La riforma Madia è legge

Roma, 4 agosto 2015: il Senato ha approvato con 145 voti a favore (97 contrari, nessun astenuto) e dato il via libera definitivo alla riforma della Pubblica Amministrazione che porterà il nome del Ministro Marianna Madia. Dopo la riforma Bassanini (1996) e quella Brunetta (2009), adesso si rimette mano alla Pubblica Amministrazione con quella che, al momento, sembra la riforma più “corposa” ed incisiva del governo Renzi sulla vita reale di tutti noi.

La votazione era iniziata ieri sera e oggi, con Giorgio Pagliari come relatore,  il verdetto finale è arrivato prima di mezzogiorno. Si tratta, però, di una legge delega e, come tale, avrà bisogno di diversi decreti attuativi, con tutte le incognite che questo comporta, non per ultimo il fattore tempo: le esigenze del paese richiedono tempi brevi e il lavoro non è, quindi, affatto terminato.

” Un altro tassello – dice il premier Renzi  su twitter – i risultati ci sono e il Parlamento non ha mai lavorato così tanto dal ’48”.

“Stiamo lavorando bene” aggiunge il sottosegretario del Ministero dell’Economia Enrico Zanetti.

Le novità sono tante e mirano ai tagli alle partecipate e alla lotta agli sprechi, con la riduzione dei dirigenti (che avranno ruolo unico, verranno valutatati secondo principi meritocratici e turneranno ogni 4 anni), il via al telelavoro e la riduzione della morsa della burocrazia.

All’interno del corposo pacchetto vi è anche la tanto attesa riforma della Medicina Fiscale (la legge attualmente in vigore risale al 1983) con il passaggio in capo all’INPS del controllo ai dipendenti pubblici assenti per malattia (finora affidato alle ASL), per uniformare il trattamento tra settore pubblico e quello privato, per ridurre la spesa per malattia nel settore pubblico (attualmente fuori controllo)  e per stabilizzare finalmente la categoria dei medici fiscali INPS, precari da sempre.

l) riorganizzazione delle funzioni in materia di accertamento medico-legale sulle assenze dal servizio per malattia dei dipendenti pubblici, al fine di garantire l’effettività del controllo, con attribuzione all’Istituto nazionale della previdenza sociale della relativa competenza e delle risorse attualmente impiegate dalle amministrazioni pubbliche per l’effettuazione degli accertamenti, previa intesa in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano per la quantificazione delle predette risorse finanziarie e per la definizione delle modalità d’impiego del personale medico attualmente adibito alle predette funzioni, senza maggiori oneri per la finanza pubblica e con la previsione del prioritario ricorso alle liste di cui all’articolo 4, comma 10-bis, del decreto-legge 31 agosto 2013, n. 101, convertito, con modificazioni, dalla legge 30 ottobre 2013, n. 125, e successive modificazioni;

 

Federica Ferraroni

 

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