Il 5 giugno 2015 la Presidente Roberta Chersevani, insieme ai consiglieri Gianluigi Spata e Guido Marinoni, ha incontrato una delegazione delle rappresentanze di medici INPS formata da sindacati (FIMMG, SNAMI, SMI, UIL, Sinmevico, Femepa) e dalle associazioni di categoria (ANMEFI e AIMPAF), dimostrando, a pochi mesi dalla sua nomina, grande attenzione e sensibilità verso un settore formato da circa 3000 medici che vive momenti di difficoltà per diversi motivi.

Pubblichiamo di seguito i documenti che le varie sigle intervenute hanno inviati alla redazione del nostro giornale di medicina previdenziale e assistenziale.

 

FNOMCeO1

Il primo documento pervenuto è quello dell’AIMPAF.
AIMPAF LOGO ORO come immagine.001

Roma 5 giugno 2015

Oggetto: Comunicato AIMPAF per l’incontro intersindacale in FNOMCeO

Introduzione

“L’AIMPAF (Associazione Italiana di Medicina Previdenziale, Assistenziale e Fiscale) associazione scientifica che, per prima, vuole riunire tutti i colleghi del comparto medico INPS, coltiva una visione complessiva orientata a migliorare la qualità della prestazione, la competenza dei professionisti coinvolti e la loro stabilità contrattuale, senza anacronistiche contrapposizioni o inaccettabili disparità di trattamento fra colleghi. L’AIMPAF intende promuovere attività formative frontali e a distanza per la crescita professionale degli iscritti e si adopererà a tutti i livelli per chiedere all’Ente di attivarsi, come è successo in passato, per offrire ai medici interessati la possibilità di accedere extranumero alla specializzazione in medicina legale o ad altri percorsi formativi.

La Medicina INPS svolge un delicato e prezioso compito istituzionale e sociale di verifica delle varie prestazioni erogate e stabilite per legge ed è la faccia del nostro Ente che più di altre entra nelle case di tutti gli italiani: questo fa sì che la figura del medico INPS debba acquisir sempre maggior prestigio per crescere in rispetto e attenzione da parte di tutti.

L’AIMPAF porterà avanti una serie di proposte che discendono direttamente da queste considerazioni e hanno il fine di contribuire al dibattito con tutti gli attori coinvolti (Ente, Associazioni, Sindacati, Forze politiche, Ordine dei Medici, Confindustria, Media).

In particolare sul piano contrattuale l’AIMPAF propone:

– per i medici interni un programma di assunzioni volto a garantire il necessario e progressivo ricambio generazionale dei medici dipendenti.

– per i medici esterni, un contratto di convenzione della specialistica ambulatoriale con programmi di formazione specifici, escludendo una commistione tra Medicina Fiscale e attività di sede.

– per i medici fiscali, un contratto di convenzione sulla falsariga di quello già applicato ad altre categorie di medici del nostro SSN (medici penitenziari, medici della navigazione, medici INAIL, medici ASL) a 36-38 ore settimanali, da attuare con le risorse derivanti dalla riforma del polo unico vincolate alla medicina fiscale, senza commistioni tra Medicina Fiscale e attività di sede, rivendicando la completa autonomia della medicina fiscale stessa.

L’AIMPAF auspica il confronto di tutte le parti interessate su questo piattaforma programmatica di minima, con l’obiettivo di raggiungere la tanto desiderata unità di intenti della categoria dei medici INPS, contando sul sostegno della nostra Federazione, volto alla tutela della dignità professionale di questo comparto medico.”

POSITION STATEMENT sulla Medicina Fiscale

Le problematiche dei medici fiscali sono ben note alla nostra Federazione che ha svolto un ruolo molto attivo e partecipe a sostegno della riforma della medicina fiscale, inserita nel ddl Madia e attualmente in votazione alla Camera.

