INPS: firmato l’accordo sulla sicurezza

 

 

Dopo diversi incontri si è finalmente arrivati alla definizione dell’accordo in materia di regolamentazione delle misure per il contrasto e il contenimento della diffusione del virus covid-19 negli ambienti di lavoro dell’Inps nella cosiddetta “fase 2”.

E’ utile fare alcune necessarie precisazioni: l’accordo contiene una serie di indicazioni minime inderogabili di cui dovrà tenersi necessariamente conto in sede di contrattazione decentrata. Sarà, dunque, necessario attivare i successivi livelli della contrattazione dell’Istituto, per dargli ulteriore sostanza e adeguarne i contenuti alle specificità organizzative e logistiche delle singole Sedi.Dopo diversi anni, ritorna la contrattazione di sede, come prevede il CCNL, per restituire un ruolo essenziale alle RSU, che, unitamente alle Federazioni territoriali delle organizzazioni sindacali, potranno contrattare le misure di sicurezza della sede.

L’accordo non è un “via libera” alla riapertura delle Sedi, nonostante le paure alimentate ad arte sui social da altri. A tal proposito, abbiamo chiesto e ottenuto che fossero inserite nell’accordo diverse indicazioni in tal senso: viene, anzitutto, ribadito che il lavoro agile resta la modalità ordinaria di lavoro nell’Istituto; in secondo luogo si prevede l’avvio di un tavolo di monitoraggio, a livello nazionale, per monitorarne e aggiornarne il contenuto e, entro il 30 giugno, si procederà a una verifica congiunta dello stato di applicazione, al fine di operare eventuali interventi correttivi e/o integrativi che si dovessero rendere necessari.

Ciò che però riteniamo davvero fondamentale è l’inserimento, su nostra richiesta, della previsione che il rapporto con l’utenza avvenga ordinariamente da remoto, anche avvalendosi delle piattaforme tecnologiche già in uso in Inps. A tal fine, l’Inps si impegna ad avviare una massiccia campagna di informazione verso la cittadinanza, attraverso il sito internet e i social. Questo nuovo e moderno modo di rapportarsi con l’utenza potrà far fare un salto in avanti all’Istituto e potrà divenire strutturale, anche dopo la fine dell’attuale emergenza; siamo soddisfatti che la sfida da noi lanciata sia stata raccolta dall’Amministrazione e non comprendiamo il motivo per cui altre sigle hanno addirittura chiesto di espungere questa previsione.

Venendo al contenuto dell’accordo, sono previste specifiche disposizioni per l’ambito medico-legale, per quello legale ed i funzionari INV/CIV, nonché per gli ispettori di vigilanza. Tra le misure organizzative, vi sono previsioni relative a: necessità di avere una sola persona per ogni ambiente di lavoro; distribuzione dei DPI al personale; collocazione di dispenser di gel disinfettante; eliminazione di telefoni condivisi per le chiamate verso i cellulari, con abilitazione di dette chiamate delle postazioni che operano verso l’esterno. Si prevede inoltre, l’esclusione dall’attività in presenza per alcune categorie di lavoratori: portatori di patologie cronico degenerative o con multi-morbilità ovvero con stati di immunodepressione congenita o acquisita ovvero di dipendenti che convivano con persone portatrici delle suddette patologie; di quelli sui quali grava la cura e l’assistenza dei figli, sino alla riapertura dei servizi educativi per l’infanzia ed alla riattivazione delle attività didattiche in presenza per le scuole di ogni ordine e grado; del personale con età superiore a 60 anni.

Per quanto ci riguarda, il prossimo passo sarà, ora, l’avvio di una sessione negoziale sulla regolamentazione dello smart-working. Anche su questo, ci auguriamo che l’Amministrazione intenda cogliere l’opportunità che l’emergenza sta offrendo. Noi siamo pronti.

 

Roma, 4 giugno 2020

 

FP CGIL

Matteo Ariano

Antonella Trevisani

CISL FP

Paolo

Scilinguo

CONFINTESA/

FP

Francesco Viola

Catia Pini

CONFSAL-UNSA

Piergiuseppe Ciaraldi

Sergio Peppetti

 

 

Ecco il testo dell’accordo sul protocollo sicurezza.

protocollo sicurezza inps