La certificazione di malattia nel 2014 – Parte 7

Nel comparto privato si è registrata una diminuzione del 3,9% del numero dei certificati di malattia (nel 2013 11.869.521, nel 2014 11.401.918)

 

Microsoft Word - Tabella 2.docx

Nel pubblico si è confermato il trend in aumento (4.701.573 nel 2011, 5.983.404 nel 2014).

Microsoft Word - Tabella 1.docx

Anche se consideriamo il numero di eventi di malattia (sono gli eventi morbosi che hanno determinato lo stato di malattia: vengono considerati come singoli anche in presenza di più certificati di continuazione a patto che non siano stati emessi a più di due gg dalla data di fine del certificato precedente), nel pubblico si è avuto un loro aumento (da 4.838.767 nel 2013 a 4.853.348 nel 2014) con aumento anche del numero complessivo dei gg di malattia (da 30.785.909 nel 2013 a 30.845.920 nel 2014), mentre nel privato sono diminuiti (da 8.809.011 nel 2013 a 8.795.415 nel 2014) con una riduzione dei numeri complessivi di gg di malattia (da 77.640.823 nel 2013 a 75.753.714 nel 2014).

Nel privato la riduzione ha interessato spt di più breve durata con un aumento contenuto di quelli di durata superiore a 21 gg.

Nel pubblico, andamento diverso anche qui: aumento degli eventi di breve durata (1 o 2-3 gg), una diminuzione di quelli compresi fra i 4 e i 10 gg, e un nuovo aumento degli eventi superiori ai 10 gg (limite entro il quale cessa la penalizzazione economica del salario accessorio).00

grafico Tabella 3-4

Microsoft Word - Tabella 3.docx

 

Microsoft Word - Tabella 4.docx

 

 

 

 

 

 

Guardando ai giorni della settimana, anche nel 2014 il lunedì è risultato essere il giorno in cui si ha la massima frequenza di inizio degli eventi con oltre 2.500.000 casi nel privato e 1.300.000 nella pubblica amministrazione. Il venerdì è stato, invece, il giorno in cui sono maggiormente iniziati gli eventi morbosi di un giorno singolo nella PA, seguito dal lunedì: le donne sono state quelle ad essersi maggiormente ammalate in questi gg (la domenica il rapporto si inverte: dati confermati rispetto al 2013.

 

Microsoft Word - Tabella 5.docx

 

grafico Tabella 5

 

 

L’incremento delle assenze per malattia nella PA nel 2014 si è attutito (incremento di “sole” 60.000 giornate), con un “modesto” incremento (circa 14.550 in più) con un aumento degli episodi di 1 e 2/3 gg e di quelli superiori ai 10 gg. Tutto questo accentua le problematiche medico-legali e dal punto di vista dei costi. Già nel 2013 non si era obtemperato alle norme che regolano i controlli sullo stato di malattia dei lavoratori pubblici (si fa riferimento alla norma art. 55 septies del D.Lgs. n. 165/29001, comma 5, modificato dalla legge n. 111/2011che prevede l’obbligo da parte dell’amministratore di disporre visite fiscali fin dal primo giorno nel caso di assenze che si verifichino nelle giornate immediatamente precedenti o successive a quelle non lavorative, se il giorno di malattia o uno dei gg di malattia cada subito prima o subito dopo la domenica o altre festività. La “giornata non lavorativa” come da orientamento espresso dal Dipartimento della Funzione Pubblica deve essere individuata anche con riferimento all’articolazione del turno cui il dipendente è assegnato e alle giornate di ferie o permesso concesse. Negli altri casi le visite fiscali sono ricondotte alla discrezionalità del dirigente.

Analizzando le tariffe applicate dalle varie regioni per le visite fiscali sui dipendenti della PA si può calcolare una media nazionale di 42 euro. Se si considerano i circa 2.300.000 eventi di tutte le durate che abbiano inizio il venerdì, il sabato. La domenica o il lunedì, si può facilmente evidenziare come sarebbero necessari oltre 95 milioni di euro per eseguire i controlli applicando le attuali tariffe delle Regioni, superando ben presto i 100 milioni di euro se si considerano le altre festività nazionali (escludendo gli oltre 2.500.000 che iniziano negli altri gg della settimana e che hanno visto un incremento nel 2014 come nel 2013).

Altra differenza da sanare è l’orario di reperibilità di malattia per i lavoratori che è diverso tra il pubblico (7 ore al giorno) e il privato (4 ore al giorno: da considerare il fatto che, agli albori della medicina fiscale INPS nel 1983, gli orari di reperibilità nel privato erano di 24 ore al giorno. Sono voluti 20 anni di applicazione della funzione “educativa” della medicina fiscale INPS per arrivare a garantire un controllo efficiente della spesa in questo comparto con le sole attuali 4 ore). In passato si è provato ad aumentare il numero di reperibilità nella PA fino a 11 ore, con un subitaneo calo del numero dei certificati di malattia: quando si è provato a ridurle a 4, si è registrato subito un insostenibile picco di aumento della spesa, trovando un equilibrio intermedio nelle attuali 7 ore. In questo momento, non è pensabile ridurre a 4 ore il tempo di reperibilità giornaliera del dipendente pubblico. Pena il fallimento certo della riforma stessa, ancora prima di iniziare ad applicarla (grafico).

Se si può considerare virtuoso il controllo della spesa per la malattia nel settore privato, si può altrettanto affermare quanto, invece, nel comparto pubblico la spesa per malattia continui ad essere sostanzialmente fuori controllo.

Il nostro Paese spende, infatti, per la malattia del solo comparto pubblico una cifra molto vicina ai sei miliardi di euro: l’allineamento alle medie dei dipendenti privati potrebbe portare ad un risparmio di un miliardo e mezzo.

La sottrazione di risorse potrebbe portare ad una sua inefficienza con pesanti ricadute economiche.

 

 

Federica Ferraroni

Silvio Trabalza