Per i medici fiscali dovremmo essere giunti quasi in dirittura d’arrivo: dopo la Conferenza Stato Regioni per il passaggio di consegne da ASL a INPS, arriveranno i tempi dei decreti attuativi con la definizione del nuovo contratto, la cui sostenibilità sarà garantita dalle risorse economiche del polo unico.

L’AIMPAF è da sempre attiva nel sostegno di questo percorso di riforma.

I punti chiave della proposta AIMPAF sono i seguenti:

– per la soluzione del precariato, applicazione ai medici fiscali una variante del contratto già applicato nel SSN (medici penitenziari, medici della navigazione, medici INAIL, medici ASL) a 36-38 ore settimanali, finanziato dalle risorse del polo unico vincolate ai medici fiscali (queste risorse non devono essere utilizzate per altri settori). Tali contratti sono applicati già oggi sia a medici non specialisti sia a medici non coinvolti in attività non ambulatoriale.

– per l’ottimizzazione del servizio, no alla riduzione degli orari di reperibilità per malattia dei dipendenti pubblici (l’analisi statistica dei dati sugli eventi di malattia presente in letteratura conferma che ogni volta che si è tentata una riduzione si è avuto un immediato aumento del numero dei certificati di malattia): se si vuole uniformare l’orario di reperibilità tra pubblico e privato, non si può attuare una sua riduzione nel settore pubblico.

– per la salvaguardia della dignità professionale dei medici coinvolti, assunzione di un ruolo attivo da parte della FNOMCeO in tutte le sedi istituzionali, a partire dalla conferenza Stato Regioni. In questa sede, infatti, dovranno essere stabilite le nuove risorse, necessarie a sostenere una riforma così importante per le casse erariali. Da considerare che in questo momento è in atto una diatriba con il MEF che non vuole elargire la cifra finora stanziata ma solo quella effettivamente spesa dalle ASL: questo garantirebbe solo il mantenimento dello status quo non certo un valido servizio di controllo sull’accertamento di malattia nel settore pubblico. La FNOMCeO deve vigilare affinchè le risorse economiche individuate vengano utilizzate per la medicina fiscale e non dirottate su altri fronti e affinchè vengano tutelati tutti i colleghi precari della medicina fiscale INPS e ASL.

– per la tutela professionale dei medici fiscali INPS, no alla creazione, adesso, di una improvvisata figura di medico polivalente., che dovrebbe svolgere tutte le funzioni della medicina INPS (attività di sede e medicina fiscale) in assenza di un’adeguata formazione. Questo progetto, ammesso che lo si ritenga valido e fattibile, deve essere costruito nel tempo sia in termini di formazione dei medici addetti, sia in termini di tutela dei medici fiscali INPS attualmente in servizio e protetti dal decreto bloccalista in vigore.

– no alla precarizzazione estrema in genere e in particolare a quella dei medici esterni, il cui contratto scadrà il 30 settembre prossimo: il suo rinnovo dovrà prevedere le tutele minime necessarie.

In questo momento il sostegno della FNOMCeO è indispensabile a tutela della dignità professionale dei propri iscritti che non possono essere considerati alla stregua di una mera risorsa strumentale di cui disporre a piacimento, con attenzione rivolta soltanto ad una contabilità di breve periodo.

Da questo incontro con il Direttivo FNOMCeO, sarebbe auspicabile veder uscire un documento congiunto tra tutte le sigle presenti a tutela di tutti i circa 3000 medici INPS.

Per i medici fiscali, che stanno vedendo la conclusione di questi due lunghi anni di criticità, la soluzione è alla portata di mano: con l’aiuto della nostra federazione possiamo davvero aspirare ad un contratto già attuato nel nostro SSN (vedi i medici penitenziari, i medici della navigazione, i medici INAIL e i medici ASL) di 36-38 ore settimanali di medicina fiscale (con le attuali ore di reperibilità dei dipendenti del pubblico questo orario è garantito), finanziata dalle risorse del polo unico vincolate alla medicina fiscale.

