IN MEZZO AL GUADO

 

 

 

Il settore della medicina fiscale è in sofferenza  da oltre un anno e gli sforzi encomiabili fin qui effettuati, condotti soprattutto con un approccio basato prioritariamente sulla proposta di emendamenti specifici ma non incardinati in uno schema omogeneo, non hanno avuto successo. Si consideri come l’unico successo raggiunto (il decreto blocca liste) sia un passaggio sì importante, ma non risolutivo, rappresentando, di fatto, un risultato tattico parziale.

Da alcune settimane si è aggiunta un’altra criticità: dopo i medici fiscali, il disagio ha colpito i circa mille medici esterni impegnati nelle Commissioni di accertamento Invalidità Civile, la cui collaborazione con l’Ente e’ regolata da un contratto annuale scaduto il 31 maggio scorso. Inizialmente l’Ente ha  lasciato andare a esaurimento il contratto in essere preannunciando un nuovo bando dopo una finestra estiva di alcuni mesi. In seguito, pressata dalla situazione di emergenza e di malcontento che tale decisione aveva creato, l’INPS ha rinnovato il contratto in essere fino al 30 settembre in attesa della formazione delle nuove graduatorie regolate da un nuovo bando i cui termini di iscrizione sono scaduti il 7 agosto scorso.

Le situazioni dei medici fiscali e quella dei consulenti esterni sono diverse e hanno caratteristiche distinte ma meritano un’attenta analisi.

Si tratta di due settori in cui vige la precarizzazione più assoluta (non si sa quale dei due lo sia di più) pur essendo entrambi necessari per le strategie dell’Ente.

Della medicina fiscale abbiamo già parlato ampiamente tante volte: per una posizione ufficiale in merito si veda  il documento finale dell’indagine conoscitiva della XII Commissione Parlamentare.

Per quanto riguarda invece l’attività dei consulenti esterni, si è visto che. senza il loro apporto, entrambi i prodotti INPS, quello assistenziale e quello previdenziale, non possono essere portati avanti in maniera fruttuosa.

Inoltre, l’attività degli stessi medici dipendenti è legata a corda doppia con quella dei medici esterni: e questo è un discorso complesso che meriterebbe un approfondimento congruo. Basti pensare che dopo anni di mancato turn over l’organico dei medici interni è assai ridotto  tanto che  in alcune sedi l’operatività è esclusivamente affidata proprio ai soli medici esterni. A fronte di ciò  il nuovo bando e’ nettamente peggiorativo rispetto al precedente, con un monte orario che è  aumentato e un compenso orario che è diminuito tanto da apparire al di sotto dei minimi ordinistici.

La somma di queste diverse criticità’  configura una situazione di emergenza: per questo si rende necessario  chiedere con urgenza l’incontro (da mesi tanto atteso e tanto richiesto da tutti i medici dei tre settori INPS) tra tutte le rappresentanze sindacali  dei medici INPS, con l’intento di formulare una comune ricognizione dei problemi e delle soluzioni da portare all’attenzione della dirigenza dell’Ente.

La sofferenza di migliaia di colleghi “fiscali” si somma adesso a quella dei consulenti esterni e merita risposte adeguate, in grado di  dare conto delle strategie imprenditoriali dell’azienda INPS, così imperscrutabili e, almeno all’apparenza, contraddittorie.

L’appello lanciato da questa rivista nei giorni scorsi mantiene la sua importanza e riveste sempre di più i caratteri dell’emergenza: le nostre rappresentanze sindacali hanno il dovere (non solo nei confronti dei propri iscritti, ma di tutta la classe medica) di sedersi intorno ad un tavolo e dialogare, nell’ottica di contrastare con risposte unitarie  il progressivo smantellamento e la devalorizzazione del comparto medico INPS.

Sarebbe una sciagura se  noi medici, tanto razionali, logici e capaci di tenere a bada la nostra emotività  nella nostra professione, ci lasciassimo prendere dalle emozioni facendoci del male da soli per manifesta incapacità di presentarci come categoria unita nelle diverse vertenze che ci coinvolgono.

Ecco così che nel passato  è stato possibile colpire prima gli universitari, trasformando i professori ordinari in una specie in via estinzione,  e successivamente gli ospedalieri che ormai si accontentano di contratti libero professionali a 2000 euro lordi al mese (che salgono a 2500 per chi è’ specialista da più di tre anni). Dei medici INPS abbiamo parlato ampiamente: resta solo da stabilire quale sarà il prossimo gruppo di medici (forse i medici di famiglia?) ad essere colpito nella sostanziale indifferenza del resto dei Colleghi.

L’evidenza di questi mesi dimostra molto chiaramente, invece, che solo uniti si può ottenere qualcosa e che, restando al nostro ambito, solo un’azione condotta collegialmente da tutti i medici INPS sulla base di una visione globale dell’assetto di tutto il comparto può ottenere l’attenzione dell’Ente che fin qui ha avuto buon gioco a confrontarsi con rappresentanze più’ o meno significative, ma comunque minoritarie e divise.

Per essere più chiari provate solo a pensare per un attimo cosa si potrebbe ottenere con uno sciopero generale di tutto il comparto medico INPS…

Fino ad oggi, le nostre rappresentanze sindacali si sono concentrate su aspetti marginali e senza una visione d’insieme univoca: come medici proviamo per una volta a volare alto.

L’incontro che avrebbe dovuto tenersi il 29 luglio aveva lo scopo di mettere le basi per un dialogo costruttivo, mirato a formulare proposte unitarie sui tre diversi settori, in modo tale da dare finalmente al mondo politico degli input chiari e non contraddittori, come invece è stato fatto finora.

Occorre rilanciare l’iniziativa prima che del comparto medico INPS restino solo macerie: abbiamo capito che o la categoria dei medici INPS si salva tutta insieme e tutta intera o non si salva del tutto?

Su questa domanda si gioca il nostro futuro professionale.

Sollecitiamo tutti i Colleghi che ci leggono a rivolgerla alle proprie rappresentanze per chieder loro, a gran voce, che si decidano una buona volta (e anche in fretta, a questo punto) ad aprirsi a quel confronto che finora è stato così difficile anche solo iniziare.

 

Giuseppe Battaglia

Federica Ferraroni

Marcella Magnino

Guglielmo Sergi

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