Il sistema dei test di Medicina è da rivedere

«Il sistema dei test è da rivedere» Modello

francese per Medicina

Il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini: fuori chi non supera lo sbarramento alla fine del primo anno. E sui tagli: non sono negoziabili, il governo non può ritrattare

di Orsola Riva

Non c’è pace per il test di Medicina. Dopo lo psicodramma del bonus maturità l’anno scorso e la pessima performance dei ragazzi alla prova anticipata di aprile quest’anno, ora spunta l’ipotesi che in futuro il sistema vada completamente rivisto. A dirlo non sono le organizzazioni degli studenti ma – a sorpresa – il ministro dell’Istruzione Stefania Giannini davanti alla platea degli studenti dell’Università di Foggia. «Voglio essere chiara – spiega il ministro di ritorno a Roma -. La programmazione a Medicina, cioè il bilanciamento tra fabbisogno di camici bianchi e numero di laureati, è sacrosanta. Ma non è detto che il sistema dei test a risposta multipla sia il migliore. Penso al modello francese che prevede un primo anno aperto a tutti con sbarramento finale: se passi gli esami ti iscrivi al secondo anno, altrimenti sei fuori. Non è che così passare diventi più facile. Semplicemente si spalma la valutazione dalla prova di un singolo giorno ai risultati di un anno intero di studio».