I DATI

Considerato che:

secondo i dati della Federazione dei medici, nel 2012 l’Inps ha effettuato 1.300.000 visite mediche di controllo domiciliare. Di queste circa 970.000 sono quelle disposte d’ufficio, cioè circa il 75% e circa 330.000 quelle richieste dai datori di lavoro, di cui circa un 10 per cento nei confronti di lavoratori non a indennità di malattia a carico dell’Inps;

la spesa complessiva è stata di circa 69 milioni di euro: la quota recuperata dai datori di lavoro è stata di circa 17 milioni di euro, mentre quella spesa dall’Inps è stata di circa 50 milioni. Gli “assenti a visita” si aggirano intorno a 260.000 e daranno origine a un gettito (incasso delle relative sanzioni) fra i 17 e i 20 milioni di euro;

a queste cifre vanno aggiunte quelle derivanti dai risparmi operati dall’Istituto a seguito della riduzione delle prognosi e, soprattutto, con le riammissioni al lavoro. Secondo i dati Inps, l’esito delle visite fiscali disposte d’ufficio ha portato a una riduzione della prognosi nel 9 per cento del totale delle visite eseguite.

L’Inps ha erogato nel 2012 2.053 milioni di euro di indennità di malattia;

il provvedimento di riduzione dei controlli di ufficio non tiene conto delle conseguenze che determineranno per l’Inps un incremento delle spese (indennizzo di malattia, azzeramento delle sanzioni per assenze non giustificate e mancata chiusura delle prognosi) di gran lunga superiore al risparmio ottenibile dalla sospensione del servizio;

dal quarto giorno di malattia, infatti, è l’Inps a pagare stipendio e contributi invece del datore di lavoro; se pertanto vengono scoperte le “false malattie” ed i giorni vengono ridotti, l’Istituto risparmia, di contro, se aumentano le false malattie l’Inps spenderà di più;

la scelta di operare tagli lineari invece di una vera e propria riorganizzazione deriva probabilmente dalla mancata valutazione delle modalità di svolgimento dell’attività della medicina fiscale e delle finalità del servizio stesso;

gli obiettivi delle visite fiscali di controllo, difatti, sono essenzialmente tre: azione deterrente sull’assenteismo; sanzioni per assenze non giustificate e conseguente riduzione dell’indennizzo di malattia erogato dall’Inps; riduzione dei giorni di prognosi e/o chiusura a termine della malattia con impossibilità di continuazione della malattia da parte del lavoratore;

è pertanto indubbio che la sospensione dei controlli determinerà un aumento spropositato dell’assenteismo con conseguente incremento del costo dell’indennità di malattia per le casse pubbliche ben superiore al costo del servizio;

Si veda infatti la differenza nei certificati di malattia tra dipendenti privati, controllati dall’Inps e dipendenti pubblici, molto meno controllati : 2% contro 10 % . La forbice tende a divaricarsi e si verifica un costante aumento di certificati di malattia del 10% ogni anno per i lavoratori del comparto pubblico .

I MEDICI ESTERNI

Per i medici esterni, il cammino è appena iniziato ma deve essere chiaro che nè la Federazione nè i medici esterni, affiancati dai colleghi dipendenti in questo, possono tollerare di vedere ancora contratti come quello attualmente in vigore, così lesivi della dignità professionale dei medici.

Ecco quindi il testo che raccoglie i desiderata dei medici esterni

Data la premessa che il naturale contratto dei medici esterni sia un contratto come quello in essere all’INAIL, dato che per un contratto di questo tipo, in questo momento, l’INPS non possiede le risorse, considerate le risorse attualmente a disposizione chiediamo, con realismo stringente, che:

