La certificazione di malattia e il Garante della Privacy

             Come recita il codice deontologico, un medico non può rifiutarsi di rilasciare direttamente al cittadino certificati relativi al suo stato di salute: ha l’obbligo di certificare.

        Ogni laureato in Medicina e Chirurgia è, quindi, un medico certificatore e, come tale, deve sottostare alle regole che ben definiscono la certificazione medica.privacy officer

La certificazione medica consiste nell’attestazione di fatti e stati di carattere clinico che il sanitario ha modo di constatare nell’esercizio della propria attività professionale e nel contempo nella attestazione dei fatti e degli stati stessi a fini di diagnosi e di prognosi.

Un rapido riassunto delle caratteristiche principali del certificato medico: questa attestazione, in linea di principio, fatte salve specifiche disposizioni di legge e/o regolamentari, deve contenere, oltre alla diagnosi ed alla prognosi, il nome del paziente, il luogo e la data di redazione. La data del certificato medico deve sempre coincidere con il giorno dell’avvenuto accertamento diagnostico e la prognosi inizia a decorrere da tale giorno. Il certificato deve essere sottoscritto per esteso ed in modo intelligibile soprattutto qualora venga redatto su foglio di ricettario personale. Il sanitario, nel redigere certificazioni, deve valutare e attestare soltanto dati clinici che ha direttamente constatato (art. 22 codice deontologico). Il medico, dunque, deve limitarsi ad attestare dati obiettivi di competenza tecnica che abbia personalmente accertato in totale aderenza alla realtà.Garante per la Protezione dei dati personali

Il Garante della Privacy ha puntualizzato che nei certificati di malattia devono essere presenti solo informazioni generiche riguardanti il medico che lo rilascia.

Nel procedimento di invio telematico del certificato di malattia on line all’INPS ciò avviene in  automatico: diverso è il caso delle regioni, dove ancora non è attivo l’invio telematico. Bisognerebbe arrrivare all’invio telematico nel 100% dei casi nel più breve tempo possibile, ormai, ma  nei casi in cui l’invio è ancora in cartaceo bisogna prestare attenzione alle direttive emanate dal Garante della Privacy  volte a tutelare i diritti del malato: nessuno, soprattutto il datore di lavoro, deve poter intuire qual è la patologia che sottende all’assenza del proprio dipendente.

Nel certificato di malattia in cartaceo, quindi, non deve comparire, per esempio, la struttura ospedaliera o la specializzazione del medico, proprio per ovviare a questi rischi.


Maria Mpalagianni