Il verbale dell’incontro del 3 luglio al tavolo della medicina fiscale

Resoconto riunione del 3 luglio 2019

Convenzione Inps – medici fiscali

Polo visite mediche di controllo

Per Inps sono presenti:

Maria Grazia Sampietro, Direttore centrale Ammortizzatori sociali (DCAS)

Riccardo Boscarino, dirigente DCAS

Tiziana Rufo, funzionario di elevata professionalità DCAS

Daniela Ripa, funzionario responsabile di team DCAS

Per le Organizzazioni sindacali sono presenti:

ANMEFI
ANMI – FEMEPA
CGIL – FP
CISL – MEDICI
FIMMG
SINMEVICO
SMI
SNAMI
SUMAI
SIMET

SVOLGIMENTO DEI LAVORI

Il Direttore centrale introduce i lavori comunicando alle OO.SS. presenti che l’Istituto ha ricevuto tre bozze di convenzione (due da CGIL e una congiuntamente da ANMEFI, CISL – MEDICI, FIMMG, SMI, SNAMI e SUMAI) e una comunicazione da parte di SINMEVICO contenente alcune considerazioni per la stipula dell’accordo.

Rappresenta che la riserva espressa da CGIL, FIMMG e SINMEVICO, in occasione della sottoscrizione dell’Accordo sulla rappresentatività, in merito alla quale l’Istituto ha fornito tutti gli elementi ritenuti utili a dirimere la questione (nota prot. INPS.0005.25/06/2019.0058976), è stata ritirata dalla sola CGIL. Inoltre, ribadisce che non rientra nelle competenze dell’Istituto la pubblicazione della rettifica in Gazzetta Ufficiale del titolo del decreto 2 agosto 2017 di approvazione dell’Atto di indirizzo, ma che l’Istituto si farò parte attiva perché la modifica venga pubblicata.

Il Direttore, in accordo con le OO.SS., inizia l’analisi sommaria della bozza dell’intersindacale che prende come modello l’ACN per la disciplina dei rapporti con gli specialisti ambulatoriali, chiarendo che tale analisi sommaria non comporta accoglimento di tutte le proposte formulate, ma ha lo scopo di rendere note le richieste che l’Istituto non può allo accogliere e quelle sulle quali invita i Sindacati ad una riflessione

Il direttore assicura che, in linea generale, l’Istituto non ha preclusioni a prendere in considerazione tutte le proposte avanzate. Al riguardo, la CGIL comunica che, tra le due bozze da lei proposte,quella assimilabile al citato ACN sia da ritenere prioritaria.

In primo luogo, il Direttore evidenzia che nella proposta dell’intersindacale manca la parte relativa ai compensi, da considerare fondamentale e pregiudiziale per poter procedere alla valutazione (e alla stima dei costi) delle maggiori tutele richieste. La FIMMG, a nome anche delle altre Sigle sindacali, chiarisce che prima di avanzare una proposta sui compensi sarebbe importante definire le risorse economiche sulle quali poter contare e il numero di medici coinvolti in termini di FTE, nonché ricevere dall’Istituto indicazioni su come formulare la struttura dei compensi stessi (quindi se a ore o a visita).

La CGIL pone la questione se sia opportuno sottoscrivere un accordo simile all’ACN citato o non sia invece preferibile aderire completamente allo stesso. Le altre Sigle affermano che le specificità dei medici fiscali non consentono di adeguarsi perfettamente all’ACN della specialistica ambulatoriale ma richiedono adattamenti.

SINMEVICO ripropone quanto indicato nella nota presentata ad Inps circa la possibilità di lasciare aperta la doppia opzione per i medici in merito all’accordo che si deve stipulare, soprattutto considerando le incompatibilità presenti nell’ACN che di fatto impedirebbero a molti medici di continuare svolgere una seconda attività. Nella sostanza i medici dovrebbero poter scegliere se aderire alla nuova convenzione oppure chiedere l’applicazione del regime oggi vigente.

