La Medicina Fiscale: una disciplina complessa e ancora poco conosciuta



In questi ultimi giorni si fa un gran parlare della Medicina Fiscale, assurta ai riflettori della pubblica informazione dopo i bei noti e recenti fatti di cronaca.




Vediamo di cominciare ad inquadrare a grandi linee questa disciplina, complessa e forse sottovalutata nel suo grande ruolo sociale.

In questo primo contributo analizzeremo brevemente le caratteristiche professionali e organizzative di questo settore medico, presenti già nello statuto dei lavoratori che chiama il medico fiscale a svolgere precipuamente un compito di tutela del lavoratore nei confronti di possibili vessazioni da parte del datore di lavoro.


Il medico fiscale è un pubblico ufficiale e, come tale, deve rispondere a doveri ben definiti dal codice civile e penale.

Deve possedere nozioni di medicina legale, medicina del lavoro e medicina generale e svolgere un’attività che non è  in contrapposizione con quella del medico curante, con il quale, invece, collabora strettamente, in una sorta di altra faccia della stessa medaglia.

Il compito del medico fiscale INPS è quello di redigere, previo riconoscimento del paziente tramite documento di identità, un verbale comprendente tutti quei dati anamnestici e clinici (esame obiettivo, terapia, esami strumentali e clinici eseguiti e da eseguire …) che possano permettere di elaborare un’ immediata sintesi diagnostica e una prognosi ad orientamento medico legale: l’obiettivo è quello di valutare se in base al suo attuale stato di salute il paziente sia idoneo o meno a svolgere la propria mansione lavorativa.


Il medico fiscale impersona l’Istituto per il quale lavora e lo porta nelle case di tutti gli Italiani: oltre agli indispensabili requisiti di buona educazione ed estremo rispetto verso la persona, deve sapersi adeguare all’istante agli usi e costumi di ogni famiglia, che variano in base alle caratteristiche sociali, religiose e culturali, oggi sempre più diversificate.

E’ importante sottolineare che il medico fiscale tramite le sue decisioni può esercitare pesanti interferenze dirette nel futuro professionale della persona che va a visitare, visto che l’esito di quella visita medica può variare l’iter lavorativo del lavoratore stesso. Ricordiamo, infatti, che il paziente rischia perfino il licenziamento se dovesse risultare che i suoi comportamenti (per esempio assenze ingiustificate dal domicilio, rifiuto di farsi visitare, non ripresa del lavoro dopo idoneità accettata ecc..) non sono corretti.


La funzione del medico fiscale non può quindi essere ridotta a quella di mero controllore della presenza o meno del lavoratore, nelle fasce orarie previste dalla legge, presso l’indirizzo di reperibilità comunicato all’Ente, ma costituisce un momento molto importante di tutela del lavoratore malato. Infatti il lavoratore trae solo beneficio dalla visita fiscale: obiettivo principe del medico fiscale è quello di tutelare il vero malato nei confronti di chi, invece, malato non è o non è più.

Il medico fiscale INPS attualmente in servizio è un medico che si è formato sul campo grazie ad una esperienza ormai più che ventennale, ma vista la complessità degli aspetti concretamente operativi sotto l’implicito profilo multidisciplinare, per le classi di medici che verranno dopo bisognerà prendere in considerazione l’idea di attivare una vera e propria scuola di formazione, simile a quella già in vigore per la medicina generale.

Oggi la medicina fiscale INPS conta su di un gruppo di circa 1250 professionisti preparati e su funzioni tecnico-organizzative di eccellenza che rendono questo comparto degno dei risultati che sono stati ottenuti nel settore privato in questi anni, con una provata ed efficace  lotta all’assenteismo.


Attualmente, un medico fiscale deve avere delle competenze che sono andate crescendo proprio in questi ultimi anni, anche perché, se è vero che l’informatica ha dato una mano al medico per svolgere sempre al meglio il suo complesso compito, allo stesso tempo ha richiesto competenze nuove e in continua evoluzione.

Stiamo parlando di procedure informatiche:

– Richieste di Visite Mediche di Controllo Domiciliare da Portale, applicativo grazie al quale il datore di lavoro può richiedere in tempo reale una visita fiscale per il proprio lavoratore assente per malattia,

– Verbale telematico di Visite Mediche di Controllo Domiciliare,

– Data-mining e S.A.Vi.O

– sui quali l’Ente ha investito risorse e credibilità col risultato, in questo momento, di essereall’avanguardia in questo settore.

Il data-mining (“estrazione di dati”) è un sistema costruito su score e algoritmi complessi che, in base alla valutazione di diversi elementi, seleziona il paziente da sottoporre a visita domiciliare, alla ricerca dell’oggettività, della conservazione e della riproducibilità delle scelte effettuate.


Il sistema S.A.Vi.O. (fig. 1) ottimizza l’assegnazione delle visite al medico fiscale e permette di poter erogare una visita “a richiesta” immediata e a tempo zero anche in giorni in cui gli uffici INPS sono chiusi, essendo in grado di ricercare rapidamente il medico fiscale in servizio più vicino al paziente, individuandolo e convocandolo praticamente all’istante. L’intervento dell’operatore umano è diventato pur sempre utile anche in questa fase, per ovviare alcune residuali e ineliminabili complessità.

Tale sistema si avvale del data-mining ma anche, in una certa percentuale, della valutazione del medico di sede il quale può decidere di escludere o di inserire una visita di controllo basandosi sulla valutazione della diagnosi espressa sui certificati di malattia pervenuti per via telematica del medico di medicina generale e analizzati uno ad uno.

In estrema sintesi possiamo considerare il data mining come la “mente” e  S.A.Vi.O come il “braccio” operativo della nuova gestione centralizzata delle visite fiscali erogate dall’INPS.

E’ interessante notare che il sistema complessivo è in grado di screenare un monte certificati elevatissimo assegnando le relative visite in misura oltrettutto ben superiore all’attuale.


Entrambi i sistemi sono stati infatti concepiti per far fronte alla mole di visite che l’Ente erogava fino a prima del 2013.

In questo momento, l’arma efficiente della Medicina Fiscale INPS è stata, però, ridimensionata drammaticamente nel 2013 in virtù di una esasperata spending review, che ha colpito inopportunamente proprio e paradossalmente una voce in attivo del bilancio INPS.

Nell’indagine conoscitiva della XII Commissione Parlamentare presieduta dall’on. Pier Paolo Vargiu emerge che le risorse destinate alle visite mediche d’ufficio sono state nel 2012 di 50 milioni e nel 2013 sono state ridotte drasticamente. Il budget è diventato di 18 milioni nel 2014: come conseguenza, i medici iscritti nelle liste dell’Istituto hanno visto ridursi le visite loro assegnate: da 78.700 visite mensili nel 2012 a 5000 nel settembre 2013.

Di fatto in questo momento l’80% delle visite condotte dall’INPS avviene su richiesta delle aziende private, che si vedono chiamate a svolgere un servizio di deterrenza che non dovrebbe essere di loro primaria competenza, i cui costi vanno oltretutto ad incidere su bilanci  aziendali già provati duramente dall’attuale crisi economica.

Il sistema di Medicina Fiscale INPS, nell’insieme derivato dalla felice associazione descritta tra men power e strumenti operativi, che agisce per adesso prettamente sul settore privato, poggia su basi solide e costruite negli anni, funziona e può essere esportato.


Nella figura:  S.A.Vi:O. modificato da “Pacchetto Formativo annesso al Messaggio INPS n° 0008537 del 06/11/2014”)

 


Federica Ferraroni