Interrogazione LENZI

Al Ministro per la semplificazione e la pubblica amministrazione.

Per sapere – premesso che:

   l’Inps ha pubblicato in data 16 novembre 2015 un «Avviso di selezione pubblica, mediante richiesta di disponibilità, per il reperimento di un contingente di 900 medici, prioritariamente specialisti in medicina legale e/o in altre branche di interesse istituzionale, cui conferire incarichi professionali a tempo determinato finalizzati ad assicurare l’espletamento degli adempimenti medico legali delle UOC/UOS centrali e territoriali» al fine di rinnovare gli incarichi ai medici convenzionati esterni;

   è dal 2009 che l’Inps procede a questi bandi per l’individuazione di medici a cui affidare incarichi liberi professionali con le stesse mansioni di medici interni; a questi bandi hanno sempre potuto partecipare anche i medici in lista Inps, cosiddetti medici fiscali, a maggior ragione dopo la drastica riduzione delle risorse e delle visite fiscali;

   nel bando sono previste una lunga serie di incompatibilità che sarebbero comprensibili, forse, a fronte di un’assunzione stabile piuttosto che un incarico precario annuale, e in particolare: «Saranno escluse le domande di coloro che, già appartenenti ai ruoli di amministrazioni pubbliche e collocati in quiescenza, abbiano svolto, nel corso dell’ultimo anno di servizio, funzioni e attività medico-legali in ambito previdenziale e/o assistenziale con un rapporto di lavoro a tempo indeterminato»;

   inoltre: «Sono tuttavia incompatibili con l’assunzione dell’incarico, i medici che si trovino, al momento della sottoscrizione del contratto, in una delle seguenti situazioni: esercitino l’attività di medico di medicina generale o di medico pediatra convenzionato con il servizio sanitario nazionale presso il territorio ove si dovrebbe svolgere l’incarico; esercitino un incarico analogo a quello oggetto della selezione presso commissioni mediche in ambito previdenziale e/o assistenziale anche se in qualità di rappresentante di associazione di categoria, indipendentemente dall’ambito territoriale; effettuino consulenze tecniche di parte, sia con riferimento ad incarichi in corso di espletamento all’atto della sottoscrizione del contratto che con riferimento ad incarichi da conferirsi, per conto e nell’interesse di privati, attinenti all’attività dell’Inps ovvero consulenze tecniche d’ufficio nei procedimenti giudiziari nei quali l’Inps figura quale legittimato passivo; svolgano o presentino la propria candidatura per incarichi politici o amministrativi, presso organi o enti territoriali e/o nazionali, cariche pubbliche elettive, incarichi governativi, mandato parlamentare; svolgano e abbiano svolto qualsiasi forma di collaborazione con centri di assistenza fiscale e patronati negli ultimi tre anni»;

   l’articolo 17 della legge n. 124 del 2015, comma 1, lettera l), recita: «l) riorganizzazione delle funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici, al fine di garantire l’effettività del controllo, con attribuzione all’Istituto nazionale della previdenza sociale della relativa competenza e delle risorse attualmente impiegate dalle amministrazioni pubbliche per l’effettuazione degli accertamenti, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per la quantificazione delle predette risorse finanziarie e per la definizione delle modalità d’impiego del personale medico attualmente adibito alle predette funzioni, senza maggiori oneri per la finanza pubblica e con la previsione del prioritario ricorso alle liste di cui all’articolo 4, comma 10- bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e successive modificazioni»;

   il documento approvato all’unanimità in data 27 maggio 2014 dalla Commissione XII Affari sociali della Camera dei deputati, a conclusione dell’indagine conoscitiva sull’organizzazione dell’attività dei medici che svolgono gli accertamenti sanitari per verificare lo stato di salute del dipendente assente per malattia, recita: «Appare infine utile il percorso di fidelizzazione del personale sanitario anche attraverso il ricorso alla professionalità del medesimo, verificando ad esempio la possibilità che siano chiamati a partecipare alle commissioni per certificazioni di invalidità e, da ultimo, l’esclusione dalle suddette liste di chi è già in quiescenza»;

   l’avviso pubblico citato mira a creare un altro bacino di medici legali precari composto da 900 unità che si va aggiungere ai 1200-1300 medici legali con funzione di medicina fiscale; questo non può che far scadere la qualità del lavoro svolto;

   alcuni sindacati medici hanno preannunciato ricorsi e lo stesso ordine dei medici Fnmonceo, a quanto consta all’interrogante, ha scritto al presidente dell’Inps chiedendo il ritiro del bando –:

   se le incompatibilità indicate nell’avviso pubblico siano conformi con quanto previsto dalla recente normativa in tema di assunzioni e in tema di incompatibilità;

   se ritenga opportuna la creazione di una così vasta area di medici precari e quali iniziative di competenza intenda assumere al riguardo.