Anche la CGIL osserva che molti medici ed, in particolare, quelli che, per necessità proprie, optano per una sola fascia auspicano minori vincoli da parte dell’Inps per poter svolgere altre attività professionali. SUMAI pone l’attenzione sul fatto che maggiori incompatibilità rischiano di frenarel’ingresso dei medici più giovani che, trovandosi all’inizio della loro carriera, debbono necessariamente avviare più percorsi professionali e ritiene che si debba tener conto di un margine di tempo congruo per rinunciare ad altri incarichi incompatibili una volta intrapreso quello di medico fiscale.

Il direttore centrale precisa che la questione delle incompatibilità è fondamentale perché la disciplina di maggiori delle incompatibilità è fortemente connessa alle maggiori tutele che l’istituto è disposto ad accordare in logica di fidelizzazione e stabilizzazione dei medici fiscali.

Il direttore centrale si sofferma sugli elementi per i quali non ci sono preclusioni, salvo rivedere alcune formulazioni, dando, altresì, evidenza di quelli che l’Istituto, nella attuale formulazione, non può considerare accoglibili. Chiede, inoltre, precisazioni circa alcune espressioni utilizzate.

In particolare, il direttore evidenzia quanto segue:

art. 2 – l’attività dei medici fiscali può essere definita convenzionale a tempo indeterminato ma i termini di coordinata e continuativa possono essere omessi perché rischiano di essere equivocati con altri istituti giuridici;

art. 3 – la proposta relativa alla costituzione di Commissioni provinciali può essere presa in considerazione ed accolta tenuto conto della presenza solo a livello provinciale e non regionale di rappresentanti della OMCeO – ma debbono necessariamente essere rivisti i poteri delle stesse in considerazione del fatto che si tratta di organi consultivi. Le Commissioni, infatti, non potranno pronunciare pareri insindacabili”, vale a dire vincolanti, ma solo obbligatori e, comunque, non potranno emettere provvedimenti che rimangono una prerogativa dei Direttori provinciali. Inoltre, vaprecisato che, in caso di parità, è dirimente il voto del Direttore generale, per la Commissione centrale, e quello del Direttore provinciale, per quella territoriale;

art. 4 – non possono essere previsti accordi decentrati, pur riconoscendo l’esistenza di specifiche esigenze connesse alle peculiarità dei diversi territori da valutare sempre nell’ambito di un’attività di coordinamento nazionale (comma 14); l’Inps rende noto il valore annuale dei contributi associativi, non anche quello mensile (comma 17);

art. 5 – occorre rivedere le ore annue per ogni iscritto di disponibilità per attività sindacale che nell’ultima bozza di proposta Inps condivisa con le OO.SS. risulta pari a 3 (tre) (comma 1); non è, inoltre, configurabile un rimborso delle spese, che non è previsto neanche per i dipendenti della P.A.;

art. 7 – non è possibile parlare di Sedi sub provinciali di appartenenza – considerato che la normativa inerente ai medici di lista chiarisce senza alcun dubbio che le liste medesime sono definite a livello provinciale (art. 4 del DM 18.04.1996); occorre rivedere le modalità di inserimento in graduatoria per i nuovi medici così come delineate al comma 8,al fine di non pregiudicare la posizione dei professionisti già presenti (comma 8) e, comunque,l’inserimento nelle liste di nuovi medici va previstosolo a fronte di manifestate nuove esigenze da parte dell’Inps;

art. 9 – non è possibile definire un monte ore con riguardo alle esigenze di medici da parte dell’Istituto; occorre precisare che può essere riconosciuta ai medici con incarico a tempo indeterminato una precedenza e non anche l’esclusività – nel conferimento degli incarichi vacanti; va cassato/modificato il comma 4 relativo alla conservazione degli incarichi ai medici per motivi di studio o gravi necessità più dettagliatamente esposto all’art. 17;

art. 11 – eccezionalmente, per particolari esigenze, anche i medici esterni in convenzione che collaborano con l’Istituto alle attività di gestione della malattia possono ricevere incarichi per singolevisite mediche domiciliari con procedura d’urgenza; l’assegnazione delle visite ai medici di ruolo non necessita di ordine di servizio;

art. 12 – gli accertamenti medico legali domiciliari possono essere effettuati nei confronti dei lavoratori assenti per malattia (non necessariamente con rapporto di lavoro subordinato – comma 2);

