La parola al medico interno INPS: brevi considerazioni sul ruolo dei medici convenzionati esterni

In questa rubrica sono state pubblicate lettere di medici fiscali e di medici esterni: mancava l’autorevole parere dei medici dipendenti INPS, il gruppo di medici INPS “storico”, coloro che hanno dato tanto per costruire dal nulla l’importante disciplina medica qual è la medicina INPS.

Obiettivo di tutti è il buon funzionamento di ogni Centro Medico Legale visto che crediamo nella mission sociale dell’Ente, la tutela della parte debole della popolazione: la medicina INPS in tutte le sue innumerevoli, complesse e delicate attività, dalla medicina fiscale all’invalidità civile e previdenziale, è una delle facce dell’INPS che entra tutti i giorni nelle case di milioni di Italiani.

La parola, adesso, ad una significativa lettera di un autorevole medico interno INPS.

Continua la scelta editoriale di non pubblicare il nome dell’autore in questa rubrica “Lettere al Direttore”.

 

commissione medicoa

 

L’art.20 del D.L. 78 del 01.07.09, convertito con modifiche nella legge 103 del 03.08.09, attribuisce all’I.N.P.S. nuovi compiti in materia di accertamento dell’invalidità civile, cecità civile, sordità, handicap e disabilità.

Attualmente, nella maggior parte delle Regioni, l’Istituto gestisce le revisioni di prestazioni già riconosciute e la verifica delle attività delle Commissioni Mediche Integrate, cui è affidata la prima valutazione delle domande presentate.

In talune sedi vi è stata una convenzione tra le Regioni e le Direzioni Regionali INPS, che prevede la gestione dei processi di concessione dei benefici di invalidità civile totalmente a carico dell’Istituto.

Le attività di cui sopra pongono la figura del medico-legale INPS al centro della filiera dell’assistenza, senza dimenticare che sono ancora importanti le mansioni che il ruolo medico svolgeva e svolge in altri campi, quali le visite relative all’invalidità pensionabile, dall’effettuazione della prima visita fino alla partecipazione alle operazioni peritali in caso di contenzioso giudiziario; tutte le attività inerenti la malattia (controllo dei certificati medici, segnalazione di anomalie o surroghe su tali certificati, disposizione delle visite di controllo domiciliari, verifica di richieste a trasferimenti all’estero durante la malattia, pareri sui casi declinati dall’INAIL come infortunio o malattia professionale); le visite riguardanti l’assicurazione contro la tubercolosi; le visite riguardanti la prevenzione e cura dell’invalidità (cure balneo-termali).

A fronte delle numerose incombenze elencate, da oltre 25 anni l’Istituto non ha più bandito alcun concorso per il ruolo medico, trovandosi al momento con personale di ruolo di età media molto vicina all’età pensionabile.

Per poter affrontare l’enorme mole di lavoro, si è ricorsi all’utilizzo di Medici Convenzionati Esterni, mediante bando di concorso e selezione dei titoli.

All’epoca la soluzione parve soddisfacente: pur in assenza di tutele basilari (maternità, malattia, ferie), si creava lavoro per i giovani medici e si gettavano le basi per poter avere una continuità tra medici strutturati e, si sperava, futuri medici dipendenti.

Contingenze avverse, quali la profonda crisi del mondo del lavoro e dell’economia in generale, hanno spazzato via le rosee aspettative di chi aveva a cuore il ricambio generazionale dei medici INPS.

Alle avversità congiunturali si sono aggiunte decisioni opinabili da parte dell’Istituto, quali l’incomprensibile rotazione delle sedi e la prepotente decurtazione dei compensi professionali.

Il risultato di tali decisioni è stato quello di generare una progressiva disaffezione nei confronti di un Istituto che impone obblighi da dipendenti (timbratura di entrata-uscita, articolazione del lavoro su 4 giorni settimanali), senza alcuna tutela.

I Colleghi che hanno potuto, se ne sono andati e siamo stati costretti ad arruolare, nelle ultime posizioni delle graduatorie, professionisti il cui unico titolo era la laurea!

E non sono solo i Medici Convenzionati Esterni ad essere scontenti.

Molti responsabili delle UOC/UOS, spesso unici medici di ruolo nelle loro sedi, hanno assistito, sgomenti, alla radicale permuta dei Colleghi loro assegnati e, pur avendo innumerevoli compiti da assolvere, sono stati costretti ad insegnare cosa sia la medicina legale negli ambiti di intervento dell’INPS.

Risulta evidente, in conclusione, come sia stato fatto un errore di programmazione e, quel che è peggio, si sia in procinto di amplificare tale errore se, come sembra, l’INPS sta per assumersi l’onere di tutto il processo dell’invalidità civile senza avere le necessarie risorse umane, non solo mediche, per gestirlo.

Lettera firmata