://banchedati.camera.it/sindacatoispettivo_17/showXhtml.Asp?idAtto=1581&stile=7&highLight=1&paroleContenute

3- Legge n. 190 del 2012 recante “Disposizioni per la prevenzione e la repressione della corruzione e dell’illegalità nella Pubblica Amministrazione”

4- Comunicazione FNOMCeO 74 del 12/9/2014 e 85  del 9/10/2014

5- Comunicazione INPS del 7/10/2014

6- http://www.sumaiweb.it/f/40/xhtml/5966