Intervista al dott. Petrone

Polo Unico per la medicina fiscale    Fiorenzo Corti intervista Alfredo Petrone – segretario nazionale Fimmg Inps

martedì 6 gennaio 2015 19.54 – Notizie

Dalle  dichiarazioni  rilasciate dal Governo in queste ore sembra che si vada   verso l’affidamento all’INPS del controllo dei lavoratori in malattia anche del pubblico impiego. E’ in pratica il cosiddetto Polo Unico da tempo richiesto dalla FIMMG?


Sì, sono oramai oltre sei anni  che la Fimmg ha in più occasioni  presentato alle  istituzioni competenti il progetto “Polo Unico  della Medicina di Controllo”  in cui si prevede l’affidamento all’INPS, in via esclusiva, della funzione del controllo dei lavoratori assenti per malattia.

Appare evidente che la  permanenza di un doppio e diverso regime tra lavoratori del settore pubblico e del settore privato non trova oggi   più  nessuna giustificazione.

Appare necessario al fine di una razionalizzazione e semplificazione di tale materia, che sia l’INPS l’unico soggetto a cui affidare  tale funzione, anche mediante l’impiego di medici che, iscritti nelle liste speciali ivi costituitesi,  fin dagli anni ottanta  hanno operato nel contenimento dell’assenteismo, con ottimi risultati.


Ma quali sono le motivazioni  che rendono necessario l’affidamento all’INPS  del Polo Unico della medicina di controllo?


Sono varie. Ricordo che l’Inps ha negli ultimi anni progressivamente acquisito competenze previdenziali anche per il settore pubblico,  inglobando altri istituti  non meno importanti, accanto alle tradizionali  funzioni previdenziali svolte per il settore privato, ma soprattutto  ha realizzato ulteriori applicativi che consentono oggi la completa telematizzazione del flusso su base nazionale. Tra questi: la completa automatizzazione mediante l’utilizzo da parte dei medici di controllo Inps di valigette informatiche che consentono la visualizzazione giornaliera delle visite mediche assegnate e la redazione degli appositi verbali da trasmettere anche in tempo reale, sempre telematicamente, all’Istituto per i conseguenti adempimenti; l’assegnazione delle visite mediche di controllo richieste dai datori di lavoro o disposte d’ufficio – attraverso l’intervento del cosiddetto Data Mining, «sistema informatico esperto» capace di individuare, applicando appositi filtri e sulla base di indicatori di probabilità, i soggetti da sottoporre a visita per verificare la sussistenza dello stato di incapacità temporanea al lavoro o la congruità della prognosi indicata nel certificato; l’ottimizzazione di tempi e costi, mediante l’utilizzo per la distribuzione delle visite ai medici di un applicativo informatico  “intelligente” denominato SAViO  che, chiudendo il ciclo dell’automazione, permette al datore di lavoro di conoscere davvero in  real time gli esiti delle Visite Mediche di Controllo Domiciliare richieste e disposte.

Tali strumenti garantiscono quella assoluta trasparenza e oggettività all’intero processo, realizzando quanto persino previsto dallo statuto dei lavoratori e da disposizioni comunitarie sul tema, che rendono  i medici di controllo, INPS del tutto «terzi» anche se affiliati all’Istituto.

Ma quali  sono i vantaggi e i miglioramenti  che il Polo Unico porterebbe alla Medicina di Controllo?


Il Polo Unico della Medicina di Controllo  comporterebbe    degli indiscussi vantaggi come la qualità dei controlli, la scelta appropriata delle visite mediche di controllo domiciliare nel pubblico, l’uniformità dei controlli e di giudizio per tutti i lavoratori,  la razionalizzazione della spesa e la maggiore efficacia nella lotta agli abusi, all’assenteismo e alle truffe con rigore metodologico, con una regia univoca informaticamente supportata e con immediatezza di risposta e di output.


L’ Istituto Nazionale della Previdenza Sociale sarebbe pronto a svolger tale compito, ed il polo unico porterebbe dei vantaggi anche a tale Ente?


L’INPS  si e sempre dichiarata favorevole a svolgere tale mansione, e anche in queste ore  questa posizione è stata ribadita. Inoltre il Polo unico renderebbe possibile all’ INPS, tra le altre cose, l’effettuazione di un numero efficace di controlli domiciliari anche con le attuali fasce orarie di reperibilità, l’affidamento ai medici di controllo INPS dell’espletamento delle visite mediche ambulatoriali ai lavoratori risultati assenti a visita domiciliare  o  a  quelli trovati a casa senza documento valido, l’assolvimento di  eventuali ulteriori compiti  che l’ENTE  per sue esigenze istituzionali e al di fuori delle fasce di disponibilità per l’effettuazione delle Visite Mediche di Controllo Domiciliare, anche in ottica di risparmio, volesse loro affidare, la possibilità di  effettuazione di consulenze specialistiche su richiesta delle  sedi  INPS  da parte dei medici di controllo dotati di specializzazione, con risparmio per l’Ente di spese per consulenze esterne.


Ma  per ottenere tutto ciò  di quanti medici l’INPS avrebbe bisogno e che tipologia contrattuale dovrebbe essere contemplata?


Attualmente  i medici di controllo INPS sono circa 1300, pressoché sufficienti sempre che, venendo anche incontro a quanto auspicato dalla XII Commissione Affari Sociali della Camera dei Deputati, mediante un’opportuna  modifica legislativa si consenta di trasformare l’attuale organizzazione lavorativa, impostata su carichi di lavoro  a prestazione, modulato su doppia o singola fascia di disponibilità giornaliera. Si giungerebbe a un impegno di lavoro orario tendente al tempo pieno equivalente a 36/38 ore settimanali  in modo da garantire, a parità di spesa, un numero di visite di controllo oscillante tra i 4,5 ed i 6 milioni annui.


Ma il Polo Unico della Medicina di Controllo porterebbe dei vantaggi anche ai medici certificatori , in particolare per i certificati a prognosi breve ?


La creazione  di un efficace e capillare controllo fiscale, ottenuta  attraverso il Polo Unico della Medicina di Controllo renderebbe possibile l’introduzione della autoattestazione da parte del lavoratore del singolo giorno di indisponibilità al lavoro per motivi di salute; soluzione che,  oltre a responsabilizzare il cittadino, libererebbe  il medico di famiglia dal compito di  dover certificare il singolo giorno di malattia  causato quasi sempre da patologie lievi se non già risolte all’ atto della visita e  quindi  praticamente impossibili da obiettivare, con una consistente riduzione del suo carico di lavoro  burocratico. Basti pensare che ogni anno gli eventi malattia di un solo giorno di prognosi  raggiungono tra pubblico e privato la cifra di 2.300.000!

L’auspicio della FIMMG è che si realizzi subito quanto da noi proposto da anni e ora annunciato dal Governo: sarebbe un immediato vantaggio per tutto il sistema Italia.

L'amministratore della rivista "La Medicina Fiscale"

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