Q uesta sera si riunirà il Consiglio dei Ministri per varare le prime norme della riforma del Pubblico Impiego.

Il comportamento scorretto di una minoranza di dipendenti della Pubblica Amministrazione, screditando la moltitudine di persone che lavorano seriamente, con impegno e con professionalità all’interno della compagine degli statali, ha fatto si che il mitico “posto fisso” assumesse il significato pernicioso di lavoro in cui tutto è permesso.

La realtà, in questo caso, ha superato la fantasia: mai avremmo immaginato che qualcuno potesse sognarsi di andare a lavorare in mutande o di andare al mare o a fare la spesa risultando contemporaneamente presente al lavoro. E non si possono bollare come fannulloni, per esempio, quegli statali che, per poter lavorare vicino a casa, hanno fatto domanda ad oltranza di Invalidità Civile finchè non hanno ottenuto il 67% di invalidità civile e l’handicap non grave.

E’ vero che alcune leggi ci sono (vedi Legge Brunetta), è vero che alcune leggi andrebbero riviste (vedi Legge Carlotta), è vero che ci sono lacune legislative da colmare.

Prendiamo l’esempio paradigmatico delle visite fiscali: la Legge c’è (Legge Brunetta), anche se incompleta, ma non viene del tutto applicata. Se fosse così, non sarebbe possibile, per esempio, per alcuni chiudere casa e farsi un week end in una città d’arte prendendosi dei giorni di indennità di malattia per una malattia fantasma, certi di non poter essere controllati.

Questo perché le Regioni, deputate finora al controllo dei lavoratori assenti per malattia, non hanno fatto quello che avrebbero dovuto fare.

Il Governo ha deciso di garantire fin da subito, insieme ad una soluzione dei problemi legati alle colpose errate timbrature, la certezza di un efficace servizio di medicina fiscale anche nel settore pubblico.

Il Ministro Madia con il suo staff ha da tempo affrontato gli aspetti tecnici della riforma della Medicina Fiscale, avendo avviato in questi mesi i tavoli tecnici interministeriali necessari per definire le risorse e la parte normativa e avendo ricevuto il contributo unitario dei medici fiscali INPS supportati con forza e decisione dalla propria Federazione.

E la riforma della Pubblica Amministrazione viene ormai chiesta a gran voce da tutta l’Italia perché la nostra nazione non offra più quella immagine ridicola che abbiamo visto troppo in questi ultimi mesi e che sono state suggellate dalle ormai celebri frasi zeloniane come “con un’unghia incarnita, invalidità a vita”.

 

Federica Ferraroni

 

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