La relazione di fine mandato di Boeri: la medicina fiscale

Il presidente INPS Tito Boeri ha presentato lo scorso 5 febbraio la relazione di fine mandato al premier Giuseppe Conte.

 relazione di fine mandato

L’obiettivo perseguito durante il periodo di direzione Boeri è stato quello di contrastare l’evasione contributiva e le frodi commesse ai danni dell’Istituto, di garantire trasparenza nei rapporti diretti con il pubblico, di semplificare i processi di accesso alle prestazioni e di procedere nel contenimento dei costi.

Pubblichiamo la parte della relazione relativa alle questioni ancora aperte della medicina fiscale.

LAVORI IN CORSO E QUESTIONI APERTE

Convenzione con i medici fiscali per il polo unico.

Il d.lgs.75/2017 e i conseguenti decreti hanno creato ostacoli, finora non superati, alla stipula della convenzione per la disciplina del rapporto tra Inps e medici fiscali. Sono particolarmente carenti e confuse le norme sull’individuazione delle organizzazioni sindacali abilitate a trattare e stipulare la convenzione. I tentativi dell’Istituto di darsi delle regole ragionevoli, sottoposte ai Ministeri vigilanti che le hanno espressamente condivise, si sono scontrati con l’opposizione di alcune OOSS che hanno proposto ricorsi in sede giudiziale e sono risultati vittoriosi, bloccando del tutto le trattative. L’ultimo incontro con le OOSS risale al maggio 2018.

Riaccensione di data mining e opposizione a ordinanza Garante.

Avuta notizia dell’utilizzo da parte di Inps di un Data Mining volto ad individuare le malattie con prognosi probabilmente troppo lunghe rispetto al necessario, il Garante per la protezione dei dati personali, contestando alcuni profili di violazione della normativa, ha, di fatto, portato l’Istituto a sospenderne l’utilizzo. Il Garante ha anche sanzionato l’Inps per illegittima attività di profilazione. Da marzo 2018, pertanto, le visite mediche d’ufficio vengono scelte con metodo casuale, con gravi conseguenze in termini di efficacia e maggiori costi per prestazioni di malattia non dovute. L’ordinanza di ingiunzione notificata ad Inps dal Garante sarà oggetto di impugnazione innanzi al Giudice ordinario. Per risolvere definitivamente il problema pare necessario un intervento normativo specificamente dedicato ad ampliare le possibilità di trattamento dei dati da parte di Inps, come segnalato dall’istituto nel corso di audizioni parlamentari sul tema.