  • il contratto dei medici esterni, in scadenza il prossimo 30 settembre, non venga tacitamente rinnovato dal momento che contiene delle incongruenze troppo manifeste che devono essere modificate
  • nel nuovo bando devono essere chiari i criteri di selezione con un punteggio attribuito per le varie specialità di interesse per l’attività di sede e con un punteggio attribuito alle competenze acquisite a chi ha già svolto l’attività di sede nei precedenti anni (0,1 per ogni mese di attività di sede svolto)
  • nel nuovo bando devono essere enunciati i criteri di analisi della selezione, determinando in modo esplicito come sarà formata la commissione
  • nel nuovo bando non solo dovranno essere specificati tutti i criteri di esclusione, compreso la chiara dicitura se esita incompatibilità territoriale o meno tra la medicina fiscale e l’attività di sede. Oltre a dichiarare l’incompatibilità di accesso al bando per i medici già in pensione, i medici incompatibili non dovranno, quindi, nemmeno accedere alla lista espressa dalla graduatoria
  • la durata sia di almeno due anni
  • per quanto riguarda il compenso, dato che l’attuale compenso è troppo inferiore rispetto agli omologhi colleghi interni, pur svolgendo la stessa attività, porre tutte le manovre possibili per alzare il compenso almeno alla quota presente nel bando precedente

 

Conclusione

Da questo incontro in FNOMCeO, sarebbe auspicabile veder uscire un documento congiunto tra tutti i presenti  a tutela di tutti i circa 3000 medici INPS, in nome di quello spirito unitario che dovrebbe caratterizzare sempre la classe medica.

Le due attività, quella di sede e quella della medicina fiscale, hanno ruoli diversi e richiedono competenze e formazione specifica: almeno in questa fase, devono restare separate.

Per i medici fiscali, che stanno vedendo il filo di lana di questi due lunghi anni, la soluzione è alla portata di mano: con l’aiuto della nostra federazione possiamo davvero aspirare ad un contratto simile a quello già presente nel nostro SSN (vedi i medici penitenziari, i medici della navigazione, i medici INAIL e i medici ASL) di 36-38 ore settimanali di medicina fiscale (con le ore di reperibilità dei dipendenti del pubblico questo orario è garantito), finanziata dalle risorse del polo unico vincolate alla medicina fiscale.

Per i medici esterni, il cammino è appena iniziato ma deve essere chiaro che nè la Federazione nè i medici esterni, affiancati dai colleghi dipendenti in questo, possono tollerare di vedere ancora contratti come quello attualmente in vigore, così lesivi della dignità professionale dei medici.

Pavia, 5 giugno 2015

AIMPAF (Associazione Italiana di Medicina Previdenziale, Assistenziale e Fiscale)

c/o Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri di Pavia, Viale Ludovico il Moro 31 Pavia

www.aimpaf.com

mail info@aimpaf.com

 

visitefiscali

 

 

Il secondo pervenuto in ordine temporale è il comunicato ANMEFI.

 


anmefi logo grande

Al Presidente della FNOMCEO Dr.ssa Roberta Chersevani ROMA

Prot. 018/2015

Oggetto: incontro del 5 giugno 2015 riguardo la medicina fiscale INPS

Egregio Presidente

Come ben sa l’attività della medicina fiscale in Italia, per quanto concerne le competenze dell’INPS, è regolamentata da leggi che hanno caratterizzato negli anni la tipologia del “medico fiscale”. Preme sottolineare come questa figura professionale rappresenti una garanzia per tutti gli attori del controllo dello stato di malattia dei lavoratori , essendo una figura di terzietà, equidistante perciò dal datore di lavoro, dal lavoratore e dalla stessa Inps. Le leggi in vigore hanno tutelato tale figura, anche per metterla al riparo da pressioni ed azioni indebite.

Di seguito alcuni doverosi richiami normativi che si sono susseguiti negli anni, creando di fatto la figura del “medico fiscale”, che da sempre è a fianco dello Stato nel suo delicato ed insostituibile ruolo.

L’articolo 5, comma 12, del decreto legge n. 463 del 1983, stabilisce che l’INPS, per l’effettuazione delle visite mediche di controllo dei lavoratori, sentiti gli Ordini dei Medici, istituisca liste speciali di medici.