art. 13 – l’attività di medico fiscale non è compatibile con la sussistenza di un rapporto di lavoro a tempo indeterminato ma anche determinato presso datore di lavoro pubblico o privato (comma 1); nei casi di omissione di comunicazione ad Inps di situazioni di incompatibilità, il Direttore provinciale può sospendere d’urgenza il medico e sottoporre al parere obbligatorio non vincolante della Commissione territorialmente competente il provvedimento di decadenza (comma 7);

art. 14 – il Direttore provinciale può adottare provvedimenti sospensivi d’urgenza per motivi disciplinari, da sottoporre con la massima tempestività al parere della Commissione territorialmente competente (comma 1);

art. 15 – i provvedimenti nei confronti dei medici sono emanati dal Direttore provinciale sentito il parere obbligatorio non vincolante della Commissione territorialmente competente: nessun provvedimento di decadenza può essere emesso dalle Commissioni;

art. 16 – occorre rivedere le giornate di permesso annuale retribuito;

art. 17 – il periodo di sospensione per malattia non può superare i 18 (diciotto) mesi anche non continuativi negli ultimi 36 (trentasei) mesi; è necessario definire la disciplina della contribuzione ENPAM (commi 6 e 7);

art. 18 – il periodo di sospensione massimo per motivi di studio o personali non può superare i 6 (sei) mesi nell’arco del triennio e, per i medici con incarico temporaneo semestrale, non può superare i 15 giorni per la durata dell’intero rapporto di collaborazione;

art. 19 – occorre specificare che il medico ha la facoltà di frequentare corsi di formazione liberamente scelti, purché autorizzati dal Coordinamento generale medico legale;

art. 20 – il numero di visite garantite al medico deve essere coordinato con la strutture dei compensi ancora da valutare;

artt. 22 – 23 – 24 – l’Istituto non ha preclusioni a riconoscere le tutele in argomento ma è necessario definirle nell’ambito di una valutazione complessiva nella quale vanno considerati anche i compensi erogati ai medici, tenuto conto della disponibilità di budget previsto per legge; ad ogni modo, riguardo alle coperture assicurative di cui al comma 6 dell’art. 24, l’unica soluzione percorribile appare quella di uncontributo annuale per il medico, da gestire autonomamente.

Il direttore impegna i sindacati ad approfondire ulteriormente la questione del versamento alla cassa ENPAM sia con riferimento al fondo da utilizzare e sia, conseguentemente, all’aliquota da applicare(art. 25).

Quanto alla struttura del compenso il direttore, a richiesta delle organizzazioni sindacali, precisa che non vi sono preclusioni a riconoscere, in conformità all’atto di indirizzo, un compenso ad ore (con garanzia dello svolgimento di un numero di visite), maggiorato per ogni visita svolta. E’ evidente che tale struttura del compenso deve essere tale da incentivare il medico allo svolgimento di visite.

Appare, infine, necessario prevedere la definizione di una fase transitoria, in sede di prima attuazione.  Considerato che si profila una radicale revisione del rapporto tra Inps e medici convenzionati, occorreranno profonde reingegnerizzazioni di diverse procedura informatiche e, pertanto, la decorrenza della nuova regolamentazione dei nuovi compensi deve essere spostata in avanti, rispetto alla sottoscrizione dell’ACN.

L’incontro si conclude con la lettura del verbale per la firma dell’Accordo sulla rappresentatività da parte di SIMET, assente alla precedente riunione del 19 giugno u.s.

SINMEVICO chiede che venga allegata al verbale una dichiarazione che viene consegnata all’Istituto al termine dell’incontro nella quale chiarisce la propria posizione su alcuni aspetti fondamentali della Convenzione che dovrà essere stipulata.

L’Istituto rimane in attesa di ricevere dall’Intersindacale una nuova bozza di convenzione,completa anche della parte relativa ai compensi, che tenga conto delle osservazioni fatte nel corso dell’incontro del 3 luglio 2019. Tale nuova bozza sarà oggetto di discussione nell’incontro che resta programmato per il 23 luglio 2019.