Una mail inaspettata

I dipendenti INPS hanno letto questa mattina la mail del Direttore Generale Massimo Angelo Cioffi (inviata alle 19 del 17 febbraio) con cui il DG stesso annunciava la volontà  di autosospendersi temporaneamente dal proprio incarico in attesa che si chiariscano le vicende giudiziarie che lo coinvolgono, come per’altro comunicato in una precedente nota INPS  già pubblicata su questa rivista e che spiega i motivi che lo hanno portato a questa decisione.

Si tratta  una mail “insolita”, visto che mai nessun dirigente INPS aveva mai fatto una cosa del genere nè tantomeno sentito la necessità di spiegare e comunicare un evento di tal portata a tutta la “squadra”, compresi  i medici esterni, che pure formalmente dipendenti non sono; ed anche questo non è privo di importanza.

Una mail apprezzata dai più, se non altro per la correttezza dei modi e per la novità di una comunicazione diretta, rivolta a tutti quelli che lavorano per questo Ente e che credono in quello che fanno ogni giorno, al servizio di milioni di Italiani. Un gesto di rispetto non scontato.

A questa mail hanno fatto seguito quelle dei sindacati aziendali che dicono da un anno a questa parte le stesse cose e che attaccano la nuova Dirigenza, rea di aver ricevuto l’incarico non secondo la consueta procedure di placet sindacale. Sindacati aziendali che, per esempio, non si sono mai occupati dello stato di precariato in cui versano i 1250 medici fiscali e i circa 1000 medici esterni, che pure svolgono da anni un’attività coordinata e continuativa. Sindacati aziendali che, viceversa, sono attivissimi nel difendere i privilegi, piccoli e grandi, dei loro iscritti e nel mantenere lo status quo.

Quello che i medici INPS (almeno quelli precari, che sono circa l’80%) possono dire è un’attenzione e una disponibilità al dialogo che mai era stata vista nelle precedenti dirigenze, alla ricerca di una soluzione condivisa ad una serie di problematiche ereditate dal passato ed estremamente complesse: l’auspicio è che non rallenti nelle prossime settimane il difficile cammino intrapreso, volto alla risoluzione dei tanti problemi presenti.

In questi anni abbiamo già assistito troppe volte a processi mediatici e sappiamo bene tutti che l’informazione è cosa diversa dal discredito.

Restiamo, quindi, in attesa che la magistratura termini il proprio lavoro, prima di emettere giudizi di qualunque tipo.

 

Federica Ferraroni