La disciplina attuativa è stata poi definita da una serie di decreti del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali che, a partire dal decreto ministeriale 15 luglio 1986 (disciplina delle visite mediche di controllo), seguito dal decreto del 18 aprile 1996 (graduatoria provinciale, conferimento dell’incarico e definizione delle liste speciali, compensi, costituzione della commissione mista in ogni sede provinciale), poi del 12 ottobre 2000 (conferma dei medici delleliste speciali) e infine dell’ 8 maggio 2008 (conferma della vigente disciplina delle visite mediche di controllo fino a completa rivisitazione della disciplina da effettuarsi entro 12 mesi, compensi aggiornati), hanno disciplinato la materia nel dettaglio.

Il comma 10-bis articolo 4 del decreto-legge n. 101 del 2013, in materia di razionalizzazione nelle pubbliche amministrazioni, come modificato dal comma 340 della legge di stabilità 2014 (legge n. 147 del 2013), ha trasformato le liste speciali in liste ad esaurimento, nelle quali sono stati confermati i medici già inseriti alla data del 31 dicembre 2007, e ha vincolato l’INPS ad avvalersi, in via prioritaria, dei medici iscritti nelle liste speciali ad esaurimento.

E’ in corso di esame alla Camera dei Deputati il DDL sulla riorganizzazione della PA (atto C.3098) in cui il rappresentante del Governo ha proposto un emendamento per l’unificazione del servizio della medicina fiscale, ribadendo l’obbligo da parte dell’INPS di utilizzare in via prioritaria i medici delle liste speciali ad esaurimento.

La normativa vigente sopracitata prevede che:

le visite fiscali debbano essere effettuate esclusivamente dai medici delle liste speciali (i medici esterni del bando, medici in media specialisti, non iscritti nelle liste speciali non possono quindi effettuare le visite fiscali) e che già esiste una graduatoria provinciale per accedere alle liste speciali. Solo in caso di impossibilità di assicurare il servizio per la sopravvenuta insufficienza non a carattere temporaneo dei medici disponibili, si dovrà provvedere alla reintegrazione delle liste speciali, previo parere favorevole della commissione mista di cui all’articolo 12 del DM 18 aprile 1996, mediante la procedura prevista dal medesimo DM del 1996;

in caso di impossibilita di assicurare il servizio per carenza, anche temporanea, dei medici delle liste speciali, si dovrà provvedere alla reintegrazione delle liste, previo parere favorevole della commissione mista, ricorrendo prima allo scorrimento della graduatoria provinciale e delle graduatorie delle sedi limitrofe ed in caso di persistente carenza, resta riservata all’INPS la possibilità di provvedere all’affidamento temporaneo del servizio a propri medici o ad altri medici, mediante attribuzione occasionale di singole visite o mediante attribuzione continuativa dell’incarico, nelle more della reintegrazione delle liste e per la durata massima di quattro mesi (punti a e b dell’articolo 4 del DM del 12 ottobre 2000);

l’INPS per l’espletamento delle visite fiscali deve avvalersi in via prioritaria dei medici iscritti nelle liste speciali di cui al comma 10-bis articolo 4 del decreto-legge n. 101 del 2013,comemodificatodalcomma340dellaleggedistabilità2014(leggen. 147del2013),

i medici fiscali non possono essere sottoposti a corsi di aggiornamento obbligatori con finalità valutative e selettive da parte dell’INPS, poiché già svolgono regolari corsi di aggiornamento ECM proposti dall’Ordine dei Medici e da società accreditate. Sono al contrario graditi aggiornamenti accreditati e promossi dall’Istituto relativi ad argomenti medico-legali e finalizzati alla formazione del medico fiscale.

E’ da sottolineare poi che la Commissione Affari Sociali della Camera, nel documento conclusivo approvato il 27 maggio 2014, al termine dell’indagine conoscitiva sull’attività dei medici di controllo INPS, ha ribadito l’utilità della medicina fiscale e la necessità di garantire stabilità lavorativa ai medici fiscali.