(3-02490)

(16 settembre 2016)

Risponde FRANCA BIONDELLI, Sottosegretaria di Stato per il lavoro e le politiche sociali.

Grazie, Presidente. Signor Presidente, colleghi, come osservato dall’onorevole Lenzi, l’INPS con la determinazione presidenziale n. 147 del 12 novembre 2015, ha effettuato una selezione per un contingente di novecento medici, preferibilmente specialisti in medicina legale e in altri settori di interesse per l’Istituto stesso, a cui conferire incarichi di collaborazione professionale. Così come precisato anche nell’avviso di selezioni, i suddetti incarichi sono finalizzati all’espletamento delle attività medico-legali istituzionali da svolgere presso le unità operative complesse e le unità operative semplici, centrali e territoriali dell’Istituto. Ai medici inseriti utilmente nelle graduatorie, di cui alla suindicata selezione per novecento professionisti, non possono essere affidate le attività che, ai sensi della normativa vigente, sono di competenza dei medici iscritti nelle liste speciali dell’Istituto, le cosiddette liste speciali ad esaurimento, ossia quelle inerente all’effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliare sullo stato di effettiva incapacità temporanea al lavoro per malattia, in conformità con l’articolo 17, comma 1, lettera 1, della legge n. 124 sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche.

  Per tali ragioni, nel decreto attuativo della suddetta norma di delega in corso di predisposizione, troverà piena applicazione il criterio che impone all’INPS per l’effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliare il prioritario ricorso ai medici fiscali inseriti nelle liste speciali ad esaurimento, anche al fine di salvaguardare i professionisti che da anni lavorano presso l’Istituto.

  D’altra parte alla specificità di competenze e attività richieste ai medici dal bando consegue la previsione di espresse incompatibilità. Pertanto, in caso di inserimento utile in graduatoria, tali medici, non essendo loro consentito lo svolgimento contemporaneo di due incarichi, avranno l’obbligo di esercitare il diritto di opzione. Ciò risponde all’esigenza di creare nuovi posti di lavoro per i giovani, in un’ottica di massima flessibilità anche in campo medico.

PRESIDENTE. L’onorevole Lenzi ha facoltà di dichiarare se sia soddisfatta per la risposta alla sua interrogazione.

  DONATA LENZI. Parzialmente soddisfatta, sottosegretario, e la ringrazio per la risposta. Vorrei solo ricordare che il bando prevede un contratto della durata di un anno. Quindi, il rischio è che noi andiamo a fare molto più in piccolo quello che è successo nella scuola: da una parte, c’è una graduatoria ad esaurimento e, dall’altra, c’è l’assunzione di nuovi che andranno a lavorare all’interno delle commissioni di valutazione per l’invalidità. Ricordo a tutti e a me stessa per cominciare che all’interno di queste commissioni andrebbero messe persone con una certa stabilità di impiego per l’ovvio motivo che tutte le cose che richiedono una valutazione di questo tipo hanno bisogno di essere fatte da persone che non sono avvicinabili o condizionabili per qualche ragione.

  Per quanto riguarda il punto dell’incompatibilità, la risposta non c’è stata. Io ricordavo che il bando esclude, per esempio, qualsiasi attività politica. Quindi, questi precari che vanno a fare il medico all’interno delle commissioni di invalidità per pochi euro non potrebbero, per esempio, essere all’interno di un consiglio di circoscrizione o di quartiere o di un piccolo comune, il che, oltre che assurdo, è anche incostituzionale. Mi auguro per il futuro una maggiore attenzione da parte dell’INPS dei diritti fondamentali di ogni cittadino.

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