E cco il testo della risposta del sottosegretario Angelo Rughetti alla interrogazione Murer (trovate il testo all’interno della categoria “la voce delle Istituzioni”).

Come osservato dall’onorevole Murer, l’INPS, con la determinazione presidenziale n. 147 del 12 novembre 2015, ha effettuato una selezione per un contingente di 900 medici, preferibilmente specialisti in medicina legale e in altri settori di interesse per l’Istituto stesso, a cui conferire incarichi di collaborazione professionale.   Al riguardo, preciso che i suddetti incarichi sono finalizzati all’espletamento delle attività medico-legali istituzionali da svolgere presso le Unità operative complesse (UOC) e le Unità operative semplici (UOS) centrali e territoriali dell’Istituto, così come precisato anche nell’avviso di selezione.   Le ulteriori esigenze istituzionali richiamate dalla predetta determinazione, con riferimento al costituendo Polo unico, non possono che riguardare unicamente le attività di istruttoria – che i Centri medico legali (CML) dell’INPS effettuano sulla certificazione di malattia e sui verbali delle visite – e l’espletamento delle visite ambulatoriali in caso di assenza al controllo presso il domicilio, ma non quelle di espletamento delle visite mediche di controllo domiciliare.   Ai medici inseriti utilmente nelle graduatorie di cui alla suindicata selezione per 900 professionisti non possono essere, quindi, affidate le attività che, ai sensi della normativa vigente, sono di competenza dei medici iscritti nelle liste speciali dell’Istituto (cosiddette liste speciali ad esaurimento), ossia quelle inerenti all’effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliare sullo stato di effettiva incapacità temporanea al lavoro per malattia.   La diversità di competenze e attività richieste alle due diverse tipologie di medici (medici di cui al bando di selezione e medici iscritti nelle suddette liste speciali dell’Istituto) risulta ancora più rafforzata dalla previsione, nel bando, del meccanismo di opzione da esercitare nel caso di inserimento utile in graduatoria dei medici che risultano contemporaneamente iscritti nelle liste speciali.   In questa ipotesi, infatti, è stato stabilito che tali medici sono tenuti a esercitare l’opzione per lo svolgimento delle attività oggetto del bando, non essendo possibile lo svolgimento contemporaneo dei due incarichi.   Infine, come osservato dall’onorevole interrogante, l’articolo 17, comma 1, lettera l), della «legge delega Madia» sulla riorganizzazione delle amministrazioni pubbliche, nell’attribuire all’INPS le funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici, ha previsto, per lo svolgimento di tali funzioni, il prioritario ricorso ai medici fiscali inseriti nelle liste speciali ad esaurimento.   Al riguardo, segnalo che nel decreto attuativo della suddetta norma, in corso di predisposizione, troverà piena applicazione il criterio che impone all’INPS, per l’effettuazione delle visite mediche di controllo domiciliari, tale prioritario ricorso. Ciò anche al fine di salvaguardare i professionisti che, da anni, lavorano per l’Istituto, garantendo un livello di efficienza molto elevato.

Ecco il testo della replica dell’on. Murer

Ringraziando il sottosegretario, si dichiara solo parzialmente soddisfatta della sua risposta, che non fuga completamente la preoccupazione relativa alla sorte dei medici inclusi nelle liste ad esaurimento, di cui all’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge n. 101 del 2013, convertito, con modificazioni, dalla legge n. 125 del 2013. Ricorda che il ricorso in via prioritaria a tali liste per l’esercizio degli accertamenti medico-legali è stato disposto dalla delega di cui alla legge n. 124 del 2015, per la cui attuazione si attende l’emanazione del previsto decreto legislativo, anche al fine di verificare il rispetto di tale principio di delega. Richiamati gli approfondimenti svolti nell’ambito di una specifica indagine conoscitiva condotta dalla XII Commissione nel corso del 2014, sottolinea come l’INPS, cui è attribuita la competenza in materia di accertamento medico-legale sulle assenze per malattie dei dipendenti pubblici, mediante il cosiddetto polo unico di medicina fiscale, ha basato l’attività ispettiva sulla distinzione, non prevista dalla legge delega, tra attività istruttoria, da affidare a medici provenienti da una selezione pubblica bandita nel novembre 2015, ed attività di visita a domicilio, di competenza dei medici inclusi nelle ricordate liste ad esaurimento. Auspica, pertanto, che, in sede di emanazione dell’atteso decreto legislativo, sia previsto che l’INPS, superando la separazione tra le due attività, affidi l’intera procedura prioritariamente ai medici inclusi nelle liste ad esaurimento, in modo da dare piena attuazione al criterio di delega contenuto nella richiamata legge n. 124 del 2015.

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