L’ANMEFI è l’associazione di categoria dei medici fiscali Inps nata nel maggio 2013, dopo la decisione unilaterale dell’Ente di sospendere le visite di controllo dei lavoratori in malattia del settore privato, e in questi due anni di attività, come da statuto, si è spesa per la difesa della dignità professionale del medico che svolge tale funzione.

Forte dell’esperienza lavorativa ultraventennale degli iscritti, la stessa ribadisce la necessità che nell’ottica della realizzazione del c.d. “polo unico della medicina fiscale” anche le fasce orarie di controllo dei lavoratori, sia pubblici che privati, dovranno essere uniformate, anche per evitare discriminazioni e penalità tra le due classi di lavoratori.

Ribadisce una netta predilezione per un contratto basato principalmente sulla disponibilità del medico in rapporto alle fasce orarie di reperibilità del lavoratore, quindi basata sulla “indennità di disponibilità” per una o entrambe le fasce di reperibilità del medesimo, così da aversi stabilità economica e continuità del medico fiscale. Nel contempo l’associazione chiede con fermezza l’applicazione uniforme su tutto il territorio nazionale delle condizioni lavorative di ogni medico fiscale, ferma restando la scelta individuale di poter svolgere l’attività di controllo su una o due fasce e di vedersi riconosciuta l’indennità per la reperibilità.

Chiede altresì, come in parte anticipato, che non venga consentita la commistione delle funzioni di medici fiscali e medici “esterni”. La preannunciata figura di medico “polivalente” Inps, che dovrebbe svolgere varie mansioni nell’ambito di un omnicomprensivo polo legale, potrà essere posticipata nel tempo, escludendo comunque i medici inseriti nelle liste speciali ad esaurimento.

Chiede infine una azione di controllo affinché i fondi che il legislatore deciderà di destinare al c.d. “polo unico” siano esclusivamente utilizzati a tale scopo, impedendo qualunque azione di riparto dell’Ente. Questo anche per impedire l’insorgere di reiterate difficoltà economiche alla categoria dei medici fiscali, già economicamente e professionalmente provata in questi due anni per la riferita applicazione della spending review.

A tal proposito sollecita sostegno alla richiesta già avanzata all’INPS che nell’immediato si consenta di poter effettuare un minimo di 40 visite mensili (siano esse di ufficio o da datore di lavoro) per quei medici che garantiscono la doppia fascia giornaliera e calcolate sull’effettiva presenza. La soluzione, non gravosa per l’Ente, pur nella sua temporaneità, sarebbe un gesto encomiabile e di attenzione verso questa particolare situazione, limitata a qualche centinaio di professionisti rispetto ai 1250 in servizio.

Con il presente documento l’associazione ribadisce disponibilità a collaborare con l’INPS, con le organizzazioni sindacali e associazioni, la FNOMCEO e i Ministeri competenti al fine di giungere ad una proposta condivisa che possa soddisfare le esigenze dell’Istituto, nel rispetto della normativa

vigente e dei diritti acquisiti dai medici fiscali nel corso degli anni. Si è consapevoli che un progetto comune, presentato ai Ministeri competenti, ridurrebbe i tempi di attuazione del Polo Unico.

L’ANMEFI quindi rivolge accorato appello alla Presidente e ai Componenti del Comitato Centrale della Fnomceo affinchè questi basilari punti fin qui enunciati vengano condivisi, così da farli valere, in nome dell’autorità che le spetta, nelle sedi opportune a cui avrà accesso.

Nel ringraziare per l’attenzione, a nome mio personale e dei colleghi che mi onoro di rappresentare porgo cordiali saluti.

San Felice Circeo, 5 giugno 2015

ANMEFI, Associazione Nazionale Medici di Medicina Fiscale

Via del Principe Stanislao Poniatowski, 4 – 04017 San Felice Circeo (LT) a.anmefi@gmail.com; claudiopl@alice.it; PEC: a.anmefi@pec.it www.medicifiscali.it; @anmefi tel.: 328.0018134; fax: 0773.1820168

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